MelaPiù, la mela con qualcosa in più

Parla Gianmauro Bergamini, presidente del Consorzio per la valorizzazione della Fuji di pianura: 'Produzione in calo, ma l'annata commerciale è positiva'

Lorenzo Cricca di Lorenzo Cricca

Questo articolo è stato pubblicato oltre 11 anni fa

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Gianmauro Bergamini, presidente del Consorzio MelaPiu'
Fonte foto: Consorzio MelaPiù

"La produzione totale del consorzio MelaPiù per la campagna 2009/2010 è stimabile in circa 20.000 tonnellate, in leggero calo rispetto alla produzione 2008/2009". Lo dice Gianmauro Bergamini, presidente del Consorzio MelaPiù che ha sede a Chiusuol del Fosso, in provincia di Ferrara. Vocazione primaria del Consorzio è la valorizzazione delle mele Fuji della Pianura padana orientale, a beneficio delle imprese socie, e l'impegno a garantire un reddito adeguato per i produttori.
"La qualità intrinseca delle mele - prosegue Bergamini si conferma a livelli d’eccellenza anche se a causa delle non favorevoli condizioni climatiche della stagione, la colorazione del prodotto non è apparsa particolarmente elevata. Dal punto di vista commerciale l’annata ha mostrato una buona partenza e confidiamo che possa continuare sino alla fine della stagione".

Marchio di valorizzazione
Il Consorzio vuole trasmettere un messaggio molto preciso e d’immediata comprensione: una mela Fuji MelaPiù è una mela che ha qualche cosa in più rispetto a tutte le altre. Questo carattere di qualità superiore è sottolineato, nel logo, dalla centralità e dall’enfasi posta proprio sulla parola ‘Più’.

Per perseguire tale obiettivo, il Consorzio svolge molteplici attività:
• Stabilisce un regolamento di produzione e commercializzazione;
• Realizza il programma di controllo nei centri di lavorazione e sui punti vendita;
• Progetta e definisce campagne promo-pubblcitarie;
• Definisce la politica commerciale del prodotto e del marchio;
• Fornisce assistenza tecnica ai produttori, promuovendo la diffusione delle più avanzate tecniche di coltivazione;
• Individua e sperimenta innovazioni di prodotto e organizzative. 

Il Consorzio MelaPiù nasce il 23 novembre 1994 come 'consorzio-impresa per volontà di alcune importanti realtà operanti nella produzione e commercializzazione di ortofrutta nell’area orientale della Pianura Padana. Fin dall'inizio punta alla valorizzazione delle mele Fuji a vantaggio delle imprese socie. Nel 1995 commercializza 5 mila quintali di Fuji, di cui circa 2 mila a marchio MelaPiù. Nel 2007 vengono commercializzati circa 130 mila quintali di mele Fuji, di cui oltre 70 mila a marchio MelaPiù.

I soci fondatori del consorzio sono l’Afe - Associazione frutticoltori estensi Soc.Coop. di Ferrara (Gruppo Salvi), l’Azienda agricola Tagliani di Campotto di Argenta (Fe), il Coft di Tresigallo (Gruppo Mazzoni), la Coop Estesa di Ferrara ed il Cpoc di Consandolo. L’attuale compagine sociale è costituita dall’Afe - Associazione frutticoltori estensi Soc. Coop. di Ferrara, dall'Apoconerpo Soc.Coop. di Castenaso (Bo), da Cico - Consorzio italiano cooperative ortofrutta di Tresigallo (Fe), dal Co.Fru.Ta Soc.Coop. di Giacciano di Baruchella (Ro), dalla Patfrut Soc.Coop. di Monestirolo (Fe), dalla Società consortile Minguzzi di Alfonsine (Ra) e dalla Pempacorer Soc. Consortile di Imola (Bo).

Le mele della varietà Fuji si caratterizzano per un’ottima qualità organolettica: sono dolci, croccanti e succose, caratteristiche che vengono esaltate negli ambienti di pianura - in particolare nella provincia di Ferrara, Bologna, Ravenna, Forlì–Cesena e Rovigo. Queste mele in ambienti di pianura si caratterizzano anche per alcune problematiche: forte vigoria della pianta, spiccata tendenza all’alternanza di produzione e scarsa colorazione dei frutti, particolarmente evidente in annate caratterizzate da andamento climatico sfavorevole. 

A questi problemi ha cercato di porre rimedio il Consorzio grazie ad un modificato sistema d’allevamento che permette di ridurre il vigore e le difficoltà di colorazione. Si è infatti passati dallo spindel o fusetto alla conduzione centrifuga. Quest’ultima asseconda le tendenze naturali della pianta permettendo una riduzione del vigore ed il posizionamento della quasi totalità dei frutti all’esterno, mentre i tagli sono ridotti al minimo e limitati alla pulizia all’interno della pianta. Per ridurre il problema dell’alternanza è stata messa a punto una tecnica diradante che richiede molta attenzione in fase di posizionamento.

"Se guardiamo al mercato - prosegue Bergamini - in Europa l’offerta rimane sui livelli dell’annata precedente, mentre si registra un calo dei consumi ed un calo dei prezzi di conferimento assolutamente non remunerativi per i produttori. Anche in considerazione di un mercato difficile il consorzio MelaPiù è riuscito a mantenere un posizionamento di premium price con realizzi di conferimento e di vendita al dettaglio simili a quelli delle scorse stagioni: un risultato molto positivo in un mercato dove i prezzi ai produttori spesso tendono al ribasso. Questo grazie ad una forte fidelizzazione e ad una politica di valorizzazione sul brand".

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Consorzio Melapiù Srl

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Tag: ortofrutta

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