'Noce di Romagna'

Il progetto curato dall'Azienda agricola 'San Martino', coordinato da Centuria Rit e dal Crpv

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Eugenio Cozzolino, consulente di Centuria Rit

La Romagna costituisce un ambiente adatto alla coltivazione del noce visto anche la sua  capacità di crescere spontaneamente in diverse zone del territorio. Essa può quindi rappresentare una valida alternativa alle colture tradizionali per gli agricoltori che in qualche modo cercano di diversificare le loro produzioni.
L'Azienda agricola “San Martino”, a San Martino in Strada (Fc), dal 1988 ha avviato la coltivazione del Noce seguendo le tecniche moderne. Attualmente presenta una superficie di circa 30 ettari coltivati prevalentemente con la varietà Chandler e come impollinatori le varietà Howard e Franquette.

Questa azienda agricola San Martino si colloca all’interno del “Progetto integrato noce di Romagna” che ha l’obbiettivo di sviluppare la filiera della noce da frutto dalla produzione alla lavorazione, trasformazione e commercializzazione. Il progetto è promosso dalla New Factor, azienda romagnola leader a livello nazionale nella lavorazione e commercializzazione della frutta secca. Il progetto è coordinato da Centuria - Rit Parco scientifico e tecnologico romagnolo con la collaborazione del Crpv - Centro ricerche produzioni vegetali di Cesena e del Dipartimento di Coltivazioni arboree dell’Università di Bologna.
In questo modo, a partire dall’Azienda agricola San Martino, è possibile creare un consorzio di produttori specializzati che possano anche creare ed utilizzare un impianto di prima lavorazione del prodotto raccolto.

Il progetto presenta anche altre finalità:
• Creazione di un consorzio romagnolo per la produzione, valorizzazione e commercializzazione delle noci.
• Produzione di noci nella parte orientale dell’Emilia-Romagna.
• Sviluppo di una produzione di qualità e possibilmente biologica o perlomeno integrata utilizzando varietà di rilievo come Chandler o Howard o simili.
• Creazione della certificazione di tipicità del prodotto con la creazione del marchio “Noci di Romagna”.
• La trasformazione della produzione nocciola romagnola presso la New Factor di Rimini.

La moderna nocicoltura
Ad oggi le noci provengono sia da Paesi europei a basso costo di manodopera sia dagli Usa che riescono a creare noci di pregio e qualità coltivati su impianti di elevate superfici e meccanizzata. Vi è quindi ampio spazio per la nocicoltura italiana d’alto pregio che precede quella californiana di 45 giorni. Vi sono inoltre ampie possibilità di commercializzazione della noce sgusciata per l’industria alimentare.
Essa si caratterizza per essere una coltura con elevate esigenze irrigue e meccanizzata, con pochissima manodopera ma con elevati investimenti soprattutto nella fase iniziale.
Il notevole investimento economico e le esigenze colturali richieste fanno si che il noce possa al meglio essere coltivato in aziende irrigue di pianura o pedocollinari con discrete disponibilità di terreno.

Il noce entra in produzione al 5° anno raggiungendo la piena produzione al 9°. La longevità della pianta permette una produzione per oltre 30 anni. La produzione media in piena produzione varia dalle 4 alle 5 tonnellate per ettaro. Il progetto quindi si presenta come un interessante opportunità per le aziende agricole per gli utili elevati derivanti dalla coltura e per l’importante supporto tecnico, gestionale e commerciale che tutti i componenti assicurano.

Fonte: Image Line

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