Con l'innalzarsi delle temperature si riducono i problemi legati alle patologie fungine, ma si moltiplicano quelli portati dagli insetti.
Non solo di nottue si deve però parlare quando arriva l'estate, perché altre avversità di dimensioni molto minori possono indurre danni anche peggiori. Sono gli aleurodidi, o mosche bianche delle serre. Contro le loro infestazioni, data l'estrema prolificità di questi insetti, è bene agire presto, quando i primi esemplari si mostrino in volo nelle serre.
Sono due le specie di aleurodidi che affliggono le colture protette. Il primo è noto agli appassionati di sistematica come Trialeurodes vaporariorum, mentre il secondo porta il nome di Bemisia tabaci, la quale a dispetto del riferimento al tabacco apprezza anche e soprattutto le colture orticole coltivate nelle serre di tutto il Mediterraneo.
Il Trialeurodes è pressoché pandemico in Italia, mentre Bemisia appare più diffusa nelle Regioni italiane del Centro-Sud.
I danni alle colture derivano dalle punture operate alla vegetazione dalle neanidi in cerca di linfa. Ma i danni diretti, ovvero le lesioni ai tessuti fogliari, sono tutto sommato di secondaria importanza rispetto a quelli secondari come la trasmissione di malattie e virus, come il virus dell'accartocciamento fogliare giallo del pomodoro.
Ultimo ma non ultimo, la produzione di melata operata dalle neanidi offre un substrato perfetto per lo sviluppo delle "fumaggini", ovvero quegli annerimenti di aspetto pulverulento appiccicoso che limitano la normale attività fotosintetica delle piante e imrattano anche i frutti.
I caldi eccezionali delle ultime settimane hanno sicuramente accelerato lo sviluppo delle popolazioni, per controllare le quali non basta certamente un solo trattamento. Specialmente quando in azienda siano contemporaneamente presenti serre o tunnel a diverso livello di ciclo produttivo. Non è infatti buona regola lasciare a lungo una coltura ormai raccolta, come per esempio il melone, al fianco di serre in piena produzione di pomodori. Il travaso di insetti è solo questione di tempo, anche in caso si adottino sistemi di protezione come le reti a maglia fine, le quali intercettano molto, ma non tutto.
 
Azione decisa, da subito
 
Contro gli aleurodidi serve progettare a tavolino un preciso programma di difesa basato su prodotti a differente meccanismo d'azione. Fra questi spicca una sostanza attiva che agisce come regolatore di crescita e che quindi si qualifica a pieno titolo per aprire i programmi contro questi insetti. Porta il nome di pyriproxifen ed è la sostanza attiva di Admiral 10 EC, formulato come emulsione concentrata al 10% di sostanza attiva e commercializzato da Siapa.
Ideale per il controllo degli stadi giovanili di Trialeurodes e di Bemisia, va applicato già a partire dalla prima comparsa di questi fitomizi.
La dose di applicazione mostra una forbice che spazia tra i 50 e i 75 ml/hl e la sua efficacia è amplificata da una copertura ottimale della vegetazione da proteggere.
Essendo un regolatore della crescita, gli effetti di Admiral 10 EC sulla popolazione di mosche bianche normalmente si apprezza appieno alcuni giorni dopo il trattamento. 
Admiral 10 EC si mostra selettivo nei confronti delle forme adulte di insetti utili e impollinatori, alleati preziosi nell'orticoltura di pregio in ambiente protetto.
Nel corso della stagione però, si possono riscontrare presenze contestuali di neanidi e adulti. In questo caso è consigliabile miscelare Admiral 10 EC con un prodotto adulticida.
Admiral 10 EC è registrato su pomodoro, melanzana, peperone, cetriolo, cetriolino, zucchino sui quali ha soli 3 giorni di carenza.