G20, le responsabilità dell'agricoltura

Il commissario europeo Phil Hogan: "Agricoltori cruciali per innovazione, sviluppo sostenibile e lotta al cambiamento climatico"

Matteo Bernardelli di Matteo Bernardelli

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Sviluppo sostenibile, lotta ai cambiamenti climatici, gestione di risorse preziose come suolo e acqua: alcuni dei temi al centro del recente G20 dell’Agricoltura
Fonte foto: © Romolo Tavani - Fotolia

Innovazione, sviluppo sostenibile, lotta al cambiamento climatico e telecomunicazioni. Sono questi i temi principali toccati al recente G20 dell’Agricoltura, al quale ha partecipato il commissario europeo Phil Hogan.
A rappresentare l’Italia a Xian, in Cina, il viceministro Andrea Olivero, per il quale il G20 è stata “un’ottima occasione per discutere sulle concrete strategie per realizzare gli obiettivi dell’Agenda 2030 e della COP21 per un’agricoltura che sia, insieme, più produttiva e più sostenibile”.

In un percorso che sempre di più dovrà coinvolgere gli agricoltori su fronti impegnativi come la sostenibilità, la capacità di adattarsi ai rischi climatici e difendersi dalla volatilità dei prezzi, per il viceministro Olivero “è necessario realizzare strumenti flessibili e semplici per dare risposte immediate in caso di crisi di mercati e ribasso dei prezzi all’origine, oltre che rafforzare la posizione degli agricoltori nell’ambito delle catene alimentari, incentivando l’aggregazione tra gli stessi e la cooperazione di filiera”.

Il summit nel Paese del Dragone è stata l’occasione per rafforzare i rapporti fra l’Unione europea e la Cina. “L’export agroalimentare dell’Ue è in una fase di prosperità – ha dichiarato il commissario Hogan – con una crescita del 33% su base annua, che ha portato a raggiungere il valore di 10,3 miliardi di euro all’anno. I consumatori cinesi richiedono sempre più qualità e tracciabilità dal produttore al consumatore e i produttori europei stanno fornendo in tale domanda”.
A riprova della volontà di intensificare l’alleanza fra Ue e Cina è notizia dei giorni scorsi del ministro dell’Agricoltura cinese Han Changfu che Pechino eliminerà le restrizioni sulle importazioni di bovini da Germania, Francia, Regno Unito e Danimarca. “Questa è una grande notizia per i nostri produttori esportatori – ha commentato Hogan - e l’ulteriore prova del valore di una stretta cooperazione commerciale con i nostri partner globali”.

Il G20, secondo il commissario europeo, gioca un ruolo cruciale per affrontare le principali sfide agroalimentari del nostro tempo. “Oggi, oltre ad assicurare la sicurezza alimentare per i nostri cittadini – ha specificato – gli agricoltori devono assumere un ruolo attivo nella lotta al cambiamento climatico e nella gestione di risorse preziose come il suolo e l’acqua. L’attuale presidenza cinese del G20 riconosce queste sfide e ha giustamente dato un ruolo centrale allo sviluppo agricolo sostenibile e all’innovazione”.

Inoltre, anche un’adeguata regolamentazione giuridica e mercati ben funzionanti rappresenteranno un beneficio per la crescita e l’occupazione, in particolare nelle zone rurali.

Fame zero e investimenti responsabili
Fra gli obiettivi del G20 connessi allo sviluppo sostenibile dell’agricoltura c’è anche quello della “fame zero” entro il 2030. Uno scopo che passa inevitabilmente attraverso l’incoraggiamento di investimenti responsabili nel settore agricolo e nelle aree rurali. Anche grazie alla Pac, restringendo il campo d’azione all’Europa.

Lotta al cambiamento climatico
Gli agricoltori sono chiamati oggi a svolgere un ruolo nella lotta al cambiamento climatico e a gestire nel miglior modo possibile risorse come il suolo e l’acqua. Positiva, per raggiungere tali obiettivi, la condivisione del G20 all’accordo di Parigi nell’ambito della COP21. Come è noto, il target è limitare il riscaldamento globale al di sotto dei 2° C, attraverso la riduzione delle emissioni e lo stoccaggio del carbonio. E in questo scenario il ruolo di agricoltura e silvicoltura è centrale.
In Europa le emissioni di gas a effetto serra provenienti dall’agricoltura sono diminuite del 24% dal 1990, pur espandendo la produzione, anche grazie agli investimenti messi in campo da Bruxelles (solo nel 2015 sono stati spesi 16,3 miliardi di euro) per contenere le emissioni, migliorare lo stoccaggio del carbonio, ridurre il consumo energetico e accrescere l’efficienza dei fertilizzanti.

Innovazione e Ict
La presidenza cinese del G20 ha annunciato il proprio impegno nei settori dell’innovazione, della ricerca e dell’uso delle Ict (Information and communication technologies).
Tra quest’anno e il prossimo, in particolare, il programma europeo Horizon 2020 sosterrà progetti con un budget fino a 30 milioni di euro, legati all’Internet of Things ed alla Smart Agriculture. Inoltre, le tecnologie agricole di precisione hanno il potenziale per contribuire a soddisfare l’aumento della domanda globale di prodotti alimentari, garantendo nel contempo la sostenibilità della produzione primaria, sulla base di un approccio più efficace dal punto di vista delle risorse per la gestione della produzione.

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Fonte: Agronotizie

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Tag: innovazione unione europea sostenibilità cambiamenti climatici

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