Corpo 8, è caccia al bracciante

Si moltiplicano le iniziative per reclutare manodopera. Chi punta sui voucher e chi sui migranti. In attesa delle risposte da Bruxelles. Latte, vino e frutta travolti dai mercati. Questi alcuni degli argomenti affrontati da quotidiani e periodici sui temi dell'agroalimentare dal 17 al 23 aprile

Angelo Gamberini di Angelo Gamberini

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Corpo 8 è la dimensione del carattere di stampa che con maggiore frequenza si incontra sui quotidiani

In breve

  • La carenza di manodopera per il lavoro sui campi non è ancora risolta. E in attesa delle risposte dall'alto, parte il reclutamento dal basso.
  • C'è chi propone i voucher, chi vuole regolarizzare i migranti, chi chiede aiuto ai disoccupati. Ma frutta e ortaggi non possono aspettare.
  • Si spera negli aiuti provenienti da Bruxelles. L'aiuto più importante verrebbe dallo snellimento delle procedure burocratiche.
  • Il latte è in profonda crisi e alle autorità comunitarie si chiede l'apertura dell'ammasso privato per i formaggi. Però mancano i soldi.
  • Scenario a tinte fosche per il futuro del vino, in conseguenza della chiusura di ristorazione e bar. Intanto il Prosecco taglia la produzione.
  • Tensioni sui mercati internazionali e il grano schizza verso l'alto, mentre si teme per l'approvvigionamento delle materie prime necessarie all'Italia.
  • Repentini sbalzi di temperatura e carenze di pioggia. Ora i cambiamenti climatici si fanno sentire con una siccità fuori stagione che sta mettendo a rischio numerose colture.
  • L'agricoltura? Un'attività che richiede studio, impegno e sacrificio. Qualche giornale, finalmente, se n'è accorto.

Questi sono solo alcuni degli argomenti incontrati sui quotidiani in edicola in questi ultimi giorni. Vediamoli più in dettaglio di seguito.


Mancano braccianti

Quello della carenza di manodopera sta divenendo uno dei principali problemi con i quali oggi si confrontano gli agricoltori.
L'argomento è da giorni al centro delle attenzioni dei quotidiani, a iniziare da “Libero” e da “Il Manifesto” del 17 aprile, che affrontano il problema, come immaginabile, da posizioni contrapposte.

Il primo ripete con convinzione tesi già espresse nei giorni precedenti, invitando a prendere in considerazione i percettori del "reddito di cittadinanza", ai quali andrebbe offerta l'opportunità di impegnarsi nel lavoro sui campi.
Il Manifesto sposa la tesi sostenuta dal Governo, che preme per risolvere il problema regolarizzando i migranti. Posizione condivisa dal primo cittadino di Milano che dalle pagine di "Avvenire" del 23 aprile rammenta che quello dei braccianti irregolari non è un problema esclusivo del Sud.

Nel frattempo gli agricoltori scelgono il "fai date", visto che di manodopera hanno bisogno ora e non quando saranno terminate le dispute fra quanti si interessano di tutt'altro.
Così la “Nuova Venezia” del 17 aprile racconta l'iniziativa lanciata dalle organizzazioni agricole per reclutare manodopera, cosa che sta incontrando un lusinghiero successo.

Si moltiplicano così le iniziative di questo tipo, come quelle illustrate dal “Quotidiano di Puglia” del 21 aprile, che vede scendere in campo al fianco delle organizzazioni agricole i professionisti della ricerca di personale.

Infine “Italia Oggi” del 22 aprile commenta come ogni organizzazione agricola si sia infine decisa a lanciare sul web una propria piattaforma destinata a raccogliere l'adesione di quanti siano disponibili a mettere le proprie braccia al servizio dell'agricoltura.

Che sia necessario fare in fretta lo ricorda il “Quotidiano del Sud”, preoccupato per l'avvicinarsi della campagna di raccolta del pomodoro.
Ma è tutto il comparto ortofrutticolo ad avere bisogno di lavoratori e “Il Resto del Carlino” del 18 aprile ricorda quanto sia urgente reperire migliaia di braccia per la raccolta della frutta in Emilia Romagna e nelle Marche.

Merita infine un cenno l'articolo pubblicato il 23 aprile da "Il Foglio", nel quale si spiegano le soluzioni alla carenza di manodopera adottate in Germania in vista della stagione di raccolta degli asparagi.
Il ministro tedesco per l'Agricoltura avrebbe risolto il problema ottenendo il via libera a far entrare 80mila lavoratori romeni.
 

Voucher e migranti

Intanto procede spedito il progetto che punta sulla regolarizzazione dei migranti e il “Corriere della Sera” del 18 aprile già è in grado di proporre ai suoi lettori una bozza della normativa allo studio.
Lo conferma il giorno seguente “Repubblica”, specificando che il piano del Governo prevede di sanare la posizione di circa 200mila migranti, che potrebbero così rendersi disponibili per il lavoro sui campi.
Su questo argomento interviene anche un giornale francese, “Les Echos” del 21 aprile, dove si parla dell'intenzione del Governo italiano di regolarizzare 200mila "sans-papiers", come vengono definiti oltralpe i migranti.

Torna sul tema “Repubblica” del 22 aprile per segnalare l'approvazione di questa linea di azione da parte della ministra dell'Interno, Luciana Lamorgese, che invita tuttavia a prestare attenzione alla criminalità organizzata.

Parte del mondo agricolo preme tuttavia per una diversa soluzione, che potrebbe essere rappresentata dalla reintroduzione dei voucher, in una formula semplificata.
E' quanto si apprende il 19 aprile da “Il Giornale di Brescia”. Proposta che trova però l'opposizione di alcune sigle sindacali, che dalle pagine di “Brescia Oggi” si dicono contrarie alla richiesta delle aziende agricole, tesa ad ampliare il perimetro dei beneficiari.
 

In cerca di aiuti

Per fronteggiare le conseguenze anche economiche della pandemia da Covid-19, il mondo agricolo chiede un maggiore impegno da parte dell'Europa, come si legge il 21 aprile sulle pagine della “Gazzetta di Parma”.
Occorre poi scongiurare il pericolo che gli eventuali aiuti decisi da Bruxelles perdano efficacia a causa delle lungaggini delle procedure.
Per questo motivo “QN” del 20 aprile suggerisce di approfittare di questa emergenza per sconfiggere l'eccesso di burocrazia che affligge le normative comunitarie.

Fra le emergenze segnalate dal mondo agricolo c'è quella del latte e a questo proposito la ministra Teresa Bellanova chiede a Bruxelles l'apertura dell'ammasso privato, come si apprende il 19 aprile dal giornale piacentino “La Libertà”.

Una soluzione destinata a scontrarsi con le scarse disponibilità attuali del bilancio europeo, come mette in evidenza la "Gazzetta del Mezzogiorno" del 23 aprile.
Le casse della Pac, spiega il commissario europeo Janusz Wojciechowski, sono prosciugate a fine periodo finanziario e un nuovo bilancio non è ancora all'orizzonte.

Giungono invece da Roma, per decisione del ministero dell'Agricoltura, i 5 milioni di euro destinati a risolvere la crisi della suinicoltura, notizia riportata sulle colonne del “Giornale di Brescia” del 19 aprile.

Aiuti in vista, scrive “Il Secolo XIX” del 20 aprile, per le aziende floricole della Liguria. Per loro è stato chiesto lo stato di calamità, ma la crisi è talmente pesante che saranno necessari anche fondi europei.

Il Friuli Venezia Giulia segnala dalle pagine del “Messaggero Veneto” del 21 aprile, come questa regione sia una delle prime ad aver ottenuto l'autorizzazione da Bruxelles a erogare 50 milioni di euro destinati agli aiuti per il settore agricolo.
 

Mercati da salvare

Gli effetti del coronavirus continuano a mettere sotto pressione i mercati e fra questi quelli del vino, dove le vendite sono previste in caduta verticale.
Le stime riportate da “Il Piccolo” del 17 aprile parlano di un preoccupante meno 70%.
E' uno scenario a tinte fosche per il vino quello disegnato da Piero Mastroberardino nell'intervista raccolta dal "Corriere del Mezzogiorno" del 23 aprile.
La chiusura dei ristoranti, spiega il presidente del Gruppo Vini di Federvini e professore di economia a Foggia, ha bloccato un importante canale di sbocco sul mercato. La riapertura di questi esercizi non sarà per tutti possibile.

La profondità della crisi che coinvolge il vino la si tocca con mano nella decisione del Consorzio di tutela del Prosecco, che ha deciso di dare un sensibile taglio alla produzione nel tentativo di sostenerne il prezzo.
La riduzione prevista, scrive il 23 aprile "La Tribuna di Treviso", è di circa il 20%, che corrisponde a 100 milioni di bottiglie.

Persino l'inflazione, sempre a causa della pandemia, sta rialzando la testa. Lo scrive “Il Sole 24 Ore” del 18 aprile prendendo in esame le tensioni sui prezzi delle materie prime, come il grano, e sui costi del trasporto.
Si replica il giorno seguente su “Avvenire” dove si commenta l'aumento dei prezzi di riso e grano in conseguenza della decisione dei produttori orientali di aumentare le loro scorte, riducendo di conseguenza i flussi di esportazione per questi cereali.

Il tema delle difficoltà di approvvigionamento delle materie prime, che coinvolge molti settori e fra questi la mangimistica, è affrontato dal quotidiano cremonese “La Provincia”, che il 19 aprile dà spazio all'appello delle organizzazioni agricole affinché il problema sia affrontato nelle sedi istituzionali.

Fra i settori in affanno, come già visto, continua ad esserci il latte, a causa del mutamento dei consumi.
La crisi, come si legge su “Il Sole 24 Ore” del 22 aprile, si sta riflettendo sulle correnti di esportazione, che registrano una forte flessione nella vendita dei prodotti Dop e in particolare dei nostri formaggi.

E' un esame allargato alle conseguenze della pandemia su tutto il settore agricolo quello proposto dal settimanale “Panorama” in edicola il 22 aprile, che parte dalla carenza di manodopera per poi fare un confronto su come hanno reagito alla crisi gli altri paesi europei.
 

Cambiamenti climatici

Mentre si fronteggia la crisi da coronavirus, gli agricoltori devono anche vedersela con i cambiamenti climatici, che alternano repentini sbalzi di temperatura a lunghi periodi di scarsità o eccessi di piogge.
Così “Il Resto del Carlino” del 18 aprile lamenta la siccità che affligge Emilia Romagna e Marche, mentre il livello del Po registra valori come quelli estivi.

Scendendo a Sud la situazione non migliora e “Cronache di Caserta” lancia un allarme siccità, come pure la “Gazzetta del Mezzogiorno” che esprime preoccupazioni per l'esito dei raccolti.

Nel ferrarese i danni più gravi si registrano per le ondate di gelo notturno delle scorse settimane e da “La Nuova Ferrara” del 19 aprile si chiede che agli agricoltori che hanno subìto danni siano riconosciute alcune agevolazioni, come sgravi fiscali e facilità di accesso al credito.

I danni per le gelate, scrive “Il Resto del Carlino” del 21 aprile, ammontano a circa 80 milioni e metà del prossimo raccolto di ciliegie dell'Emilia Romagna potrebbe essere compromesso, tanto che la regione ha chiesto il riconoscimento dello stato di calamità.
 

Spigolando

Infine alcune letture da consigliare, come l'articolo pubblicato il 22 aprile da “Il Foglio” a proposito delle false correlazioni fra impiego di agrofarmaci e diffusione del Covid-19.
Non meno interessante l'articolo a firma Antonio Pascale, anch'esso pubblicato su “Il Foglio”, che rende giustizia al lavoro sui campi, frutto di studio, impegno e sacrificio.

Fra le novità, da segnalare l'articolo pubblicato il 17 aprile da “Il Sole 24 Ore” a proposito delle innovazioni tecniche nella produzione di teli per la copertura delle colture, grazie ai quali si otterrebbe un risparmio di acqua e una riduzione nell'uso di agrofarmaci.

Il “Corriere della Sera” dedica il 20 aprile un ampio servizio alle serre verticali, il cui sviluppo in Lombardia è sostenuto dai contributi regionali.

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