Il grano, sia duro che tenero, è una coltura che necessità di essere diserbata per garantire all'agricoltore produzioni soddisfacenti di granella, sia sotto il profilo della quantità che della qualità. Se non controllate, infatti, le malerbe sono in grado di causare una contrazione delle produzioni anche del 30% a causa della competizione che si instaura tra la cultura e la flora spontanea.


Ma non solo. Perché la presenza di infestanti provoca la produzione di granella di minore qualità, inoltre favorisce lo sviluppo di malattie fungine e di parassiti, nonché può creare seri problemi nelle fasi di raccolta.


Per questi motivi il diserbo del frumento è una attività cruciale, che non va presa sottogamba se si vogliono ottenere produzioni soddisfacenti. E proprio perché la gestione della flora spontanea è così importante, in questo articolo proviamo a rispondere alle più comuni domande che gli agricoltori si fanno intorno al diserbo del grano.

 

 

Quali sono le erbe infestanti del frumento?

Le malerbe che sono presenti nei campi di frumento appartengono a varie specie e la loro presenza dipende da diversi fattori, come ad esempio l'areale (Nord, Centro, Sud, collina o pianura, eccetera), la precessione colturale (se si semina grano dopo grano si selezionano malerbe più difficili da gestire) e la tecnica agronomica (aratura, falsa semina, rotazioni, eccetera).

 

Le infestanti del grano possono essere distinte tra foglia stretta (monocotiledoni) e foglia larga (dicotiledoni). Tra le infestanti a foglia larga più comuni troviamo: stoppione (Cirsium arvense), borsa del pastore (Capsella bursa-pastoris), convolvolo (Convolvulus arvensis), correggiola (Fallopia convolvulus), fumaria (Fumaria officinalis), attaccaveste (Galium aparine), papavero (Papaver rhoeas), poligono convolvolo (Polygonum aviculare), stellaria (Stellaria media) e veronica (Veronica spp.).

 

Mentre tra le infestanti a foglia stretta troviamo: coda di volpe (Alopecurus spp.), avena selvatica (Avena spp.), loietto (Lolium spp.), scagliola (Phalaris spp.), fienarola (Poa spp.) e forasacco (Bromus spp.).

 

Loietto e papavero in un campo di grano

Loietto e papavero in un campo di grano
(Fonte foto: Donato Loddo, ricercatore del Cnr, Consiglio Nazionale delle Ricerche, e membro del Gire, Gruppo Italiano Resistenza Erbicidi)

 

Che cos'è la gramigna e come si controlla?

Il termine "gramigna" è spesso utilizzato nei dialetti locali per riferirsi a varie specie di erbe infestanti a crescita rapida e a diffusione ampia. Queste piante, appartenenti alla famiglia delle Graminacee, sono considerate infestanti poiché crescono facilmente nei campi, ma anche in giardini, prati e aree marginali.

 

La parola gramigna può riferirsi a diverse erbe, tra cui Cynodon dactylon ed Elymus repens. C. dactylon è una pianta diffusa in tutta Italia, soprattutto in pianura e media collina. È dotata di un apparato radicale rizomante che la rende particolarmente infestante e resistente. Anche Elymus repens è una graminacea presente su tutto il territorio nazionale, anche a quote elevate. Possiede un apparato rizomante e si diffonde molto velocemente.

 

La gramigna è sensibile ai normali erbicidi graminicidi utilizzabili su grano.

 

La spiga di Elymus repens

La spiga di Elymus repens

(Fonte foto: Acta plantarum)

 

Che cos'è il diserbo di pre emergenza?

Il diserbo di pre emergenza prevede di applicare il prodotto erbicida, avente funzione residuale, subito dopo la semina, anche se le molecole oggi sul mercato possono essere usate in sicurezza fino allo stadio fenologico delle due-tre foglie (tranne il triallate).

 

Fino alla fine degli Anni Ottanta il diserbo di pre emergenza era considerato lo standard, in quanto per l'agricoltore era conveniente entrare subito dopo la semina e "togliersi il pensiero" del diserbo, svincolandosi così dall'andamento meteorologico dei mesi successivi.

 

Oggi il diserbo di pre emergenza è stato sostanzialmente abbandonato a causa della diminuzione delle sostanze attive disponibili e della presenza di molecole per il post emergenza che sono molto efficaci.
Tuttavia, la selezione di popolazioni resistenti agli erbicidi di post emergenza (inibitori dell'ACCasi e dell'ALS) stanno riportando in àuge il pre emergenza, che viene usato come strumento di controllo delle popolazioni resistenti.

Leggi anche Diserbo pre emergenza del grano. Ecco quando e come farlo

Che cos'è il diserbo di post emergenza?

Il diserbo di post emergenza prevede l'applicazione del prodotto erbicida da inizio accestimento fino a fine levata (dipende dal prodotto). Consente dunque un'ampia finestra di applicazione ed è spesso in grado di controllare con un solo trattamento le malerbe infestanti.

 

Sul mercato sono presenti molti prodotti registrati su grano, anche se spesso si tratta di molecole che appartengono ad un numero di famiglie ristretto (principalmente inibitori dell'ACCasi e dell'ALS).

 

Il diserbo di post emergenza può essere utilizzato da solo o in successione a quello di pre emergenza per avere un controllo totale della flora spontanea.

Leggi anche Diserbo del grano in post emergenza, ecco come e quando farlo

Il grano ha necessità di essere diserbato per garantire all'agricoltore produzioni soddisfacenti di granella, sia sotto il profilo della quantità che della qualità

Il grano ha necessità di essere diserbato per garantire all'agricoltore produzioni soddisfacenti di granella, sia sotto il profilo della quantità che della qualità

(Fonte foto: Tommaso Cinquemani - AgroNotizie®)

 

In quale periodo bisogna diserbare il grano?

Non è possibile dare un intervallo temporale assoluto, in quanto il diserbo deve essere fatto a seconda dello stadio fenologico della pianta, che a sua volta dipende dal periodo di semina e dall'andamento stagionale.

 

Inoltre, il periodo di diserbo varia a seconda che si sia scelto il pre emergenza, quindi dal momento della semina fino allo stadio di tre foglie (leggere sempre l'etichetta del prodotto), oppure il post emergenza, dall'inizio accestimento fino a fine levata (leggere sempre l'etichetta del prodotto).

 

Quando si usa il glifosate nel diserbo del grano?

Il glifosate è un erbicida non selettivo ad azione sistemica. In cerealicoltura viene usato per eliminare dal campo qualunque tipo di infestante. Nello specifico, viene impiegato per preparare il terreno quando si effettua la semina su sodo, quando cioè il terreno non viene lavorato.

 

Il glifosate può essere utilizzato anche per eliminare le infestanti nel caso della falsa semina, tecnica che prevede di preparare il letto di semina e aspettare l'emersione delle infestanti per poi eliminarle (con glifosate o con un mezzo meccanico).

 

Esistono dei diserbanti "naturali"?

Ad oggi non esistono erbicidi di origine naturale utilizzabili su grano. Prodotti come l'acido pelargonico sono disseccanti prodotti a partire da biomasse vegetali che possono essere utilizzati per la pulizia del campo prima dell'emergenza della coltura, ma non sono selettivi.

 

Diserbanti selettivi e non selettivi, quali sono le differenze?

I diserbanti non selettivi uccidono tutte le specie vegetali presenti in campo. Un esempio di erbicida non selettivo è il glifosate.

 

I diserbanti selettivi, invece, non compromettono la vitalità della coltura, eliminando solo le malerbe. Possono dunque essere utilizzati dopo l'emergenza del grano (in accordo con l'etichetta) senza causare danni alla coltura.

 

Come si gestiscono le malerbe resistenti agli erbicidi?

La monosuccessione, il riutilizzo anno dopo anno delle stesse molecole erbicide e la scorretta applicazione hanno causato in diversi areali la selezione di popolazioni resistenti. Si tratta di individui che non vengono devitalizzati dalla normale dose impiegata per il diserbo. In altre parole, sono piante "immuni" a specifiche molecole diserbanti.

 

Per gestire le malerbe resistenti agli erbicidi si deve adottare una gestione integrata delle infestanti, mettendo in atto cioè tutte le tecnologie e le buone pratiche agronomiche a disposizione.

Tra cui:

  • Effettuare ampie rotazioni.
  • Effettuare arature profonde (nel caso di specie con un elevato Tad, Tasso Annuale di Decadimento).
  • Ritardare le semine.
  • Effettuare la falsa semina.
  • Utilizzare erbicidi aventi differente meccanismo d'azione.
  • Utilizzare seme certificato e varietà altamente vigorose, in grado di vincere sul nascere la competizione con le infestanti.
  • Adottare una densità di semina elevata, riducendo la distanza tra le file, in modo da coprire il prima possibile il terreno.
  • Pulire bene le macchine da raccolta tra un campo e l'altro, evitando la dispersione dei semi delle infestanti.

 

Lolium multiflorum resistente in frumento

Lolium multiflorum resistente in frumento
(Fonte foto: Donato Loddo, ricercatore del Cnr, Consiglio Nazionale delle Ricerche, e membro del Gire, Gruppo Italiano Resistenza Erbicidi)

 

Quanto sopravvive il seme di una infestante nel terreno?

La vitalità dei semi delle infestanti nel terreno varia moltissimo da specie a specie ed è influenzata anche dal contesto ambientale. Il Tad esprime la percentuale di semi che nell'arco di un anno non è più in grado di germinare.

 

Il Bromus sterilis ad esempio ha un Tad superiore al 90%, come anche il Galium aparine. Altre specie hanno un Tad più lungo, come il Lolium multiflorum, che lo ha del 60%. Mentre piante come la Poa annua o la Sinapis arvensis hanno un Tad di appena il 30% e impiegano più di otto anni per arrivare al 5% dello stock iniziale.

 

Il Tad è un parametro importante per la lotta alle popolazioni resistenti, in quanto i semi di specie con un Tad non troppo elevato (intorno al 60%) possono essere interrati in profondità con una aratura. L'agricoltore potrà successivamente coltivare il campo, senza ararlo, ed aspettare gli anni necessari alla scomparsa della banca semi originaria.

 

Qual è il miglior diserbante per il grano?

La scelta del miglior diserbante per il grano, sia duro che tenero, dipende essenzialmente dalla tipologia di flora infestante che si deve controllare. Ad esempio, se nel proprio campo sono presenti soprattutto dicotiledoni, si dovrà optare per una miscela dicotiledonicida, l'opposto nel caso di graminacee.

 

Sul mercato esistono oggi molti prodotti validi, il cui elenco può essere trovato su Fitogest®, la banca dati degli agrofarmaci di Image Line®. In ogni caso, per ottenere un controllo completo e duraturo delle infestanti, scongiurando il rischio di sviluppo di resistenze, è sempre bene adottare una gestione integrata del problema.

 

Che cos'è il diserbo meccanico del frumento?

Il diserbo meccanico prevede di eliminare le malerbe attraverso l'uso di specifiche attrezzature, senza quindi l'impiego di prodotti di chimica di sintesi.

 

Il diserbo meccanico può essere adottato prima della semina della coltura o sulla coltura in atto, grazie all'impiego di erpici strigliatori. Si tratta di attrezzature, dotate di denti, che incidono la superficie del terreno sradicando le malerbe. La strigliatura funziona bene con le dicotiledoni, mentre le graminacee sono meno sensibili a questa tecnica.

 

Erpice strigliatore in azione

Erpice strigliatore in azione

(Fonte foto: Rete Rurale Nazionale)

 

Per avere un controllo soddisfacente delle infestanti la strigliatura deve essere effettuata più volte durante il corso della stagione, in modo da non dare il tempo alle malerbe di crescere e radicare. Ad esempio si può effettuare dopo la semina e poi in primavera, con due o tre interventi prima della levata.

 

La strigliatura, e in generale il diserbo meccanico, vengono impiegati soprattutto in agricoltura biologica, che non prevede l'impiego di diserbanti. I pro del diserbo meccanico sono l'assenza di impiego di prodotti di chimica di sintesi e una gestione anche delle malerbe resistenti agli erbicidi. Di contro, può non garantire un controllo ottimale della flora spontanea e, a seconda del numero di passaggi richiesti, può avere un costo elevato.

Leggi anche Diserbo meccanico anche in pieno campo

Che cos'è la falsa semina e come si applica al diserbo del grano?

Con la falsa semina si affina il letto di semina e si aspetta l'emersione delle infestanti che poi vengono controllate chimicamente o meccanicamente. Solo successivamente si procede alla semina.

 

In questo modo si "scarica" il potenziale delle infestanti presenti in campo e il grano avrà meno competizione iniziale. Tuttavia, nel caso di controllo meccanico, il disturbo del suolo deve essere minimo per non riportare in superficie nuovi semi.

 

Il diserbo arreca danni al frumento?

Ogni prodotto commerciale ha un proprio effetto sul grano, che dipende dalla sua formulazione, dalla varietà di grano su cui viene applicato e dalle caratteristiche ambientali prima e dopo l'irrorazione.

 

Occorre sempre leggere attentamente l'etichetta del prodotto per individuare eventuali incompatibilità e per identificare i range (ad esempio termici) in cui è opportuno operare.

 

Il grano può uscire indenne dal trattamento erbicida, talvolta invece può risentirne, ma se questo viene eseguito correttamente la pianta è poi in grado di ripartire e non si hanno ripercussioni sulla produzione.

 

Quali sono le condizioni ambientali ottimali per effettuare il diserbo?

Ogni prodotto erbicida è caratterizzato da condizioni ambientali ottimali di applicazione.

In generale, tuttavia, possiamo dire che è necessario prestare attenzione a:

  • Controllare la temperatura media dei giorni precedenti e successivi (previsione) il trattamento previsto. In generale, non si dovrebbe mai trattare nel caso di gelate o di temperature inferiori a 5-10°C.
  • Bisogna evitare escursioni termiche eccessive.
  • Bisogna trattare con vento debole o assente.
  • Bisogna irrorare in assenza di rugiada.
  • L'umidità relativa deve essere maggiore del 60%.
  • Il frumento non deve essere in stress idrico.

 

Fitogest® è un marchio registrato da Image Line® Srl Unipersonale