Il nuovo Pan, ecco cosa aspettarsi

L'Italia non ha ancora aggiornato il Piano d'azione nazionale dopo la scadenza nel 2019. A che punto siamo oggi?

di Vittoriana Lasorella

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Le novità del futuro Pan, tra punti di forza e criticità, presentate al webinar di Vinidea del 10 maggio scorso
Fonte foto: © BillionPhotos.com - Adobe Stock

Aumentare la sostenibilità delle produzioni agricole, sia in termini ambientali che economici e sociali. È questo l'obiettivo del Pan, il Piano d'azione nazionale per l'uso sostenibile dei fitofarmaci, ovvero l'insieme di tutte le buone pratiche agricole volte a mitigare i rischi per l'uomo e l'ambiente. 

Protagonista del webinar organizzato da Vinidea, il 10 maggio 2021, il Piano d'azione sta per essere aggiornato e il nuovo Pan è in corso di pubblicazione.

"Tutti parlano di sostenibilità ma pochi sanno come si realizza, con quali azioni e priorità. Serve che tali concetti trovino completa applicazione", puntualizza Pasquale Falzarano del ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, intervenuto per presentare gli elementi innovativi del nuovo piano.

Non c'è ombra di dubbio che queste novità porteranno a dei cambiamenti importanti del settore agricolo essendo il Pan a sua volta strettamente collegato alla futura Politica agricola comunitaria (Pac).

Il webinar ha inoltre coinvolto nella discussione giovani laureati impegnati in uno studio agronomico, economico e giuridico volto ad identificare i punti di forza e quelli di criticità del regolamento in vista dell'elaborazione del nuovo Pan.


Il nuovo Pan: gli elementi innovativi

Come già accennato, la sostenibilità è data dall'insieme di tre fattori: ambiente, economia e società. È per questo che il Consiglio tecnico scientifico, che si occuperà di redigere il nuovo Pan, è composto dal Mipaaf, il ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, dal Mattm, il ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare e dal ministero della Salute. A questi tre si aggiungono le autorità regionali e le provincie autonome.

Il precedente Pan è stato pubblicato nel 2014 ed è scaduto il 12 febbraio 2019. L'Italia insieme a pochi altri paesi europei è in ritardo per la pubblicazione del nuovo Pan. In realtà la bozza è già stata approvata dal Comitato tecnico scientifico ed è stata posta in consultazione pubblica nel 2019. In questa fase i tre ministeri hanno ricevuto ben 1200 documenti e oltre 22mila osservazioni che, in confronto alle 2mila del precedente Pan, dimostrano un maggior coinvolgimento dei soggetti interessati.

Ad oggi la bozza deve ancora essere condivisa per l'approvazione e la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. Ma di alcune novità si può già discutere.

Innanzitutto si prospetta una maggiore sinergia tra il Pan e la Pac post 2020. Infatti, così come nella Pac, il nuovo Piano d'azione nazionale sarà aggiornato attraverso l'analisi e lo studio degli indicatori di rischio armonizzati. Questi, individuati dalla direttiva Ue 2019/782 del 15 maggio 2019, sono:
  • indicatore 1, si calcola prendendo in considerazione le quantità di sostanza attiva immesse sul mercato ogni anno;
  • indicatore 2, si calcola sulla base del numero di autorizzazioni concesse ai sensi dell'articolo 53 del regolamento 1107/2009.
L'indicatore numero 1 è quello più importante e classifica le sostanze attive in funzione del rischio, con l'obiettivo di indurre ad utilizzare sostanze meno pericolose:
  • gruppo 1, sostanze a basso rischio (coefficiente di moltiplicazione 1);
  • gruppo 2, sostanze approvate ai sensi del reg 1107/09 che non sono a basso rischio e non sono candidate alla sostituzione (coefficiente di moltiplicazione 8);
  • gruppo 3, sostanze candidate alla sostituzione (coefficiente di moltiplicazione 16);
  • gruppo 4, sostanze non approvate ai sensi del regolamento 1107/09 (coefficiente di moltiplicazione 64).
Nel nuovo Pan saranno individuati degli obiettivi quantitativi da raggiungere nei prossimi cinque anni:
  • aumento del 60% della Sau biologica rispetto al 2017, con l'80% in più nelle aree Natura 2000;
  • aumento del 30% della Sau condotta con il metodo della produzione integrata (certificata ai sensi della L. 4 del 3/2/11) rispetto al 2017;
  • riduzione delle vendite di sostanze attive candidate alla sostituzione (del 20%) pericolose e pericolose prioritarie (del 10%) rispetto al 2017;
  • riduzione della presenza dei residui di sostanze attive nelle acque superficiali (percentuale inferiore allo 0,5% di campioni che presentano sostanze attive prioritarie o pericolose prioritarie e candidate alla sostituzione.
Inoltre, verrà dedicata maggiore attenzione alla tutela della popolazione esposta. In particolare, l'uso degli agrofarmaci nelle superfici agricole adiacenti alle aree frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili oppure adiacenti alle abitazioni, sarà vietato ad una distanza inferiore a:
  • 50 metri in caso di trattamento del terreno o delle colture mediate fumigazione o altra modalità che comporti lo sviluppo di gas;
  • 40 metri in caso di utilizzo di prodotti contenenti sostanze attive candidate alla sostituzione e prodotti in polvere per trattamenti a secco;
  • 20 metri per il trattamento di colture arboree;
  • 15 metri per il trattamento di colture erbacee.
Di fondamentale importanza sarà il tema formazione, informazione e consulenza dei tecnici. Il nuovo Pan promuoverà infatti l'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari nei percorsi didattici e nella formazione professionale. Il Mipaaf si propone di stipulare accordi specifici con la Conferenza di agraria, la Rete degli istituti agrari italiani e con gli ordini e i collegi professionali del settore agrario.

Il nuovo Pan per l'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, quindi, rappresenta il primo tassello per la costruzione della strategia nazionale della Pac post 2020. Non bisogna dimenticare che negli ultimi anni si è osservata una evoluzione normativa con l'introduzione del Green deal nel 2019 e del Farm to fork nel 2020: due misure che chiedono di diminuire del 50% l'uso dei prodotti fitosanitari entro il 2030. Se prima si parlava di uso sostenibile adesso si parla di riduzione dell'uso, un piano ambizioso. L'obiettivo della nuova Pac sarà proprio quello di individuare delle linee guida compatibili con tutto questo.


La parola agli studenti

Un'indagine per giudicare il reale legame tra Pan e imprenditore agricolo impegnato a mettere in pratica i principi della sostenibilità; uno studio che mette insieme le prospettive agronomiche, economiche e giuridiche per identificare i punti di forza e le criticità del regolamento, in vista dell'elaborazione del nuovo Pan.

Questo è ciò di cui si sono occupati tre giovani laureati attraverso un progetto interdisciplinare avviato dall'Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza e dall'Osservatorio europeo per l'agricoltura sostenibile (Opera).

Gli studenti hanno lavorato a stretto contatto con gli imprenditori di quattro aziende del settore vitivinicolo certificate Viva: tre aziende sono a conduzione familiare e ricoprono rispettivamente una superficie totale coltivabile di circa 70, 250 e 600 ettari, la quarta è una cooperativa con più di 300 soci. Le regioni di appartenenza sono l'Emilia-Romagna, l'Umbria e la Sicilia.

Le aziende sono state sottoposte ad un'intervista la cui struttura ha ripercorso i macroargomenti trattati dal Pan, per un totale di dieci domande aperte. Nonostante la ridotta numerosità del campione, dall'analisi sono emersi diversi punti di riflessione.

È stato messo in evidenza che la gestione del Pan dipende dalle caratteristiche dell'azienda, in particolare dalle dimensioni. Aziende di dimensioni minori possono incorrere in maggiori difficoltà, a volte sufficienti perché l'agricoltore non si adegui al regolamento. Per esempio, con l'investimento e sostegno finanziario non sempre un processo produttivo sostenibile riesce a dare adeguati ritorni economici. Molti agricoltori con aziende medio piccole pur volendo non riescono a rinnovare le attrezzature. Gli agricoltori più anziani, invece, risultano ancora meno motivati e tendono ad attuare investimenti nel breve periodo.

I ragazzi hanno sottolineato l'importanza della formazione. Secondo l'analisi condotta c'è bisogno di passare da un approccio di sola tutela della sostenibilità ad uno che mira ad incentivarla per riuscire ad avere maggiori risvolti positivi ed ottenere più consensi. Sarà fondamentale avviare progetti di informazione e sensibilizzazione rivolti al pubblico per aumentare l'interesse generale sul tema.

Infine la maggior criticità riscontrata nell'analisi ha riguardato l'eccessiva regolamentazione del Pan. È importante comprendere le istruzioni di etichettatura per garantire la sicurezza dell'applicazione dei prodotti fitosanitari. A questo proposito, l'analisi ha evidenziato che la dose dovrebbe essere espressa in una forma più utile e facilmente comprensibile dagli utilizzatori. Inoltre, l'agricoltore in certi contesti aspirerebbe ad una maggiore libertà soprattutto nell'uso di dosi inferiori rispetto a quelle indicate in etichetta.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: agrofarmaci pac sostenibilità pan webinar

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