Pratiche commerciali sleali, via libera dal Parlamento Ue

La direttiva anti- UTPs (Unfair trading practices) ha l'obiettivo di tutelare gli agricoltori, anche grazie all'istituzione di osservatori per il monitoraggio dei prezzi. La soddisfazione di Agrinsieme e Paolo De Castro

Alessio Pisanò di Alessio Pisanò

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Ora la direttiva anti-UTPs dovrà essere formalmente approvata dal Consiglio dell'Unione europea prima di poter entrare in vigore
Fonte foto: © exclusive desing Fotolia

Via libera del Parlamento europeo alle nuove norme per contrastare le pratiche commerciali sleali nel settore agroalimentare. Monitoraggio prezzi e attenzione particolare alle aziende sotto i 350 milioni di fatturato. Soddisfazione di Agrinsieme. De Castro (Comagri): "Tutelati il 100% degli agricoltori e il 98-99% delle aziende".
 

Sì dal Parlamento europeo per bloccare le pratiche commerciali sleali

Il Parlamento europeo ha le nuove misure per proteggere gli agricoltori dalle pratiche commerciali sleali. Si tratta della nuova direttiva anti- UTPs (Unfair trading practices), e si occuperà di contrastare pratiche come i ritardi nei pagamenti per i prodotti consegnati, le cancellazioni unilaterali tardive o modifiche retroattive dell'ordine, il rifiuto da parte dell'acquirente di firmare un contratto scritto con il fornitore, l'uso improprio di informazioni riservate, l'estensione del pagamento a trenta giorni per i prodotti deperibili e a sessanta per quelli non deperibili e il divieto di trasmette ai fornitori i costi di advertising.
 

Monitoraggio prezzi e cooperazione tra produttori

Per tutelare maggiormente gli agricoltori, verranno istituiti degli osservatori per il monitoraggio dei prezzi, perché si riescano a bandire anche gli sconti di fine anno e le vendite promozionali sottocosto che vanno a spese degli agricoltori. Oltre al monitoraggio, verrà rafforzata la cooperazione tra i produttori e ci sarà l'obbligo di avere dei contratti scritti.
 

Protezione particolare per i piccoli fornitori

Le nuove norme proteggeranno i piccoli medi e medi fornitori con un fatturato annuo inferiore a 350 milioni di euro. Protezione più ampia per i più piccoli fornitori e si avrà una divisione in sottocategorie: i micro fornitori con un fatturato annuo inferiore a 2 milioni di euro, i piccoli fornitori con un fatturato annuo inferiore a 10 milioni, i fornitori di medie dimensioni con un fatturato inferiore a 50 milioni di euro e i fornitori di fascia media con un fatturato annuo inferiore di 350 milioni di euro.
Secondo un'indagine della Commissione dell'Unione europea, infatti, le Piccole medie imprese (Pmi) del settore agricolo e della trasformazione alimentare nell'Unione, perdono circa l'1%-2% del loro fatturato annuo a causa delle pratiche commerciali sleali, ovvero circa tra 2,5 a 8 miliardi di euro.
 

Paolo De Castro aspettava da molto questo ottimo risultato

"Per la prima volta nella storia dell'Ue, gli agricoltori, i produttori alimentari e i consumatori non saranno più vittime di bullismo da parte dei grandi attori", ha commentato l'eurodeputato Paolo De Castro, responsabile del dossier. De Castro ha sottolineato che non ci sarebbe stata conquista senza il gioco di squadra intrapreso con il commissario europeo per l'Agricoltura e lo sviluppo rurale Phil Hogan, i grandi gruppi parlamentari europei e gli Stati membri.
 
 

Soddisfatto il coordinamento Agrinsieme

Tutto il coordinamento di Agrinsieme, che riunisce Cia-agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle cooperative agroalimentari è soddisfatto per il risultato. "È particolarmente rilevante avere definito un quadro unionale di regole da rispettare che garantiscono anche la piena tutela della riservatezza di chi denuncia pratiche sleali anche per il tramite delle organizzazioni di rappresentanza che potranno avere un ruolo decisivo nella attuazione della direttiva" ha commentato il coordinamento di Agrinsieme.
 

I prossimi passi verso l'entrata in vigore della direttiva

La direttiva anti-UTPs dovrà essere formalmente approvata dal Consiglio dell'Unione europea prima di poter entrare in vigore. Dopodiché gli Stati membri avranno 24 mesi per introdurla nelle legislazioni nazionali e le norme dovrebbero essere applicate trenta mesi dopo l'entrata in vigore della direttiva.
 
In collaborazione con Martina Minoletti

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: agroalimentare unione europea video normativa europea

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