Zootecnia, i sottoprodotti del frantoio diventano un mangime salutare

Ricercatori del Crea hanno sfruttato il potere antiossidante dei fenoli contenuti nella sansa e nelle acque di vegetazione dei frantoi per produrre mangimi arricchiti destinati a bovini e ovini

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

allevamento-bovini-vacche-mucche-by-romankorytov-fotolia-750.jpeg

I sottoprodotti dei frantoi sono ricchi di sostanze antiossidanti (Foto di archivio)
Fonte foto: © romankorytov - Fotolia

Il metabolismo di ogni essere vivente produce radicali liberi che se non neutralizzati hanno effetti dannosi sulla salute dell'organismo. Vale per gli esseri umani, ma anche per gli animali da allevamento. Molti cibi, soprattutto la frutta e la verdura, contengono antiossidanti ed è questa una delle ragioni per cui ne viene consigliata l'assunzione nella dieta.

Gli animali cresciuti in allevamenti intensivi, che non hanno libero accesso al pascolo, hanno tuttavia una dieta povera di antiossidanti e così i ricercatori del Crea, insieme alla ditta mangimistica Mignini e Petrini, hanno provato ad arricchire la razione degli animali con composti antiossidanti provenienti dagli scarti della lavorazione delle olive.

Il progetto, denominato Sansinutrifeed e finanziato dal ministero dello Sviluppo economico (Mise), ha proprio come obiettivo quello di estrarre fenoli dalla sansa e dalle acque di vegetazione dei frantoi per poi arricchire il mangime degli animali.

"Un composto antiossidante esclusivo delle Oleaceae è l'oleuropeina, molecola che durante il processo di estrazione dell'olio subisce tagli enzimatici dando vita a composti conosciuti come agliconi secoiridoidi. Queste molecole, proprio per la loro prevalente natura idrofilica, finiscono negli scarti della lavorazione: acque di vegetazione e sanse. Inoltre, conferiscono all'olio di oliva di qualità il tipico gusto amaro e piccante", spiega Cinzia Benincasa, ricercatrice del centro Crea olivicoltura, frutticoltura e agrumicoltura della sede di Rende (Cs).
 

Nel contesto del progetto Sansinutrifeed gli scarti del frantoio sono stati lavorati per avere un prodotto secco, miscibile con i mangimi e ricco di sostanze antiossidanti. In particolare, sono stati utilizzati il polverino di sansa prodotto dalla denocciolatura ed essiccazione della sansa e l'estratto dalle acque di vegetazione del frantoio a tre fasi ottenuto utilizzando uno spry dryer.

Si sta valutando ora se l'assunzione di mangimi così arricchiti sia di gradimento per gli animali e quali saranno gli effetti sulla salute. Basandosi su ricerche condotte in passato i ricercatori sono portati a ritenere che una dieta ricca di antiossidanti avrà come effetto quello di avere animali più sani e anche la carne, come il latte, dovrebbero possedere un profilo nutrizionale migliore.

Il progetto Sansinutrifeed si inserisce in un contesto ben più ampio di economia circolare. Un approccio nuovo alla produzione di beni che mira a recuperare gli scarti o i sottoprodotti delle lavorazioni industriali e agricole per generare nuove materie prime. Un approccio sostenibile che avrà un peso sempre maggiore nelle politiche Ue, anche in vista dell'applicazione della strategia From farm to fork.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

Autore:

Tag: innovazione ricerca video mangimi zootecnia frantoi

Ti è piaciuto questo articolo?

Registrati gratis

alla newsletter di AgroNotizie
e ricevine altri

Unisciti ad altre 259.082 persone iscritte!

Leggi gratuitamente AgroNotizie grazie ai Partner