Stress idrici e termici nella viticoltura da vino, le soluzioni Green Has Italia

L'azienda propone Eranthis, un nuovo fertilizzante ad azione biostimolante pensato per la protezione delle piante

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La vite è una delle specie che caratterizzano il patrimonio agricolo, paesaggistico e anche culturale del bacino del Mediterraneo
Fonte foto: © Shutterstock - via Green Has Italia

Dopo una primavera particolarmente fredda, caratterizzata anche da diffuse gelate tardive che hanno inficiato in modo significativo la ripresa vegetativa di diverse colture, ora i media preannunciano che quella del 2021 sarà un'estate estremamente calda. Tralasciando il fatto che previsioni così a lungo termine abbiano davvero poca attendibilità, quello che è certo è che la probabilità che quella a cui ci stiamo affacciando sia un'ennesima "estate anomala" sono molto alte. Infatti, uno studio del 2019 dell'Istituto di Scienze dell'atmosfera e del clima (Isac) del Cnr di Bologna ha evidenziato che tra i 30 anni più caldi dal 1800 ad oggi ben 25 siano successivi al 1990

Declinando tutto ciò ad un contesto agrario, sappiamo che un ulteriore aumento, anche minimo, delle temperature potrebbe avere un impatto enorme sulle colture e sul panorama agrario dei prossimi anni. 
Mentre l'effetto più facilmente osservabile a breve termine sarà un aumento della frequenza dei danni dovuti alle ondate di calore e dei periodi di siccità, a lungo temine si potrebbe assistere ad un cambiamento delle scelte imprenditoriali degli agricoltori che potrebbero vedersi costretti ad orientarsi verso coltivazione di varietà (o talvolta addirittura di specie) maggiormente idonee ad un clima più caldo.

La vite è una delle specie, insieme all'olivo e agli agrumi, che caratterizzano il patrimonio agricolo, paesaggistico e anche culturale del bacino del Mediterraneo e questa tipicità è dovuta alla predilezione di questa coltura per i climi caldi e asciutti. A rendere però la vite sostanzialmente ubiquitaria dai 30° ai 50° N e dai 30° ai 40° S è la sua estrema adattabilità a condizioni pedoclimatiche differenti.
Purtroppo però "adattabilità" a climi diversi non significa affatto che la viticoltura, soprattutto quella per la produzione di vini di qualità, non subisca un forte impatto negativo da queste sempre più frequenti anomalie climatiche anche in considerazione del fatto che in molti areali viticoli del Nord Italia, come ad esempio quelli piemontesi, non è diffusa la pratica dell'irrigazione. 

Le conseguenze sulla coltivazione della vite di un progressivo incremento delle temperature su base annuale a cui si aggiungono frequenti e prolungati periodi di siccità possono essere così riassunte:
  • anticipo del germogliamento. Questo fenomeno espone le piante a maggiori rischi di danni in caso di gelate primaverili. Ne è la prova la situazione della primavera appena passata in cui le gelate di inizio aprile hanno determinato ingenti danni in quei vigneti caratterizzati da un germogliamento piuttosto precoce;
  • sviluppo dei germogli difforme;
  • scarsa fertilità fiorale e allegagione. Gli sbalzi termici durante la formazione del grappolo e durante la fioritura, così come le carenze o gli eccessi di precipitazioni, possono ridurre significativamente la fertilità dei fiori e la fecondazione con conseguente aumento dell'acinellatura;
  • asincronismo tra maturazione tecnologia e fenolica. Mentre un clima particolarmente caldo può determinare una maturazione tecnologica delle uve anticipata (zuccheri, acidità, colore), lo stesso anticipo non si osserva nello sviluppo dei composti fenolici (maturazione fenolica). Inoltre, diversi studi dimostrano che la frazione estraibile degli antociani (quella che contribuisce effettivamente alla colorazione del vino) può risultare significativamente ridotta in risposta a deficit idrici. 
  • ripercussioni negative sul profilo aromatico. Nelle varietà a bacca bianca gli stress abiotici dovuti a deficit idrici e eccessi termici possono ridurre l'acidità ed incidere negativamente sullo sviluppo degli aromi primari dei mosti con successive ripercussioni sul profilo aromatico dei vini.
  • vendemmia anticipata. Mentre un anticipo delle operazioni di raccolta può rappresentare un aspetto positivo nella logica di evitare le giornate di maltempo autunnale, nella maggior parte dei casi una vendemmia anticipata può risultare problematica per la gestione delle operazioni di cantina per via delle temperature elevate. Inoltre, una raccolta anticipata, sottrarrebbe le uve dall'effetto benefico dell'escursione termica giornaliera tipica del periodo autunnale che, in alcune varietà, risulta fondamentale per il completamento della maturazione e per la qualità del prodotto.
Vite da vino
(Fonte: Shutterstock - via Green Has Italia)

Green Has Italia, la cui sede principale si trova a Canale (Cn), nel cuore di uno dei più importanti comprensori viticoli italiani tra le Langhe e il Roero, ha recentemente lanciato sul mercato Eranthis: un nuovo fertilizzante ad azione biostimolante pensato per la protezione delle piante contro gli stress abiotici con una particolare attenzione verso la vite da vino.

Eranthis è stato sviluppato dal Centro di Ricerche di Green Has Italia in collaborazione con diverse Università e centri di saggio. È stato dimostrato che Eranthis, grazie al suo contenuto di composti antiossidanti e biostimolanti, derivati dalle matrici di origine vegetale che lo compongono (estratti di alghe Ascophyllum nodosum e Laminaria digitata ed estratti di lieviti), è in grado di mitigare gli effetti negativi dovuti agli stress idrici e termici aumentando l'efficienza di utilizzo dell'acqua disponibile (Water use efficiency) e l'efficienza fotosintetica delle piante anche in condizioni avverse.

Su vite da vino, anche in regime di conduzione biologica, si consiglia di applicare in modo preventivo Eranthis alla dose di 2,5 kg/ha fino alla fioritura con intervalli di due settimane tra i trattamenti al fine di proteggere lo sviluppo dei germogli e delle infiorescenze da eventuali abbassamenti termici. Successivamente, con lo scopo di prevenire problemi legati agli stress idrici e termici, si consigliano 2-3 applicazioni tra l'allegagione e la chiusura del grappolo. Inoltre, in presenza di condizioni climatiche particolarmente critiche, Eranthis può essere applicato anche fino all'invaiatura e oltre con intervalli di due settimane tra i trattamenti. 

Questo biostimolante è miscelabile con i prodotti fitosanitari ad uso più comune e ad altri fertilizzanti fogliari della linea Green Has Italia consultando la tabella delle compatibilità sul catalogo dell'azienda. 

Per un'ulteriore protezione contro lo stress idrico, Eranthis può essere applicato in miscela a Calciogreen Forty (350 g/hl), concime per applicazioni fogliari contenente il 40% di CaO. Infatti, il calcio è conosciuto anche per il suo importante ruolo nella risposta delle piante alle condizioni di carenza idrica svolgendo un'azione di regolazione degli scambi gassosi tramite il controllo delle aperture stomatiche.  
In presenza di varietà sensibili al disseccamento del rachide, nei i trattamenti estivi si consiglia invece di utilizzare Eranthis in miscela con Foliacon 22 (300 ml/hl), un fertilizzante minerale liquido contenete azoto nitrico (N 8.8%), calcio (CaO 10%) e magnesio (MgO 5%). Il disseccamento del rachide è una fisiopatia complessa attribuibile agli sbalzi termici e che assume una certa gravità in caso di carenza combinata di calcio e magnesio.

Per ulteriori approfondimenti, visita il sito di Green Has Italia