Si definiscono prodotti fitosanitari i preparati contenenti una o più sostanze attive destinati al controllo degli organismi nocivi delle colture, al controllo delle piante infestanti nelle coltivazioni e al favoreggiamento o regolazione delle produzioni vegetali.

Oltre alle sostanze attive, intese sia come elementi chimici o loro composti, sia come microrganismi (compresi i virus), che esercitano un'azione generale o specifica contro gli organismi nocivi, un prodotto fitosanitario è costituito, nella maggior parte dei casi, anche da altre sostanze in grado di esaltarne l'efficacia o di favorirne la distribuzione. Tra queste vi sono i coadiuvanti, i quali possono trovarsi direttamente all'interno del preparato e venire quindi autorizzati insieme alla sostanza attiva, oppure essere autorizzati e venduti come prodotti a sé stanti, anche se da utilizzarsi in miscela con la sostanza attiva.

Tali sostanze, pur essendo sprovviste di una propria attività chimica di base, hanno la capacità di modificare le proprietà fisiche, chimiche e biologiche del prodotto fitosanitario. Inoltre, possono avere sia origine naturale (per esempio estratti vegetali, oli vegetali, eccetera), che di sintesi (per esempio cere, oli minerali, paraffina, eccetera).

Sebbene non esista ancora un metodo univoco di classificazione dei coadiuvanti, questi ultimi possono essere suddivisi secondo le caratteristiche chimico fisiche del preparato su cui agiscono.

Di seguito sono riportate alcune delle principali classi di coadiuvanti:

  • Antideriva: tale classe di coadiuvanti permette un'omogeneizzazione della dimensione delle gocce della miscela nebulizzata limitandone la dispersione nell'ambiente circostante. Ciò consente di evitare la formazione di gocce troppo fini (<150 µm), facilmente disperdibili e dannose per l'operatore e le colture limitrofe, o di gocce troppo grosse (≥ 500 µm), le quali possono cadere direttamente sul suolo contaminandolo.
  • Tensioattivi: permettono di migliorare la permanenza delle gocce sulle foglie. I tensioattivi non ionici lipofili penetrano facilmente attraverso la cuticola, favorendo la diffusione degli erbicidi lipofili. Al contrario, i tensioattivi non ionici idrofili incrementano l'idratazione della cuticola favorendo la diffusione degli erbicidi idrofili. Questi tipi di coadiuvanti, inoltre, possono ritardare l'evaporazione delle gocce sulla superficie fogliare incrementando così l'assorbimento del principio attivo.
  • Anti complessanti: permettono di rallentare la degradazione e la neutralizzazione del prodotto in modo tale da aumentare l'integrità chimico fisica del principio attivo.
  • Anti schiuma: sono prodotti, perlopiù oli, che impediscono la formazione di schiuma durante la preparazione della miscela. Permettono dunque di evitare difficoltà nel riempimento dell'irroratrice, perdite di prodotto, imbrattamento di macchine e rischi di contaminazione ambientale.
  • Collanti: permettono una maggiore adesione del prodotto sulla superficie fogliare, una minore evaporazione delle gocce e una maggiore resistenza al dilavamento del prodotto.
  • Bagnanti: permettono di aumentare la bagnabilità, ovvero la superficie di contatto tra gocce di soluzione e foglia, riducendo così la tensione superficiale. Questi tipi di coadiuvanti risultano essere fondamentali nel caso di superfici fogliari poco bagnabili per la presenza di cere epicuticolari cristallizzate e di peli.
  • Penetranti: tramite un rigonfiamento o una fusione dei cristalli di cera della cuticola, questa classe di coadiuvanti facilita la penetrazione di una maggiore quantità di prodotto in modo rapido.

 

L'utilizzo dei coadiuvanti rientra ormai stabilmente nelle strategie di difesa delle colture e, in particolare, nelle strategie di diserbo. Il valore aggiunto che essi potrebbero apportare in termini di ecosostenibilità ed incremento dell'efficacia del trattamento merita comunque uno studio e un aggiornamento continuo attraverso la ricerca e l'attuazione di prove sperimentali.

A tal proposito, nell'estate del 2017, Agricola 2000 Società Coop. per Azioni, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell'Università degli Studi di Torino, ha sviluppato un protocollo all'interno di Campo Demo 2017 in cui sono stati messi a confronto tra loro sette diversi coadiuvanti (Tabella 1).

Il loro effetto è stato valutato sia sull'efficacia di alcuni erbicidi impiegati nel diserbo del mais, sia per verificare una riduzione delle dosi di impiego degli stessi erbicidi (le diverse dosi considerate per la miscela erano comunque comprese all'interno del range indicato in etichetta).


Tabella 1: Protocollo utilizzato per la prova sperimentale di Campo Demo Coadiuvanti 2017
Tabella 1: Protocollo utilizzato per la prova sperimentale di Campo Demo Coadiuvanti 2017
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Per le studio, realizzato nel comune di Turano Lodigiano (Lo), è stato adottato un disegno sperimentale a blocchi randomizzati dove ogni tesi è stata replicata tre volte. L'applicazione è stata eseguita in post emergenza, con il mais alla 5° foglia vera e l'infestante più diffusa, il cencio molle (Abutilon theophrasti), tra la 2° e la 5° foglia vera.
I principi attivi utilizzati, non particolarmente efficaci per il controllo dell'infestante, hanno tuttavia permesso di esaltare il ruolo dei coadiuvanti.

Nel grafico sottostante vengono mostrati i valori di efficacia 14 giorni dopo l'applicazione (Grafico 1). È possibile notare come la miscela erbicida applicata a bassa dose abbia mostrato valori di efficacia numericamente maggiori quando applicata con l'aggiunta di coadiuvanti. È da evidenziare come alcuni coadiuvanti abbiano permesso di ottenere valori simili alla dose alta della miscela (Trt. 2) se non addirittura maggiori, come nel caso della lecitina di soia (Trt.6).


Grafico 1: Valori medi di efficacia relativi al rilievo eseguito 14 giorni dopo l'applicazione

Grafico 1: Valori medi di efficacia relativi al rilievo eseguito 14 giorni dopo l'applicazione. I valori indicati dalla stessa lettera non differiscono statisticamente (P=.05, Student-Newman-Keuls). I colori delle colonne indicano il livello della dose impiegata (alto o basso) e l'aggiunta del coadiuvante: rosso miscela a bassa dose, blu miscela ad alta dose, verde miscela a bassa dose con aggiunta di coadiuvante
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Un'altra prova di valutazione dell'efficacia dei coadiuvanti nel diserbo è stata svolta all'interno del progetto Demo Farm per la realizzazione di azioni dimostrative e di informazione sull'applicazione dell'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari in Siti Rete Natura 2000, nel quale Agricola 2000 è partner attivo.

Uno degli scopi della prova di diserbo sul mais, svolta nell'estate 2021, è stato quello di valutare il coadiuvante lecitina di soia in miscela con i principi attivi dicamba e nicosulfuron. Anche in questo studio si è voluto verificare il confronto tra la miscela ad alta dose, a bassa dose e a bassa dose con l'aggiunta del coadiuvante.

Le malerbe presenti sul campo prova erano: panico (Panicum dichotomiflorum) tra le graminacee, farinello (Chenopodium album) e porcellana (Portulaca oleracea) tra le dicotiledoni.
Al momento dell'applicazione, con il mais a quattro foglie vere, le malerbe dicotiledoni si presentavano allo stadio di 2-3° foglia vera, mentre il panico tra la 1° foglia vera fino ad inizio accestimento.
I dati a 23 giorni dal trattamento hanno evidenziato un effetto positivo della lecitina di soia, la quale ha incrementato l'efficacia della miscela a basso dosaggio rispettivamente del 10% su panico, 5% su porcellana e 8% su farinello. Nel caso di panico e porcellana, la miscela a bassa dose con il coadiuvante ha permesso di ottenere risultati addirittura migliori rispetto alla miscela applicata a dose massima senza coadiuvante, rispettivamente del 5 e 7%.


Prova di diserbo su mais all'interno del progetto Demo Farm
Prova di diserbo su mais all'interno del progetto Demo Farm. Un indice di verde più scuro, visibile nella parcella C, è da attribuire alla maggior vigorìa della coltura dovuta a una minor competizione con le infestanti, ciò avvalora la maggiore efficacia della miscela


Il numero di molecole di erbicidi e i relativi meccanismi d'azione, per via delle sempre più restrittive direttive europee atte a limitare l'impatto sull'ambiente, hanno subìto una grande riduzione. In questo contesto, i coadiuvanti potrebbero rappresentare una soluzione interessante. Il loro utilizzo da un lato può favorire l'efficacia dei principi attivi con conseguente diminuzione della dose d'applicazione, dall'altro può concorrere ad una diminuzione della dispersione ambientale del prodotto, con ripercussioni positive sull'ambiente, sull'operatore e sul consumatore.

 

A cura di Davide Fantini e Pietro Zarpellon, Field agronomist Crop Protection Services Department e Andrea Muscarà, Field Activity coordinator Crop Protection Services Department Agricola 2000


Sperimentazione e divulgazione è il progetto nato dalla collaborazione tra Agricola 2000 e AgroNotizie con l'obiettivo di comunicare agli operatori della filiera agricola i risultati delle attività di sperimentazione sul campo.
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Prova diserbo condotta da Agricola 2000 Fonte foto: Agricola 2000
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