Corpo 8, virus e mercati

Le ripercussioni del Covid-19. Latte, ortofrutta, florovivaismo e vino fra i più coinvolti. Come si corre ai ripari. Intanto cambiano i consumi. Questi alcuni degli argomenti affrontati da quotidiani e periodici sui temi dell'agroalimentare dal 12 al 19 marzo

Angelo Gamberini di Angelo Gamberini

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Corpo 8 è la dimensione del carattere di stampa che con maggiore frequenza si incontra sui quotidiani

In breve

  • Il latte in forte sofferenza per il calo dei consumi e le difficoltà all'export. Le industrie premono per ridurre il prezzo. L'invito agli allevatori a frenare la produzione.
  • Per l'ortofrutta cancellazione degli ordini, mentre i floricoltori temono che la stagione 2020 sia già persa.
  • Frenata per il mondo del vino che perde posizioni sul fronte dell'export. E c'è chi suggerisce di annullare l'edizione 2020 del Vinitaly.
  • Appello a consumare made in Italy e a rilanciare i nostri prodotti sulla scena internazionale. I primi sostegni al latte.
  • Tutta la filiera agroalimentare è al lavoro, ma qualche segmento è in affanno e mostra segni di rallentamento.
  • La lotta alla Botrite si arricchisce di un nuovo “vaccino” in grado di evitare che il patogeno colpisca le viti.
  • Segnalate nuove emergenze per la Xylella, mentre resta accesa la discussione sul glifosate.
Questi sono solo alcuni degli argomenti incontrati sui quotidiani in edicola in questi ultimi giorni. Vediamoli più in dettaglio di seguito.


Tempesta sul latte

Non stupisce che ancora una volta al centro dell'attenzione dei media ci sia il Covid-19, i cui effetti negativi non hanno tardato a farsi sentire sul mondo agroalimentare.
Quasi voglia penalizzare quanti a dispetto di ogni difficoltà sono all'opera per garantire l'approvvigionamento di beni alimentari, le conseguenze dell'emergenza sanitaria si fanno sentire ovunque, dal latte all'ortofrutta.

Così il 12 marzo la “Gazzetta di Mantova” coglie il primo segnale che proviene dal mondo del latte dove si lamenta la formazione di eccedenze e invoca l'intervento della Regione Emilia Romagna per evitare che il siero di latte venga sprecato.
Problema analogo si registra in Lombardia e il quotidiano cremonese “La Provincia” del 18 marzo conferma che in questa Regione sarà possibile utilizzare sino al 30 aprile il siero di latte per produrre biogas.

Eccedenze che sono una conseguenza del calo dei consumi e il 13 marzo “L'Attacco” lancia un appello alla distribuzione organizzata affinché dia la precedenza alle produzioni italiane.
Appello che le organizzazioni agricole rilanciano dalle pagine del “Corriere della Sera” del 14 marzo.
Nello stesso giorno “Il Sole 24 Ore” paventa il mancato ritiro del latte, un'evenienza che per le stalle si traduce in un disastro senza via di uscita.

Scende in campo anche il quotidiano piacentino “La Libertà” per condannare le speculazioni sul latte, tese ad abbassarne il prezzo, a danno degli allevatori.
Dalle colonne del “Giornale di BresciaGiuseppe Ambrosi, nella sua qualità di presidente di Assolatte, l'associazione che riunisce le industrie del settore, invita gli allevatori a ridurre le consegne, pur sapendo che questa strada non è facilmente percorribile.

Più semplice sarebbe ridurre il ricorso alle importazioni di latte che contribuiscono a ingolfare il mercato.
Questa la strategia suggerita da "La Verità" del 19 marzo, che nel dare la voce alle istanze degli allevatori, denuncia l'eccessiva presenza di latte proveniente dalla Germania.


Ortofrutta in affanno

Non va meglio per il settore ortofrutticolo, dove si registrano disdette degli ordini.
Accade in Puglia, come denuncia la “Gazzetta del Mezzogiorno” del 13 marzo, dove la metà delle commesse sono state cancellate.

Situazione analoga a Pistoia, dove i vivaisti lamentano in una breve nota sulle pagine de “La Nazione” del 14 marzo il freno alle esportazioni.
Gli fa eco il 15 marzo “Avvenire” per ricordare che nel settore florovivaistico sono occupati circa 100mila addetti, per una produzione dal valore di 2,5 miliardi di euro.

Ben lo sanno alcune regioni molto legate a questo comparto, come il Ponente Ligure, dove la produzione del 2020 è già considerata persa, con un danno che secondo “Il Secolo XIX” assomma a 260 milioni di euro.

I florovivaisti liguri ricordano dalle colonne de "Il Giornale" del 19 marzo che l'80% del fatturato annuale si realizza nei tre mesi che vanno da marzo a maggio e invece le vendite sono ferme, mentre le piante appassiscono.
Nello stesso giorno "La Nazione" racconta come la situazione sia difficile anche per le aziende lucchesi, invocando misure per il settore florovivaistico.


Il vino rallenta

Il mondo del vino, dopo aver vissuto molte stagioni all'insegna della crescita continua, deve fare i conti con il blocco della ristorazione collettiva e con le difficoltà all'export, tanto da dover chiedere attraverso le pagine della “Gazzetta del Sud” del 13 marzo interventi a sostegno del settore.

Per affrontare questa congiuntura negativa “Italia Oggi” del 18 marzo fa appello alla distribuzione organizzata, chiamata a bilanciare, se possibile, la flessione delle vendite sui mercati stranieri.

La situazione è vista con tale preoccupazione che ancora su “Italia Oggi” si lancia l'ipotesi di rimandare al 2021 la prossima edizione del Vinitaly, che già era slittata a settembre.
 

Difesa del made in Italy

Come uscire dalle difficoltà causate dal Covid-19? Molte le proposte sul tappeto, come quella lanciata dal presidente di Coldiretti Ettore Prandini, che dalle colonne de “La Verità” del 16 marzo invoca il coinvolgimento di fiere e ambasciate per restituire al made in Italy la credibilità che merita.

Che ci sia bisogno di intervenire su questo fronte lo dimostrano i criticabili atteggiamenti di alcuni paesi, come ad esempio la Polonia, che approfitta dell'emergenza sanitaria per boicottare il cibo italiano, come si apprende da “Il Sole 24 Ore” del 15 marzo.
Situazioni al limite della liceità, tanto che “Italia Oggi” del 18 marzo ospita il monito della Commissione europea, che invita i paesi membri a non frapporre ostacoli alla circolazione dei prodotti agroalimentari.


Cambiano i consumi

L'effetto del Covid-19 si fa sentire anche sul mercato interno con un rallentamento della catena agroalimentare, a iniziare dal comparto dei surgelati sino a quello avicolo, come si legge il 17 marzo su “Il Sole 24 Ore”.
A proposito del settore avicolo, il "Corriere dell'Umbria" del 19 marzo racconta la vicenda di un produttore di pulcini costretto ad eliminare un intero ciclo di produzione per via dei limiti agli spostamenti, che hanno di fatto bloccato la commercializzazione del pollo ruspante.

Bisogna infatti fare i conti con alcuni cambiamenti negli acquisti dettati dalla forzata permanenza nelle abitazioni.
Cresce ad esempio, ricorda “Il Secolo XIX” del 18 marzo, il consumo di farina, aumentato dell'80%.

Preoccupazioni in vista si colgono per la produzione di asparagi.
Ne parla “Il Gazzettino” del 17 marzo, che per la prossima campagna teme una eccessiva presenza di prodotto sui mercati locali e un conseguente abbassamento dei prezzi.
Del prezzo degli asparagi si occupa “L'Arena” del 18 marzo, per denunciare le speculazioni in atto, con offerte al ribasso che arrivano al 30% in meno rispetto allo scorso anno.
 

Le proposte

Per fronteggiare queste emergenze, oltre a quella strettamente sanitaria, si stanno predisponendo alcuni strumenti normativi ed economici, fra questi lo stanziamento di sei milioni per l'acquisto di latte da destinare agli indigenti, iniziativa della quale si parla su “La Libertà” del 18 marzo.

A sostegno dell'agricoltura si propone poi di incentivare le esportazioni per non vanificare i buoni risultati sin qui ottenuti.
Se ne discute il 14 marzo su “Il Sole 24 Ore”, ricordando che gli ordini ci sono ed occorre rimuovere gli ostacoli che eventualmente si sono creati in conseguenza dell'emergenza sanitaria.

E' necessario superare questa difficile congiuntura e “Il Resto del Carlino” del 16 marzo ricorda in una breve notizia che l'Emilia Romagna ha stanziato 4,8 milioni di euro per lo sviluppo dell'agricoltura “intelligente”.

Scende in campo anche Bruxelles, con la possibilità di accedere a un anticipo dei contributi Pac del 70%. I dettagli sono riportati il 17 marzo da “Italia Oggi”.
 

Emergenze fitosanitarie

La lotta alla Botrite potrebbe presto arricchirsi di una nuova arma.
Italia Oggi” del 18 marzo anticipa i risultati di una ricerca condotta dal Crea, grazie alla quale si sta mettendo a punto un vaccino che induce la pianta a produrre alcune molecole specifiche che contrastano lo sviluppo della Botrite.

Continua il dibattito sull'impiego del glifosate, argomento affrontato da “Il Messaggero” del 12 marzo con un botta e risposta fra favorevoli e contrari, dibattito al quale partecipa anche Donatello Sandroni, nome noto ai lettori di AgroNotizie per i suoi contributi sui temi che riguardano il mondo degli agrofarmaci e non solo.

La “Gazzetta del Mezzogiorno” del 13 marzo si occupa ancora una volta della Xylella, la cui avanzata sembra inarrestabile e ora si segnala la sua presenza su altri olivi, oltre che sui mandorli.

Gianfranco Romanazzi, docente di patologia vegetale all'Università Politecnica delle Marche, si occupa dalle pagine de “Il Resto del Carlino” del 15 marzo del “Tomato brown”, malattia virale che colpisce i pomodori.

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