L'Era del rame e l'Era del ferro

Due formulati speciali di Caprara, Fe.48 e Max 2000, apportano alle colture il giusto apporto di ferro e rame, per un corretto e sano sviluppo vegeto-produttivo

Donatello Sandroni di Donatello Sandroni

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Caprara per la nutrizione vegetale

L'Era del rame trova le proprie origine nella metà del terzo millennio avanti Cristo e segna il passaggio dalla cultura neolitica dei nostri antenati a quella metallurgica che aprì la strada al progresso tecnologico. Risale invece al dodicesimo secolo avanti Cristo l'apertura dell'Era del ferro, la quale rivoluzionò le caratteristiche dei manufatti delle culture mediterranee.
Ancora oggi, nonostante i passi da gigante compiuti dalla tecnologia, questi due metalli stanno alla base delle più importanti modifiche culturali e sociali del Pianeta.
Una cultura millenaria, quindi, quella su cui si basa l'uso di rame e ferro per scopi produttivi. Anche nei fertilizzanti.
Caprara offre sul mercato due formulati, Fe.48 e Max 2000, i quali possono fornire l'adeguato apporto sia di ferro, per quanto riguarda il primo, sia di rame, contenuto invece nel secondo.


 
Salute di ferro
 
Formulato in microgranuli, Fe.48 è un prodotto a base di ferro chelato, il cui uso è consentito anche in agricoltura biologica.
L'impiego di ferro chelato previene e cura la clorosi ferrica, una fisiopatia che interessa molti fruttiferi, la vite, le piante ornamentali e le colture erbacee. Il caratteristico ingiallimento delle foglie vicino alle nervature è il sintomo più evidente della ferro-carenza. Sono colpite soprattutto le foglie giovani, le quali stentano a svilupparsi e che a uno stadio avanzato della fisiopatia si presentano completamente scolorite. Allo stesso tempo si formano necrosi periferiche ed internervali. La mancanza di ferro, infatti, altera molti processi enzimatici alla base della sintesi clorofilliana.
Fe.48 di Caprara corregge e previene questo tipo di carenza, agendo positivamente sullo sviluppo delle radici, dei germogli e sulle caratteristiche organolettiche dei frutti, come pure sul calibro, sul numero, sulla struttura e sulla consistenza dei medesimi, aumentando in tal modo quantità e qualità delle produzioni.
Fe.48 contiene ferro chelato solubile in acqua per il 6%. L'agente chelante è EDDHA, il quale assicura una buona stabilità del fertilizzante in un intervallo di pH tra 4 e 12.
Fe.48 va somministrato alla ripresa vegetativa per permettere il massimo assorbimento. In caso però di manifesta clorosi, usare il prodotto in qualunque periodo colturale.
Il prodotto va sciolto in acqua alle dosi indicate in etichetta e la soluzione ottenuta va distribuita nel terreno, sotto la chioma della pianta. È bene rimuovere provvisoriamente la terra prima del trattamento. Se si utilizzano solcatori, come nel caso dei frutteti, Fe.48 va distribuito mediante solchi ai lati dei filari, i quali vanno in seguito ricoperti. In caso di clorosi in atto, il prodotto va invece applicato vicino alle radici tramite palo iniettore. Se non si dovessero ottenere i risultati sperati, è necessario intervenire nuovamente dopo una settimana.
 
Conduttore di benessere
 
Classificato come "Concime CE", Max 2000 è un formulato liquido a base di rame solfato solubile in acqua (6,5%), caratterizzato da rapido assorbimento da parte dei tessuti vegetali.  La rapidità d'assorbimento è assicurata da altri coformulanti che fungono da agenti penetranti ad azione fogliare. Max 2000 controlla e previene gli stati di carenza dovute a mancanze e squilibri nell'assimilazione dell'elemento rame.
Max 2000 va utilizzato tramite applicazioni di tipo fogliare, evitando di miscelarlo con oli minerali, con altri prodotti a base di rame, oppure Tmtd o aminoacidi, il cui utilizzo è bene venga separato da quello di Max 2000 di almeno otto giorni.
Pari attenzione va usata in caso si stia operando in un'area o in una stagione ove vi siano sensibili sbalzi termici, dal momento che il rame alle basse temperature può risultare parzialmente fitotossico.
 
 

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Fonte: Caprara

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Tag: fertilizzanti

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