Nocciolo, quali trattamenti per una pianta sana e priva di malattie?

Da Vivai Nicola consigli per la concimazione, la difesa e le operazioni colturali per avere un corileto produttivo e in salute

Contenuto promosso da Vivai Nicola di Nicola Marco
nocciolo-albero-ramo-nocciole-stu12-nocciolo-fotolia-750.jpeg

Da Vivai Nicola una serie di regole per mantenere il noccioleto forte (Foto di archivio)
Fonte foto: © stu12 - Fotolia

Da Vivai Nicola utili suggerimenti per avere piante di nocciolo sane, produttive e senza malattie.
 

Concimazione

Fondamentale nella coltivazione del nocciolo è la concimazione, poiché consente di mantenere il terreno fertile e di fornire alle piante tutti gli elementi nutritivi necessari per sostenerne la crescita e la produzione. La scelta dei concimi, le dosi e l'epoca di somministrazione sono legati al terreno, alle condizioni climatiche e all'età della pianta.

Nel noccioleto effettuare le giuste concimazioni è importante, perché aiuta a tenere alto il livello produttivo. La corretta nutrizione migliora la fecondazione e l'allegagione dei frutti e diminuisce la cascola pre-raccolta. Dal punto di vista qualitativo favorisce, insieme alla giusta irrigazione, l'incremento della resa in guscio.
Nei primi anni del noccioleto vengono distribuiti principalmente concimi minerali e a base azotata.

Quando il noccioleto entra in piena produzione, quindi a partire dal 7°- 8° anno, si consigliano due concimazioni annuali, una in autunno e una in primavera.

In autunno è preferibile usare concimi organo-minerali con titoli 4-9-18/4-8-16 (bilanciamento di azoto, fosforo e potassio schematizzabile con la formula 2-1-3).

In primavera è preferibile usare concimi minerali complessi con titoli 12-6-18/15-5-20 (bilanciamento di azoto, fosforo e potassio schematizzabile con la formula 2-1-3).

Molto importante è la dotazione di sostanza organica nei terreni, infatti se scarseggia è opportuno apportare letame o eventuale compost: questa pratica è importante anche nei noccioleti non ancora in produzione.
Importante è anche la dotazione di microelementi quali magnesio, boro e zinco, indispensabili per la produzione del noccioleto.
 

Problematiche fitosanitarie legate alla pianta di nocciolo

Di seguito tratteremo le problematiche più comuni riscontrabili alla pianta di nocciolo.

Una delle più note è l'eriofide o acaro delle gemme (Phytoptus avellanae) che produce le tipiche galle.

Alcune varietà, come la Tonda gentile trilobata, sono particolarmente sensibili all'eriofide, ma attualmente la sua presenza è segnalata in crescita anche su altre varietà.
Un periodo primaverile caratterizzato da piogge abbondanti e persistenti ne favorisce lo sviluppo, in quanto l'andamento climatico piovoso impedisce l'esecuzione dei trattamenti acaricidi. È molto importante tenere sotto controllo questa avversità in quanto può compromettere la produzione del noccioleto e la crescita della pianta.

Quale trattamento compiere contro l'eriofide?
Applicare zolfo ad intervalli di 8-10 giorni tra un trattamento e l'altro.

Gleosporiosi (Monostichella coryli)
In Piemonte costituisce una delle principali avversità fungine del nocciolo. È presente soprattutto nelle zone di fondovalle ed in pianura. La malattia si manifesta in due momenti dell'anno; in primavera, con disseccamento delle gemme dei rami e poi all'inizio dell'estate e riguarda le foglie sulle quali compaiono delle tipiche macchie che possono arrivare sino a causarne il disseccamento.

Il danno più grave rimane quello a carico delle gemme che, disseccando, compromettono la futura formazione della chioma.

Cosa fare contro questa avversità?
Sinora veniva usato il tiofanate-metile (il prodotto veniva irrorato sulla chioma, concentrandosi sugli apici vegetativi, dopo la caduta delle foglie), tolto dal commercio, si sta cercando un sostituto.

Necrosi batterica (Xanthomonas arboricola pv. Corylina)
La batteriosi del nocciolo è legata alle condizioni climatiche; infatti, annate con decorso stagionale umido e piovoso, particolarmente nel periodo primaverile, favoriscono la moltiplicazione del batterio e le manifestazioni sintomatologiche su foglie (macchie necrotiche) e sui germogli (avvizzimento).
Non ci sono rimedi di carattere curativo, ma si possono effettuare solo trattamenti preventivi che devono essere eseguiti per limitare la presenza della malattia.

Cosa fare nei noccioleti ove si sono manifestati sintomi di batteriosi?
  • Tagliare e bruciare i rametti colpiti.
  • Effettuare trattamenti preventivi con prodotti rameici in autunno e prima della ripresa vegetativa.
In particolare:
Fare un trattamento in autunno a metà caduta foglie;
  • Un trattamento a completa caduta foglie con prodotti rameici a dosaggio invernale d'etichetta
  • Un trattamento, prima della ripresa vegetativa (fase di rottura gemme) con prodotti a base di rame
  • Un trattamento, in fase di germogliamento utilizzando dosaggio rameico minimo previsto in etichetta prima di un possibile evento piovoso.
     

Ad ogni anno i passaggi da compiere

Dopo aver messo a dimora le piante di nocciolo si devono compiere, negli anni a venire, una serie di regole per mantenere il noccioleto forte e in salute.
Di seguito uno schema che sintetizza cosa fare per ogni anno del noccioleto.
 
Anno  Operazione colturale
1o In primavera, se l'impianto è stato fatto con piante tradizionali e non con quelle Nicolahazelnut®, ovvero piante di nocciolo lavorate secondo il brevetto della Vivai Nicola di Nicola Marco che consiste nel potare la pianta, paraffinarla e inscatolarla, bisogna passare a capitozzarle.
Successivamente bisogna passare manualmente a sarchiare intorno alla pianta e fresare per tenere sotto controllo le infestanti.
Dal momento dell'impianto in poi, dopo lo sviluppo vegetativo, si devono effettuare dei trattamenti a base di rame per proteggere la pianta di nocciolo da eventuali attacchi di batteriosi che si possono sviluppare nei climi umidi.
2o Dal secondo anno, bisogna iniziare le concimazioni localizzate, in primavera, si può fare una concimazione a base di azoto.
Inoltre bisogna continuare a sarchiare manualmente attorno alle piante, a erpicare il terreno per controllare le infestanti e a togliere i polloni indesiderati. Se si vuole dare una forma di allevamento a cespuglio, tenere solo i polloni principali, mentre se si vuole dare una forma a vaso cespugliato o ad alberello bisogna eliminare tutti i polloni.
3o-4o Effettuare potatura di allevamento e concimazione localizzata primaverile.
Effettuare 1-2 sarchiature manuali intorno alla pianta di nocciolo e 2-3 erpicature per il controllo delle infestanti.
Effettuare 2 trattamenti a base di zolfo contro l'eriofide.
5o-7o Eseguire la potatura di allevamento e fare una concimazione primaverile più abbondante. La sarchiatura manuale può essere sostituita da un eventuale diserbo sulla fila, anche per il controllo dei polloni.
Eseguire una o più trinciature sull'interfila per controllare le infestanti.
Due trattamenti a base di zolfo per l'eriofide ed eventuali trattamenti insetticidi nel caso di presenza sopra la soglia di intervento di balanino e/o cimici.
8o Dall'8o anno effettuare due concimazioni all'anno, sia in autunno che in primavera, trinciatura sull'interfila e diserbo sulla fila per il controllo delle infestanti e polloni. In alternativa si possono impiegare trinciatrici con disco interfilare ed effettuare la sola spollonatura chimica o manuale. 

Ti è piaciuto questo articolo?

Registrati gratis

alla newsletter di AgroNotizie
e ricevine altri

Unisciti ad altre 264.527 persone iscritte!

Leggi gratuitamente AgroNotizie grazie ai Partner