Cetriolo, simbolo dell'estate

In Italia il trend è negativo, sia per consumi che per produzione, ma il settore punta su innovazione e operazioni di mercato per rilanciarsi

Lorenzo Cricca di Lorenzo Cricca

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Dal 2017 al 2008 il trend del cetriolo in Italia è negativo: -3% per superfici coltivate e -14% per quintali prodotti
Fonte foto: © Krzys16 - Pixabay

Il cetriolo è tra i simboli della cucina estiva, perchè fresco, nutritivo e dissetante. Nel 2017, in base ai dati di Ismea-Nielsen, il suo consumo in Italia è rimasto più o meno stabile rispetto all'anno precedente mentre i prezzi medi al dettaglio sono calati del 0,5% (passando da 1,43 euro/kg nel 2016 a 1,42 nel 2017). Ma è un frutto o un ortaggio? Dal punto di vista botanico è un ortaggio a frutto carnoso, detto peponide. Esso si sviluppa dall'ovario infero pluricarpellare del fiore e si presenta con epicarpo e mesocarpo carnosi fusi tra di loro ed endocarpo unito alle placente, contenenti i semi, solitamente deliquescente a maturità.

Al di là di tutto questo il cetriolo mantiene un certo fascino sul consumatore ed una certa dinamicità positiva rispetto ai mercati. Anche per questo motivo nel 2017 il 14 giugno si è svolta la prima giornata mondiale del cetriolo. E quest'anno si terrà la seconda edizione. Il World cucumber day nasce da un'iniziativa di marketing della Hendrick’s Gin, il celebre distillato scozzese che tutti conoscono per le sue spiccate note aromatiche dovute a un’infusione di rosa e cetriolo.
 

IL CETRIOLO
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Ormai non c’è giorno in cui non si trovi lungo il calendario una giornata mondiale di qualche cosa. Anzi a volte ci sono persino giornate che si accavallano e si pestano i piedi, passando 'dal sacro al profano'.
"La partenza delle iniziative - riporta The Hendrick's Gin Distillery Ltd in una nota - è stata il 30 maggio con l'inaugurazione a Milano dell'Hendrick’s Cucumber Garden di Milano, che resterà in attività fino al 3 giugno. Per quanto riguarda Roma, invece, l’Hendrick’s Cucumber Garden sarà aperto dal 6 al 10 giugno al Satyrus Temporary Bar. Ognuna delle due strutture sarà il fulcro pulsante della manifestazione e ospiterà un esperto botanico, che spiegherà tutte le caratteristiche di Sua Maestà il cetriolo. Oltre, naturalmente, a farvi conoscere alcune nuove specie di cetriolo ormai rare ed introvabili. E non è finita qui: dal 30 maggio al 14 giugno, infatti, sarà possibile trovare in venti cocktail bar selezionati delle due città, la cocktail list dedicata all’evento, composta di cinque Hendrick’s Special Cocktails".
 

Per invertire un trend

Nel 2017 in Italia sono stati coltivati 53.901 ettari tra pieno campo e serra per una produzione di 529.567 quintali. Rispetto al 2008 si evidenzia un calo del 3% per superfici coltivate e un calo del 14% per quintali prodotti. Le coltivazioni in pieno campo sono state di 1.264 ettari per una produzione di 186.639 quintali mentre in serra sono stati coltivati 52.637 ettari per una produzione di 342.928 quintali. Nel primo caso la leadership è della Puglia con 700 ettari circa e 76mila quintali mentre nel secondo è la Sicilia con 20.104 ettari ed una produzione di 104.910 quintali (Fonte dati Istat 2017).
 
Damasco, nuova varietà di cetriolo slicer di Enza Zaden
Damasco, nuova varietà di cetriolo slicer e 'bitter-free' di Enza Zaden
(Fonte foto: ©Enza Zaden)

L'innovazione varietale rappresenta un elemento di grande importanza, alla ricerca di un'inversione di trend. Due le tipologie di prodotto su cui Enza Zaden si è focalizzata: il lungo olandese (quella liscia prevalentemente consumata in Europa) e lo slicer partenocarpico (quella spinosa maggiormente diffusa in Italia).
"Il cetriolo è una delle specie di punta di Enza Zaden - spiega Mario Noviello, sales manager di Enza Zaden -. Da oltre 20 anni lavoriamo in questo settore per offrire un ampio assortimento di ibridi adatti ai differenti cicli produttivi ed alle svariate condizioni pedoclimatiche. Tra i nostri cavalli di battaglia ci sono Borja, Azabache, Incas, Sargon, Ekron. Cultivar affermate da anni sui mercati di tutta Europa e che continuano ad essere apprezzate dai produttori per le loro alte rese e per la qualità dei frutti prodotti".

In particolare il lavoro di miglioramento genetico si è concentrato su alcuni parametri: ampliamento del set di resistenze biotiche (sono già disponibili numerosi ibridi resistenti a Cysdv) ed abiotiche (per meglio adattarsi alle conseguenze del cambiamento climatico), migliore capacità di conservazione del colore verde scuro brillante durante tutta la fase del post-raccolta, creazione di varietà 'bitter-free' che non tendono a produrre frutti amari quando la pianta risulta svilupparsi in condizioni di stress.

"Recentemente - conclude Noviello - abbiamo introdotto due nuovi ibridi di slicer partenocarpico: Damasco F1 e Audax F1, entrambi completamente bitter-free. Il primo, adatto a coltivazioni primaverili ed estive, è una cultivar molto flessibile che si presta sia a coltivazioni precoci che a cicli lunghi. E' dotata di eccellente capacità di allegagione e con frutto mediamente spinoso. Il secondo, invece, è un prodotto fortemente innovativo: questa cultivar, adatta a coltivazioni primaverili, estive ed autunnali precoci, ed è caratterizzata da una pianta rustica ed estremamente sana, con fogliame verde scuro fino a fine ciclo.
Il frutto è estremamente attraente, di lunghezza media di 18-20 cm, con ottima spinosità e colore verde scuro brillante, con un’eccellente capacità di 'tenuta in pianta': anche si ritarda la raccolta di qualche giorno, il frutto non si allunga eccessivamente e conserva un aspetto fresco ed attraente".

 
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© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: innovazione varietale orticoltura mercati sostenibilità nutraceutica

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