La siccità colpisce il Mezzogiorno, ma a macchia di leopardo

Drammatici i deficit idrici degli invasi in Basilicata e Puglia, mentre la Sicilia al primo luglio era già in riserva. Si salvano Molise, Sardegna e Campania, anche se con difficoltà

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Spesso i dati sulle disponibilità idriche sono poco aggiornati, o addirittura di non gratuito accesso, come accade in Calabria (Foto di archivio)
Fonte foto: © pierluigipalazzi - Fotolia

L'estate meteorologica non accenna a finire, contrassegnata da precipitazioni ancora troppo scarse su tutto il Mezzogiorno d'Italia, e resta elevato l'allarme per la siccità. "L'approssimarsi della conclusione della stagione estiva - sottolinea Massimo Gargano, direttore dell'Associazione nazionale dei Consorzi per la gestione e la tutela del territorio e delle acque irrigue - indurrebbe a ritenere pressoché terminate le necessità irrigue. In realtà, i moderni cicli colturali e temperature mediamente più elevate ampliano i bisogni idrici nelle campagne soprattutto mediterranee, il cui futuro è sempre più legato alla disponibilità d'acqua. Per questo, l'infrastrutturazione irrigua è un asset strategico per garantire prospettive di qualità e reddito all'agricoltura italiana".
 E in fatto di scarsità a mancare non è solo l'acqua, ma in alcuni casi anche le informazioni aggiornate sui livelli e le consistenze dei bacini. Ecco una carrellata di dati: quelli più recenti che AgroNotizie è riuscita a scovare.
 

Molise, la siccità si ferma al 31 luglio

L'unico dato certo che viene dalla Regione Molise, per quanto attiene il versante orientale di questo territorio, è quello relativo all'altezza delle acque nel lago di Guardialfiera, frutto dello sbarramento del Liscione su fiume Biferno: al 31 luglio scorso l'altezza media sul livello del mare dello specchio d'acqua era di quasi 114 metri, contro una quota di massimo invaso da 129 metri. Una sofferenza di 15 metri - non eccessiva - e dovuta alla diminuzione delle portate sin dalla sorgente del fiume molisano.
 

Campania, livelli dei fiumi confortanti

Secondo l'ultimo report dell'Osservatorio sulle risorse idriche irrigue dell'Anbi, in Campania sono confortanti le condizioni idriche dei principali corsi d'acqua. Tale avviso è contenuto invariabilmente in quasi tutti i comunicati stampa dell'Anbi dell'estate 2020. Il riscontro di tale affermazione - spesso accompagnata dalla dicitura "livelli idrometrici superiori a quelli del 2019" è proprio nella lettura dei dati registrati dagli idrometri di Regione Campania, una rete ora gestita dal Centro funzionale della Protezione civile regionale.

Il fiume Sele in foce - ben dopo la diga di Serre Persano, che alimenta le reti irrigue dei Consorzi di bonifica di Paestum e Destra Sele - presenta valori superiori allo zero idrometrico e dal 1° al 26 agosto non è mai sceso sotto i 67 centimetri sopra lo zero, con variazioni ancor più positive, in parte anche legate all'andamento delle maree del  Tirreno. Tale risultato è importante, perché l'affluente Calore, che sfocia ad Eboli, ha invece segnato all'idrometro di Albanella punte importanti sotto lo zero idrometrico, anche oltre i 100 centimetri.

Anche valutazioni più a monte lungo il Sele sono positive: all'idrometro di Persano, per esempio, il Sele si è tenuto dal 1° al 26 agosto costantemente tra i 62 ed i 66 centimetri sopra lo zero idrometrico.

Altro fiume importante per l'irrigazione in Campania è il Volturno, monitorato sin dal suo ingresso sul territorio regionale dall'idrometro del Ponte dei Venticinque Archi, posto sul confine con il Molise: qui il livello del fiume è sempre stato sopra lo zero idrometrico in agosto, con un minimo di 8 centimetri registrato il 25 agosto ed un massimo di 24 centimetri, record del 22 agosto.

Più a valle, dopo le opere di presa di Capriati al Volturno, che convogliano 20 metri cubi al secondo verso il fiume Garigliano per scopi idroelettrici, e quelle di Ailano, che invece inviano acqua nel sistema irriguo del Consorzio di bonifica del Sannio Alifano, al ponte dei Quattro Venti l'idrometro dal 1° al 26 agosto ha registrato valori compresi tra un minimo di 21 centimetri (1° agosto) ed un massimo di 39 centimetri (2 agosto). A Capua, dopo le opere di presa del Consorzio generale per la bonifica del bacino inferiore del Volturno, il fiume registra - come al solito in questa zona - valori negativi rispetto allo zero idrometrico, che hanno raggiunto il massimo di -107 centimetri il 14 agosto e che sono poi risaliti a quota -77 il 26 agosto. Tutti valori in linea con le medie del periodo.
 

Basilicata, mancano all'appello 65 milioni di metri cubi

Continua inesorabile il calo di disponibilità idrica soprattutto nei dieci bacini gestiti in Basilicata Campania e Puglia dell'Ente per l'irrigazione della Puglia Lucania e Irpinia. Ieri, 27 agosto 2020, - secondo la rilevazione effettuata da AgroNotizie - presentano un deficit di circa 65 milioni sul 2019. Il 27 agosto 2019 erano infatti presenti nei bacini Eipli ben 355 milioni di metri cubi, mentre nella giornata di ieri se ne sono registrati appena 290 milioni. Dagli invasi lucani dipende anche la possibilità di accesso all'acqua irrigua del Nord Calabria, regione dove continuano a mancare dati pubblici gratuiti sui livelli e le consistenze dei bacini idrici.
 

Puglia, 79,5 milioni di metri cubi in meno rispetto al 2019

Non va meglio sugli invasi della Puglia, dove - in provincia di Foggia, nei quattro invasi gestiti dal Consorzio per la bonifica della Capitanata - AgroNotizie registra un deficit di circa 79,5  milioni di metri cubi rispetto all'anno scorso. Infatti, ieri erano presenti non più di 83,6 milioni di metri cubi, a fronte dei 163,1 milioni registrati il 27 agosto 2019.
 

Sicilia, valori fermi al 1° luglio

L'Autorità di bacino del distretto idrografico Sicilia ha aggiornato i valori delle risorse idriche presenti nei 25 laghi dell'isola al 1° luglio scorso, quando erano invasati 524,59 milioni di metri cubi d'acqua, il 14% in meno dello scorso anno, ben 40,69 milioni di metri cubi in meno rispetto al 1° giugno scorso. Una situazione poi sicuramente peggiorata, a seguito del protrarsi dell'assenza di precipitazioni significative, ma sulla quale mancano dati aggiornati.
 

Sardegna in stato di preallerta il 31 luglio

Gli invasi della Sardegna restano in linea con le disponibilità 2019, nonostante segnino -54,7  milioni di metri cubi a fine mese di luglio. E purtroppo non si hanno dati aggiornati sul mese di agosto. L'ultimo bollettino riporta che al 31 luglio 2020 erano presenti nel sistema degli invasi 1.245 milioni di metri cubi d'acqua, pari al 70% del volume utile di regolazione autorizzato; tale ultimo valore era pari al 73% il 31 luglio 2019.

Il valore del volume idrico invasato al 31 luglio 2020 ha subito una diminuzione, pari a 148 milioni di metri cubi, rispetto al volume invasato al 30 giugno 2020. Per quanto riguarda l'indicatore di stato per il monitoraggio ed il preallarme della siccità dell'intera isola relativo al mese di luglio 2020, si registra una condizione di "preallerta" o livello di vigilanza, con un valore dell'indicatore pari a 0,41.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: AgroNotizie

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Tag: ambiente irrigazione siccità acqua consorzi di bonifica

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