Dieta mediterranea: ecco la nuova piramide sostenibile

La proposta è arrivata nel corso della prima conferenza mondiale sul tema organizzata da Ifmed a Milano conclusasi lo scorso 8 luglio

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La prima Conferenza mondiale sulla dieta mediterranea si è tenuta a Milano dal 6 all'8 luglio

Si è svolta dal 6 all'8 luglio scorso "Revitalizing the mediterranean diet", la 1° Conferenza mondiale sulla dieta mediterranea a Palazzo Lombardia a Milano con l’obiettivo di avviare un impegno sinergico senza precedenti per la rivitalizzazione della nuova dieta mediterranea. Roberto Maroni, presidente della Regione Lombardia, ha commentato: "A un anno da Expo Milano torna a essere la capitale mondiale dell’alimentazione sana e sostenibile grazie all’impegno di Ifmed che ha scelto il capoluogo lombardo per ospitare la prima attesissima Conferenza mondiale dedicata alla rivitalizzazione della dieta mediterranea".

La nuova piramide: dalla salute dell'uomo a quella del pianeta
Al fine di bilanciare l'interesse mondiale verso la dieta mediterranea con l'aumento delle preoccupazioni di carattere ambientale, Ifmed ha lanciato una rappresentazione aggiornata della Piramide della dieta mediterranea. L'obiettivo principale è quello di spostare la percezione dei benefici di questo modello da una particolare attenzione per l’uomo, ad un focus sui benefici per il pianeta e le sue popolazioni. Questa revisione ha favorito un dialogo interdisciplinare tra gli scienziati e gli esperti in nutrizione, salute pubblica, scienze alimentari, antropologia sociale, sociologia, economia domestica, agricoltura, ambiente e patrimonio culturale al fine di fornire una rappresentazione unitaria della dieta mediterranea come un modello alimentare sostenibile e rappresentativo di tutta l’area del Mediterraneo.
 
Il presidente Ifmed, Lluis Serra Majem, ha spiegato: "Questa nuova revisione della piramide si basa su un consenso scientifico tra gli esperti e si fonda sulla ricerca e sulle evidenze scientifiche nel campo della nutrizione e della salute derivate da grandi studi epidemiologici pubblicati in riviste peer-reviewed negli ultimi decenni".
 
Med diet 4.0
Il nuovo modello di dieta mediterranea che ha dato vita alla Piramide, la Med Diet 4.0, tiene conto di quattro dimensioni: alla valenza nutrizionale si integrano gli aspetti culturali, ambientali ed economici. Perché la dieta non è solo “regola alimentare”, ma “regola di vita’’ che impatta sulla salute, sull’ambiente e sulla società.
 
Il direttore esecutivo Ifmed Emmanuel Pauze spiega: “La campagna europea di promozione della dieta mediterranea, lanciata da Ifmed per prima in Italia per promuovere questo modello, mira ad attivare una strategia consensuale e coordinata a livello sovranazionale, con il coinvolgimento di attori pubblici e privati, per promuovere e consolidare i valori e i benefici della dieta mediterranea”.
 
Quali alimenti nella dieta mediterranea?
Troppo
poco pesce nella dieta a livello globale: secondo le stime, infatti, in Italia, l’effettivo consumo di proteine di pesce si attesterebbe su 40 g a settimana rispetto ai 60 g settimanali raccomandati, mentre i consumi medi negli Stati Uniti e in Europa sono persino inferiori. L’unico esempio virtuoso è dato dalla Spagna, che peraltro è il maggiore consumatore al mondo di pesce in conserva. “In un contesto in cui la dieta mediterranea si rinnova, con la messa in risalto di una cruciale componente socio-culturale, diventa fondamentale prendere in considerazione da un lato l’importanza di recuperare le nostre radici alimentari, dall’altro il mutamento degli stili di vita, sempre più frenetici. Per questo, relativamente ai consumi di pesce da incentivare, possiamo considerare il pesce in scatola un valido alleato della dieta mediterranea: infatti unisce la praticità di consumo ai benefici di una composizione nutrizionale paragonabile al fresco”, ha affermato la professoressa Silvia Migliaccio, del Dipartimento di Scienze dello sport e della salute umana dell’Università “Foro Italico” di Roma.
 
Per quanto riguarda la carne, “non dimentichiamo che l’uomo è onnivoro da 10.000 anni e la carne, nelle giuste quantità, fa parte della dieta mediterraneaha spiegato Elisabetta Bernardi, nutrizionista dell’Università di Bari -. Ricca di nutrienti importanti e componenti bioattivi, è particolarmente importante in alcune fasi della vita: durante la gravidanza e l’infanzia ad esempio, per garantire lo sviluppo cognitivo e la crescita del bambino. Ma è anche preziosa per chi pratica sport o è in età avanzata: è infatti una eccezionale fonte di proteine utili per lo sviluppo e per preservare i muscoli”.
 
I legumi, invece, riacquistano un ruolo primario: “l’assemblea generale delle Nazioni Unite ha dichiarato il 2016 Anno dei legumi’: un’opportunità unica per incoraggiare la food chain ad un utilizzo migliore di questa risorsa, grazie ai suoi benefici per la fertilità del suolo, i cambiamenti climatici e per combattere la malnutrizione a livello globale” – ha affermato la dottoressa Laura Rossi del Centro di ricerca per gli alimenti e la nutrizione (Crea-Nut).
 
Carlo La Vecchia, Università degli Studi di Milano, ha poi concluso: “La dieta mediterranea, con un ruolo importante di frutta e verdura e l’olio d’oliva come condimento principe, appare protettiva non solo verso il rischio cardiovascolare, ma anche verso i tumori”.

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