Un'etichetta per il benessere animale

Se ne è discusso all'ultima riunione del Consiglio dei ministri agricoli della Ue. Fra i temi affrontati anche quello della nuova Pac

Angelo Gamberini di Angelo Gamberini

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Il dibattito fra i ministri europei dell’Agricoltura ha messo in evidenza la divisione su molti temi di politica agricola
Fonte foto: Redvers

Benessere animale, protezione degli animali utilizzati a fini scientifici e poi semplificazione della Pac e sviluppo rurale. Sono questi alcuni degli argomenti affrontati durante l'ultimo Consiglio dei ministri agricoli, il quarto che si è svolto durante i sei mesi, ora al termine, della presidenza svedese della Ue. A proposito di benessere animale, il Consiglio ha discusso le considerazioni giunte sul tavolo dei ministri agricoli da parte della Commissione. Punto centrale l'etichettatura dei prodotti di origine animale ottenuti in allevamenti che adottano misure atte a garantire le migliori condizioni per gli animali presenti.  Un'etichetta, quella proposta per il benessere, che ricalca per alcuni aspetti quella già messa a punto a livello europeo per i prodotti biologici. Partendo dalla constatazione che i consumatori vorrebbero maggiori informazioni in merito al benessere degli animali rispetto ai prodotti acquistati, la discussione ora si sposta sullo studio di indicatori standardizzati del benessere animale che consentano una valutazione oggettiva, di facile e immediata comprensione da parte degli stessi consumatori. Si è anche parlato di protezione degli animali utilizzati negli esperimenti scientifici, argomento per il quale è in atto una procedura di co-decisione nei confronti della quale il Parlamento ha dato il suo parere favorevole già nello scorso mese di maggio.

 

Verso la nuova Pac

Prendendo spunto dai documenti predisposti dalla Commissione, il Consiglio dei ministri agricoli ha poi spostato la sua attenzione sulle proposte in tema di semplificazione della politica agricola comunitaria (Pac). Sul tavolo ci sono ben 39 proposte, presentate da 16 Paesi. Segno di quanto il tema sia sentito in maniera trasversale, ma anche della difficoltà a trovare una soluzione in grado di accontentare tutti. Bisognerà dunque armarsi di pazienza per vedere una reale riduzione degli impegni burocratici che la Pac si trascina dietro. Nel frattempo è bene prestare attenzione a come evolverà nel prossimo futuro la Pac, altro argomento che è stato al centro delle discussioni del Consiglio.

 

Gli obiettivi e i pericoli

Il Commissario uscente Mariann Fischer Boel, ha ribadito quali sono gli obiettivi ai quali la Pac deve dare risposta e che sono, fra gli altri, agricoltura sostenibile, tutela della natura e sostegno allo sviluppo rurale, riducendo però l'attuale struttura e indirizzando gli aiuti all'innovazione e al progresso tecnologico, purché nel rispetto delle risorse naturali. Anche su questi argomenti la posizione dei diversi Paesi non è univoca (alcuni puntano, ad esempio, sull'ambiente, altri sull'innovazione tecnologica) il che lascia intendere che il dibattito sulla riforma della Pac proseguirà nei prossimi mesi non senza difficoltà. E sarà bene prestare molta attenzione perché l'esito potrebbe essere quello proposto e sostenuto da alcuni Paesi del Nord Europa (come Gran Bretagna, Svezia, Danimarca) che vogliono chiudere i rubinetti per l'agricoltura. Altri Paesi, fra i quali l'Italia e la Francia, sostengono invece che senza sostegni l'agricoltura di qualità è destinata a soccombere sotto la spinta dei mercati mondiali, dove la competizione si fa solo sull'abbassamento dei prezzi (spesso a scapito  della qualità) e sull'omologazione dei gusti.

 

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Fonte: Agronotizie

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