A Macfrut 2022 , l'evento di riferimento per i professionisti del settore ortofrutticolo, non poteva mancare un momento dedicato alla temibile cimice asiatica, Halyomorpha halys. È stato, infatti, ospitato in fiera il progetto Contr-halys che sta lavorando al controllo alternativo e integrato della cimice. L'ente capofila è l'Università Cattolica del Sacro Cuore che ha coinvolto anche diverse aziende agricole e sperimentali.

 

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Il progetto è stato presentato il 6 maggio 2022 durante l'evento "L'innovazione nell'ortofrutta: biodiversità, lotta alla cimice asiatica e risparmio idrico", un incontro per fare il punto sulle attività dei Gruppi Operativi finanziati dalla Regione Emilia Romagna, moderato da Giuseppina Felice, responsabile del Settore Competitività delle Imprese e Sviluppo dell'Innovazione della Regione.

 

Il progetto Contr-halys è un esempio concreto di innovazione che ha lo scopo di potenziare due tra le colture più importanti in Emilia Romagna, pere e pomodori, dall'attacco del carpogafo esotico invasivo. L'obiettivo principale è quello di migliorare il sistema di monitoraggio di H. halys indispensabile per conoscere esattamente lo stato di infestazione della coltura e per mettere in atto una lotta mirata ed efficace. Il progetto vuole, inoltre, integrare approcci diversi, a basso impatto, da adottare in aziende sia a produzione integrata che biologica.

 

La caratteristica principale del lavoro di sperimentazione è il suo approccio sinergico che si basa sulla realizzazione di una doppia cintura di protezione attorno alle colture: una prima coltura viene impiantata come fascia di inerbimento attrattiva perimetrale provvista anche di feromoni di aggregazione, una seconda cintura protettiva, che consiste nella parte perimetrale del campo, è trattata con zeoliti per rendere la coltura meno appetibile.

 

Per le fasce di inerbimento sono state cercate essenze che alla cimice piacciono molto come ad esempio le leguminose e nel progetto sono state usate, infatti, soia e favino. Le zeoliti, invece, rendono meno appetibile la coltura perché hanno un effetto di assorbimento dell'acqua e dell'umidità e quindi creano un microclima più secco e meno idoneo all'arrivo della cimice.

 

Perché questo lavoro funzioni è importante tenere a mente una serie di accortezze: è necessario riuscire a sincronizzare il ciclo delle leguminose con il ciclo della cimice (la cimice non va sui fiori ma sui baccelli); per massimizzare l'attrattività bisogna curare le fasce di inerbimento con le giuste pratiche agronomiche (ad esempio l'irrigazione); non ci si deve soffermare solo sulla coltura ma bisogna considerare anche l'esterno cioè i così detti Ccp (critical control point), punti critici di controllo, dove la cimice potrebbe insediarsi per la presenza di piante selvatiche o coltivate altrettanto attrattive, o di aree rifugio e riproduttive o aree più fresche e umide, dove l'insetto ha la possibilità di idratarsi.

 

Ruolo fondamentale è ricoperto poi dalle trappole di monitoraggio che identificano gli eventuali focolai di infestazione e misurano gli spostamenti delle cimici nel tempo. Le trappole vengono posizionate in luoghi strategici in linea con le abitudini della cimice. A seconda dei dati forniti dal monitoraggio, la fascia inerbita con leguminose viene trattata in maniera diversa. Per valutare l'approccio dell'agricoltura integrata viene utilizzato un insetticida con una formulazione a lento rilascio; mentre per l'agricoltura biologica, la fascia inerbita viene trattata con piretro naturale.

 

La sperimentazione è già cominciata e i primi "frutti" si cominciano a vedere, soprattutto per quanto riguarda i lavori sul pomodoro visto che lo scorso anno nei pereti la produzione è stata gravemente compromessa a causa delle gelate di aprile 2021 e dati precisi si potranno avere solo a partire dal prossimo anno.

 

Nei campi di pomodoro, la soia, seminata nella primavera 2021, ha protetto i campi fino alla raccolta in autunno, dimostrandosi particolarmente più attrattiva rispetto alla coltura. I monitoraggi hanno evidenziato in estate una significativa presenza della cimice sulla soia, quindi si è deciso di effettuare i trattamenti insetticidi sulla fascia inerbita: metà parcella con acetamiprid e l'altra metà con piretro, entrambi miscelati con coformulanti per abbassare la concentrazione di principio attivo. Il trattamento con acetamiprid è risultato più efficiente nell'abbattimento degli insetti rispetto a quello con piretro che ha avuto solo un effetto repellente momentaneo. Ottimo risultato per capire che si può intervenire con un trattamento insetticida di tipo abbattente senza però entrare in contatto con la coltura principale.

 

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Il futuro dei finanziamenti alla ricerca 

Finanziamenti a progetti come Contr-halys continueranno anche nel prossimo futuro. È in via di approvazione, infatti, un progetto di legge che darà la possibilità di finanziare interventi per l'innovazione del settore agricolo e dell'agroalimentare, anche attraverso il bilancio regionale, già a partire dal 2022.

 

Lo scopo è quello di promuovere i processi di innovazione e di trasferimento tecnologico attraverso la concessione di contributi ad organismi di ricerca e di diffusione della conoscenza per la realizzazione di progetti di ricerca fondamentale, di ricerca industriale o di sviluppo sperimentale.

 


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Iniziativa realizzata nell'ambito del Psr Emilia Romagna 2014-2020 – Tipo di operazione 16.1.01 – Gruppi operativi del Pei per produttività e sostenibilità dell'agricoltura, Focus Area 4B – Progetto: Approccio sinergico per la difesa sostenibile delle colture frutticole e orticole nei confronti della cimice asiatica (Halyomorpha halys) - Contr-halys

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I lavori su pomodoro suggeriscono che la soia è particolarmente più attrattiva e più essere usata per la creazione di una fascia inerbita di protezione della coltura (Foto di archivio) Fonte foto: © saratm - Adobe Stock