Grano duro, mercati esteri in preda alla speculazione

A Chicago crolla l'indice dei future del grano duro, mentre a Rosetown il mercato all'ingrosso cede di oltre 90 dollari canadesi in una settimana. Ma i prezzi all'esportazione fob restano elevati e sempre più vicini ai 600 euro alla tonnellata

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Borse merci italiane contrastate e in attesa degli eventi, mentre ci sono ancora margini di recupero per i prezzi all'origine

Cadono i prezzi del grano duro pastificabile sui mercati interni di Usa e Canada perché il mercato all'origine non crede all'ulteriore peggioramento delle stime sul raccolto 2021-2022 e per esigenze di realizzo dei trader sul mercato all'ingrosso, che devono necessariamente vendere per fare liquidità, ma anche comprare a prezzi ora convenienti per coprire posizioni di vendita differita allo scoperto, con prezzi elevati negoziati settimane fa. Questa onda speculativa al ribasso però non scalfisce i prezzi fob, free on board, del Cwad 1 in partenza dal Canada, che anzi aumentano rispetto alla scorsa settimana, portandosi a 592,86 euro alla tonnellata.

In Italia, invece, si registra una situazione di sostanziale attesa per il grano duro fino nazionale che fissa all'ingrosso prezzi stazionari (Foggia, Milano, Bologna) o in lieve calo (-5 euro alla tonnellata sia a Roma che ad Altamura). Fanno cifra a parte i cali più vistosi di Bari e Napoli, dove il cereale pastificabile aveva raggiunto i prezzi più elevati. Mentre i grani duri esteri o mantengono le posizioni acquisite (Milano e Altamura) oppure incrementano i valori moderatamente (+10 euro alla tonnellata a Bari sia per il Canadese 1 al 15% di proteine che per lo Spagnolo 12% di proteine). Si mantiene dinamico in positivo il mercato all'origine, come rilevato da AgroNotizie su dati online ieri, 15 settembre 2021, di Ismea e sulla base delle rilevazioni del gruppo di lavoro Ager per la Regione Marche.
 

Chicago, Future durum wheat index: -21,24% in cinque giorni

Secondo il rapporto della Commissione per lo Sviluppo del Grano della provincia dello Saskatchewan in Canada del 13 settembre scorso, la produzione Usa di grano duro 2021-2022 staziona nelle previsioni a 953mila tonnellate, in calo di 1,88 milioni di tonnellate sullo scorso anno (-66,4%), un peggioramento rispetto alle previsioni di fine agosto dell'Usda. Ma il Future Durum Wheat Index Dwyoo alla Borsa di Chicago sui contratti a tre mesi da regolare in contanti è sceso a quota 1.339,52 punti il 14 settembre scorso, mettendo a segno un crollo di 361,17 sui cinque giorni precedenti (-21,24%) trascinato dai realizzi dei trader, ormai bisognosi di liquidità, oppure nella necessità di coprire le vendite a consegna differita allo scoperto delle settimane scorse, visto che l'indice aveva raggiunto ormai oltre quota 1.700. In un mercato dominato da notizie negative ha preso così il sopravvento la speculazione.
 

Canada, il prezzo fob del Cwad 13% a 592,86 euro

Secondo il rapporto della Commissione per lo Sviluppo del Grano della provincia dello Saskatchewan in Canada del 13 settembre scorso, il raccolto di durum canadese potrebbe ancora calare, ma al momento il mercato interno è incredulo e i prezzi di offerta della materia prima stanno calando, anche se il prezzo fob del Canadian western amber durum al 13% di proteine si mantiene quasi sugli stessi livelli della settimana scorsa e, anzi, accenna un lieve aumento.

In particolare, secondo il rapporto, l'ultima stima sulla resa per ettaro del grano duro effettuata dal Governo provinciale del Saskatchewan per questa annata - diffusa il 10 settembre scorso - è poco credibile: appena 19 bushel per acro, rispetto ai 42,6 dell'anno scorso. Una previsione disastrosa rispetto all'ultima di Statistics Canada, attestata 27,2 bushel per acro e diramata il 30 agosto scorso. Secondo il rapporto "Se la stima dell'Autorità di Governo del Saskatchewan fosse corretta e se questa resa si applicasse all'intero raccolto, si tradurrebbe in una produzione di grano duro canadese di 3 milioni di tonnellate", contro i 4,2 milioni di tonnellate previsti da Statistics Canada e in calo rispetto ai 6,6 milioni di tonnellate dell'anno scorso del 54,5%, un tracollo ben peggiore di quello fino ad ora previsto da sempre da Statistics Canada e attestato al 40%. Morale: il mercato all'origine non ha creduto alle stime del governo del Saskatchewan.

Il tutto si traduce in numeri: i prezzi offerti sui mercati all'origine dei vari territori del Saskatchewan il 13 settembre scorso per il Canadian western amber durum al 13% di proteine calano sulla settimana precedente in media tra il 12 ed il 13% e si portano in una forchetta compresa tra uno spot minimo di 649,63 dollari canadesi alla tonnellata e un massimo di 668,74 dollari canadesi per tonnellata con pagamento differito.

Di conseguenza, sempre il 13 settembre - il prezzo di acquisto all'ingrosso sulla piazza di Rosetown è calato a 643,39 dollari canadesi alla tonnellata, perdendo 92,96 dollari canadesi a tonnellata sul 7 settembre (-12,62%). Da notare che il calo sul mercato all'ingrosso è in tutto simile in termini percentuali rispetto a quello all'origine. In questo caso i trader locali hanno colto l'occasione per acquistare a prezzi sensibilmente più bassi delle settimane scorse allo scopo di coprirsi sulle consegne differite negoziate allo scoperto settimane fa e per le quali dovranno incassare prezzi più elevati.

Ma tale atteggiamento riflessivo dei mercati interni, non trova riscontro nel prezzo all'esportazione free on board dai porti della regione dei Grandi Laghi, condizionato dalle scorte internazionali di materia prima, che si tengono basse e dalla domanda internazionale sostenuta: dopo l'aumento della settimana scorsa di ben 140,44 dollari, questo è cresciuto ancora, anche se di poco, portandosi il 14 settembre a 885,93 dollari canadesi per tonnellata, 1,57 dollari in più del 7 settembre.

Un prezzo fob che al cambio di ieri era pari a 592,86 euro alla tonnellata, contro i 589,01 stimati da AgroNotizie la settimana scorsa e in crescita dello 0,56%. Tale valore - che però non comprende il costo del viaggio in nave, i costi doganali e di sdoganamento, tutti a carico degli importatori - è stato già raggiunto e in alcuni casi superato sui mercati italiani, il che significa che esistono ancora se pur lievi margini di crescita del prezzo italiano del grano d'importazione canadese.
 

Borsa Merci Foggia

Ieri, 15 settembre 2021, l'Osservatorio prezzi della Borsa Merci di Foggia per il grano duro fino nazionale - peso specifico 79 chilogrammi ogni 100 litri, proteine minime 12%, alle condizioni di franco partenza e Iva esclusa ha fissato le quotazioni della mietitura 2021 in 485 euro alla tonnellata sui minimi e 490 euro sui massimi, stabili sulla seduta precedente e quindi riportando gli stessi valori del 1° settembre, che aveva fatto segnare un nuovo record per Foggia.
 

Borsa Merci Roma

Il 15 settembre scorso, alla Borsa Merci di Roma, il grano duro fino nazionale, provenienza Lazio, alle condizioni di franco partenza Iva esclusa, qualificato con peso specifico minimo 80 chilogrammi e proteine minime al 12%, è stato fissato a 450 euro alla tonnellata sui minimi e 455 euro sui massimi, in calo di 5 euro alla tonnellata sull'8 settembre, quando invece i prezzi erano aumentati di 10 euro sul 1° settembre.
 

Borsa Merci di Bari

Il listino della Borsa Merci di Bari del 14 settembre scorso riporta in calo il prezzo grano duro fino di produzione nazionale, provenienza province di Bari e Barletta Andria Trani e zona Lucania, proteine minime 13%, peso specifico 79 chilogrammi ogni 100 litri, alle condizioni di franco partenza arrivo e Iva esclusa. La valutazione è stata di 480 euro sui minimi e 485 sui massimi: persi così 10 euro sulla seduta del 7 settembre, che invece era risultata stabile sul 31 agosto. Invece, il Canadese 1 al 15% di proteine è stato fissato a 600-610: si tratta di 10 euro in più rispetto al 7 settembre e di un valore maggiore di 80 euro sul 31 agosto. E sono valori in linea con i prezzi fob sopra calcolati in euro. Il frumento pastificabile Spagnolo al 12% di proteine ha raggiunto i 530-540, con 10 euro in più rispetto all'ultima seduta.
 

Associazione Granaria Meridionale di Napoli

L'Associazione Granaria Meridionale il 14 settembre scorso alla Borsa merci di Napoli ha fissato il prezzo per il grano duro fino nazionale, alle condizioni di franco arrivo, qualificato con proteine comprese tra 12 e 15% e con peso specifico 79-80 chilogrammi per 100 litri, a 488 euro alla tonnellata sui minimi e 500 euro sui massimi, valori in calo di 12 euro sui minimi e 5 euro sui massimi sulla precedente seduta del 7 settembre, quando invece i prezzi erano rimasti allineati a quelli del 31 agosto. È stato anche quotato il Cwad di qualità tra 1 e 2, a 580-590 euro alla tonnellata, stabile sulla precedente seduta del 7 settembre e prossimo ai valori fob del grano canadese.
 

Associazione Granaria di Milano

Secondo il listino pubblicato dall'Associazione Granaria di Milano il 14 settembre, sulla piazza lombarda il grano duro fino nazionale, alle condizioni escluso imballaggio e Iva, resa franco Milano pronta consegna e pagamento, è stato così quotato nelle seguenti provenienze e qualificazioni:
  • Produzione Nord Italia, con proteine minime 13,5%, 491 euro alla tonnellata sui minimi e 495 sui massimi, stabile sulla precedente seduta del 7 settembre, quando invece si era verificato un rialzo di 35 euro sulla precedente seduta del 31 agosto.
  • Produzione Centro Italia, proteine non determinate, 501 euro alla tonnellata sui minimi e 506 euro sui massimi, stabile sulla precedente seduta del 7 settembre, quando invece si era verificato un rialzo di 35 euro alla tonnellata sulla seduta precedente.
  • Produzione Sud Italia, non quotata.
Quotati per la seconda volta il 14 settembre i frumenti duri esteri comunitari fissati a 500 euro sui minimi e senza prezzo massimo, stabili sul 7 settembre. Settima quotazione invece per i frumenti duri esteri non comunitari sulla piazza di Milano, stabili a 590 euro alla tonnellata sui minimi e 600 euro sui massimi sul 7 settembre, quando invece, si era verificato un rialzo di 50 euro sul 31 agosto.
 

Associazione Meridionale Cerealisti di Altamura

L'Associazione Meridionale Cerealisti di Altamura ha compilato l'ultimo listino il 10 settembre scorso e il frumento duro fino di produzione nazionale alle condizioni di Iva esclusa resa franco arrivo ad Altamura, qualificato con proteine minime del 12% e peso specifico di 80 chilogrammi ogni 100 litri è stato quotato 485 euro alla tonnellata sui minimi e 490 sui massimi, in calo di 5 euro sulla seduta del 3 settembre, quando invece si era verificato un rialzo di 25 euro sul 27 agosto. Il grano duro Canadese di prima qualità è stato invece fissato a 547 euro sui minimi e 550 sui massimi, stabile sul 3 settembre, quando invece era aumentato di 30 euro sul 27 agosto.
 

Borsa Merci Bologna

L'ultimo listino della Borsa Merci della Camera di Commercio di Bologna data 9 settembre 2021 e qui il grano duro fino nazionale - qualificato con proteine minime al 13% ed un peso specifico di 80 chilogrammi ogni 100 litri - alle condizioni di franco partenza Bologna - è stato fissato a 475 euro alla tonnellata sui minimi e 480 euro sui massimi, stabile sul 2 settembre, quando invece era aumentato di 40 euro alla tonnellata sul 26 agosto.
 

I prezzi all'origine Ismea rilevati da AgroNotizie ieri, 15 settembre 2021

I prezzi medi all'origine del grano duro fino rilevati da Ismea e online fino a ieri, 15 settembre 2021, rendono la nuova realtà del grano duro fino italiano. Torna in quotazione Ancona, che con 318 euro alla tonnellata resta stabile sulla settimana precedente e incomincia ad istradarsi nel corso degli eventi recenti. Si registrano rialzi a due cifre a Macerata e Perugia, che - rispettivamente attestate a 319 e 320 euro di prezzo medio - iniziano a risalire la china. Non si evidenza una nuova rilevazione per Campobasso, ferma ad un irrealistico 210 euro alla tonnellata. Unica piazza in calo Matera, che aveva però toccato i 495 euro lo scorso 6 settembre.
 

Piazza
Data
di
Rilevazione
Prezzo
medio in
euro alla
tonnellata
Variazione
sulla
settimana
precedente
Condizioni
di
Vendita
Matera 13-09-2021 480,00 -3,0% Franco azienda
Firenze 10-09-2021 403,50 0,0% Franco azienda
Catania 09-09-2021 467,50 +2,2% Franco azienda
Grosseto 09-09-2021 455,00 0,0% Franco azienda
Palermo 09-09-2021 462,50 +2,2% Franco azienda
Foggia 08-09-2021 477,50 0,0% Franco azienda
Milano 07-09-2021 493,00 +7,6% F.co magazzino arrivo
Napoli 07-09-2021 502,50 0,0% F.co magazzino arrivo
Ancona 06-09-2021 318,00 0,0% Franco azienda
Bari 06-09-2021 482,50 0,0% Franco azienda
Ferrara 06-09-2021 476,50 0,0% Franco azienda
Macerata 06-09-2021 319,00 +39,9% Franco azienda
Perugia 06-09-2021 320,00 +40,4% Franco azienda
Campobasso 23-08-2021 210,00 0,0% Franco azienda
Grano duro fino, prezzi medi all'origine per piazza monitorati il 15 settembre 2021 da AgroNotizie
su dati rilevati da Ismea

Si segnalano ancora i rialzi di Milano, Palermo e Catania e la stabilità di Foggia, Bari e Napoli.
A margine delle quotazioni Agea, come valori significativi per la Regione Marche, si riportano i prezzi del gruppo di lavoro Ager presso la Borsa merci di Bologna per il mercato marchigiano, che il 15 settembre dà come prezzi indicativi per il grano duro fino al 13% di proteine - alle condizioni di franco camion partenza magazzino venditore - 462 euro sui minimi e 466 euro sui massimi, in lieve calo di 2 euro alla tonnellata sull'8 settembre scorso. Per ogni altro raffronto sui prezzi è possibile consultare l'articolo di AgroNotizie del 9 settembre 2021.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: AgroNotizie

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Tag: cerealicoltura import/export prezzi mercati

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