Più latte per l'Italia tra favorevoli e contrari

A fianco dei pareri positivi giungono voci preoccupate per le modalità di attuazione di quanto ottenuto a Bruxelles

Angelo Gamberini di Angelo Gamberini

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Nessuno sconto a chi non ha rispettato le quote latte. Questa la richiesta che giunge da parte di molte organizzazioni che rappresentano il mondo agricolo
Fonte foto: Foto: Jrubinic

Ormai lo sanno tutti, non solo allevatori e addetti ai lavori. Bruxelles ha concesso all’Italia un aumento di oltre 600mila tonnellate (circa il 6% in più) della quota latte nazionale, che arriva così a sfiorare gli 11 milioni di tonnellate. Ne ha parlato diffusamente anche Agronotizie commentando gli esiti della discussione sull’Health Check. All’Italia è stato concesso di usufruire, già dalla prossima campagna, dell'intero aumento della quota di riferimento nazionale, aumento che invece negli altri Paesi della Ue è diluito nell'arco di 6 anni (quelli che ci separano dal 2014/2015, quando le quote saranno del tutto eliminate). Grazie a questa decisione si potrà arrestare la sequenza di multe con le quali l’Italia ha dovuto fare i conti sino ad oggi (l’ultima “bolletta” è di oltre 160 milioni). Un risultato a prima vista positivo, ma a fianco dei molti consensi si sono levate da più parti critiche anche accese.

 

Coldiretti a favore, con qualche distinguo

A favore del risultato ottenuto a Bruxelles si è schierato il presidente della Coldiretti, Sergio Marini, che a caldo ha commentato: “finalmente il nostro Paese ritorna da protagonista in una trattativa comunitaria con risultati molto soddisfacenti”. A proposito del latte il presidente di Coldiretti ha poi aggiunto: “l’aumento della quota di produzione latte assegnata all’Italia, che consente di riequilibrare il pesante deficit produttivo, va ora gestita con intelligenza a livello nazionale con un forte impegno per le regole a tutela degli imprenditori che hanno operato nella legalità".

Sulla stessa lunghezza d’onda, nei giorni successivi, gli interventi di Giorgio Ferrero presidente della Coldiretti del Piemonte che chiede “'attenzione dovuta a chi ha operato nella legalità. L'aumento delle quote produttive –continua Ferrero - dovrà essere assegnato a quei produttori che nel corso degli ultimi vent'anni hanno rispettato con grandi sacrifici economici le disposizioni di legge”. Gli fa eco Davide Guareschi, presidente della Coldiretti di Parma che in un comunicato afferma come sia: “necessario operare con la massima fermezza nel rispetto della legalità”.

 

Cia: bene il latte, purché nel rispetto delle regole

“Bene per il latte. Profonda delusione per il tabacco”. Questa l’opinione del presidente nazionale della Cia-confederazione italiana agricoltori, Giuseppe Politi, in merito alla conclusione del negoziato comunitario. Anche se poi ha subito aggiunto: “non possiamo accettare che le quote aggiuntive vengano assegnate a chi ha violato apertamente la legge.” Sugli esiti degli accordi raggiunti a Bruxelles la Cia torna con un suo comunicato nel quale commenta i singoli aspetti dell’intesa e a proposito del latte dice: "L'aumento concesso al nostro paese è positivo. L'intero pacchetto va, però, discusso a livello nazionale attraverso il confronto con tutti i componenti della filiera. Ovviamente, vanno salvaguardati i produttori che hanno rispettato le regole, che hanno fatto investimenti e che hanno subito il taglio della quota B.”

 

Confagricoltura, qualcuno è sulle barricate

Interlocutoria la posizione di Confagricoltura secondo la quale “il negoziato consegna al nostro paese due dossier cruciali, latte e tabacco, su cui il giudizio di Confagricoltura è sospeso, in attesa di conoscere le modalità ed ipotesi applicative a livello nazionale.” Per poi subito precisare che “dobbiamo solo confermare la nostra linea di fermezza affinché il supplemento di quota sia attribuito senza sperequazioni tra soggetti che hanno rispettato le regole e chi deciderà di regolarizzare la sua posizione.”

Ma dalla "Libera" di Cremona arrivano segnali meno concilianti. "L'aumento del 6% di quote latte concesso all'Italia rischia di destabilizzare il mercato del settore lattiero caseario, già in profonda crisi". E’ quanto si può leggere in un comunicato della Libera associazione agricoltori cremonesi, secondo la quale "si tratta dell'ennesima beffa per salvaguardare una sparuta minoranza di produttori che avrà ancora conseguenze nefaste per tutti i produttori in termini di oscillazioni delle quotazioni del latte.”

 

Unalat, contrari senza ma e senza se

Le preoccupazioni della “Libera” sono condivise anche da Unalat che affida ad un comunicato il compito di esprimere le perplessità sull’accordo raggiunto a Bruxelles. “Stiamo scaldando i trattori - dice fra l’altro il comunicato di Unalat - determinati a far capire a questo governo che i 43.000 allevatori che hanno rispettato il regime delle quote, che solo negli ultimi 5 anni hanno acquistato oltre 2.2 milioni di tonnellate di quote, accumulando debiti per oltre 1 miliardo di euro, non accetteranno mai di essere esclusi da qualsiasi distribuzione di quote.”

 

Preoccupazioni anche in Lombardia

"L'accordo sulla revisione della Pac introduce importanti novità, decisive per il futuro del comparto agricolo europeo ed italiano. Crediamo quindi sia importante che il ministro Zaia coinvolga da subito le Regioni e gli attori della filiera per condividere gli importanti risultati raggiunti e, soprattutto, decidere come sfruttare le nuove opportunità". E’ questo il messaggio al Governo che Luca Daniel Ferrazzi, assessore all'Agricoltura della Lombardia, ha affidato ad un comunicato nel quale ricorda il ruolo della sua Regione che produce ben il 40% del latte munto in Italia.

 

Favorevoli a oltranza

Non solo preoccupazioni e critiche, ma anche qualche convinto sostenitore della bontà dei risultati raggiunti, come nel caso di Furio Venarucci, presidente di Anpa (Associazione nazionale produttori agricoli) secondo il quale “I risultati ottenuti dal ministro Luca Zaia in sede comunitaria sulla revisione dell'Health Check sono davvero straordinari e confermano che quando ci sono ministri competenti e convinti, i risultati per l'agricoltura italiana arrivano".

Un parere altrettanto favorevole arriva da Antonio Martini, responsabile del settore lattiero-caseario di Agci Agrital (Associazione generale cooperative agricole) che si dichiara “molto soddisfatto del risultato ottenuto dal ministro Zaia a Bruxelles, ed auspichiamo che l'aumento ottenuto sia attribuito ai produttori con criteri volti ad escludere qualsiasi forma speculazione e sperequazione."

E non poteva mancare il giudizio, ovviamente più che positivo, del Coordinamento interregionale degli allevatori produttori latte (cospa) che esprime "grande soddisfazione per aver risolto i problemi dei produttori di latte avendo allineato le quote alla produzione italiana dall'annata 2009/2010 in poi."

 

La risposta del Ministro

Infine, con una conferenza stampa che si è tenuta a Roma il 25 novembre, arriva da via XX Settembre la risposta di Luca Zaia che dopo aver ricordato ai giornalisti che "il negoziato che abbiamo chiuso a Bruxelles è unico nella storia” ha ribadito “che come più volte precisato, in nessun modo il decreto si presenterà sotto forma di sanatoria”. “Si tratta, piuttosto, di offrire un’ultima opportunità per tornare alla legalità”.

Il Ministro ha poi anticipato che il decreto attuativo con il quale saranno stabiliti i criteri operativi sarà approvato entro l’anno e a questo proposito ha aggiunto: “penso che chi sta manifestando dissenso, non abbia letto i termini dell’accordo europeo, né possa sapere cosa ci sarà scritto nel decreto attuativo: mi pare ingiusto fare processi alle intenzioni”.

 

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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