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Lo Chardonnay blu? Lo producono in Spagna

Marques de Alcantara è una cantina spagnola che ha lanciato sul mercato uno Chardonnay di colore blu. Ma non sono gli unici

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

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Marques de Alcantara è uno Chardonnay colorato con antociani blu
Fonte foto: Marques de Alcantara

Come reagireste se durante una cena tra amici vi fosse servito del vino blu? Molti probabilmente lo prenderebbero come uno scherzo, per altri sarebbe una vera e propria bestemmia, ma tanti altri direbbero 'perché no?'. E' a questo target di persone che si rivolgono due cantine spagnole che hanno da poco lanciato sul mercato mondiale (ma non italiano e spagnolo, guarda un po') il vino azzurro.

A dire la verità tra le due aziende ci sono grossissime differenze. La prima si chiama Marques de Alcantara, è una cantina con 30 ettari di Chardonnay nel deserto di Almeria, a 550 metri sul livello del mare. La forma di allevamento scelta per le viti è il doppio cordone speronato, mentre a causa delle precipitazioni scarsissime durante l'anno, le piante sopravvivono grazie all'irrigazione a goccia.

In cantina le uve vengono pigiate come per produrre un bianco tradizionale, ma al mosto vengono aggiunti antociani di colore blu, estratti dalla bucce di uva a bacca rossa. Gli antociani sono una classe di pigmenti idrosolubili, che vanno dal rosso al blu, appartenenti alla famiglia dei flavonoidi. Si trovano naturalmente nella buccia dell'uva a bacca rossa e hanno preziosi effetti antiossidanti.

Nel Marques de Alcantara gli antociani colorano il mosto lasciando quasi invariato, a detta di chi lo ha assaggiato, il gusto del vino. Risultato: uno Chardonnay dalle tinte indaco.

In un settore come quello enologico, dove la tradizione è importante, aspettarsi aperture su un prodotto come questo sarebbe stato piuttosto ingenuo. E infatti le recensioni hanno stroncato il Marques de Alcantara. Ma non il mercato che, a detta dei produttori, ha apprezzato l'innovazione di prodotto.

Se per molti Marques de Alcantara ha cercato una strada facile per differenziare le sue bottiglie dagli altri produttori di Chardonnay, Gik ha completamente rivoluzionato (o stravolto) il concetto di vino e lo rivendica con orgoglio.
"Prova a dimenticare tutto quello che sai sul vino", scrivono sul loro sito. "Dimentica le tradizioni e dimentica che stiamo parlando di ciò che a messa rappresenta il sangue di Cristo. Gik è la parte innovativa della vita, siamo così. Noi crediamo nella ribellione creativa, vogliamo innovare e costruire cose nuove, rompere con il passato e inventare il futuro".

Gik è un prodotto inventato da un gruppo di startupper di Bilbao senza alcuna esperienza enologica. Il loro vino blu viene prodotto prendendo uve di differenti varietà a cui vengono aggiunti antociani (come per il Marques de Alcantara), ma anche tintura alimentare indaco ed edulcoranti per addolcire la bevanda.

Anche in questo caso assaggiatori ed enologi hanno avuto critiche di fuoco per questo prodotto, che in molti si rifiutano di chiamare vino e che gli stessi ideatori definiscono una semplice 'bevanda alcolica'. Il target è facile da intuire: giovane, alla moda, amante della movida e disinibito quando si parla di alcolici. E anche in questo caso apprezza, soprattutto nel Nord Europa.

Ma anche in Italia c'è chi ha sperimentato mettendo un po' di cielo in bottiglia. L'azienda Fratelli Saraceni ha lanciato Blumond, "l'unico spumante italiano blu prodotto da uve Prosecco e con un aroma aggiunto di pesca fresca e dolce". Un vino che ha avuto una discreta fortuna, ma all'estero.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: vino viticoltura export innovazione vitivinicoltura enogastronomia

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