Il Servizio Fitosanitario Nazionale nella sua pubblicazione del 6 giugno scorso ha sancito lo stato di emergenza fitosanitaria per la vite e la patata, proponendo chlorpyriphos-methyl per la lotta obbligatoria contro il vettore della flavescenza dorata della vite e 1,4-dimethylnaphthalene come antigermoglio patate.

 

Vediamo più in dettaglio di cosa si tratta.


Chlorpyriphos-methyl per la lotta obbligatoria al vettore della flavescenza dorata della vite.

 

Indubbiamente la decisione è di quelle che lascia il segno: a soli tre anni dal mancato rinnovo dell'approvazione Ue, il celebre fosforganico chlorpyriphos-methyl viene proposto dal Servizio Fitosanitario Nazionale per l'impiego in emergenza contro lo Scaphoideus titanus, vettore della flavescenza dorata della vite, vero e proprio flagello per il quale moltissime regioni italiane hanno previsto quest'anno la lotta obbligatoria, seguendo le direttive del regolamento 2019/2072 sugli organismi nocivi per le coltivazioni europee.

 

Le misure appena adottate nelle varie regioni prevedono almeno due trattamenti insetticidi obbligatori nelle zone interessate dalla malattia e a volte sanzioni amministrative che ad esempio nel Veneto vanno da 1000 a 6000 euro di multa.

 

La "chiamata alle armi" del fosforganico, se verrà confermata (vedi avvertenza alla fine dell'articolo) permetterà di aggiungere un meccanismo di azione alla gamma di sostanze attive previste dai vari provvedimenti di lotta obbligatoria, che ad esempio in Emilia Romagna prevedono microrganismi (Beauveria bassiana), piretrine/piretroidi (piretrine, etofenprox, lambda-cialotrina, acrinatrina, tau-fluvalinate, deltametrina), olio essenziale di arancio dolce, azadiractina, neonicotinoidi (acetamiprid), butenolidi (flupyradifurone), sali potassici degli acidi grassi.

 

Poiché la lotta obbligatoria prevede normalmente trattamenti abbastanza lontano dalla vendemmia (ad esempio in Emilia Romagna il secondo trattamento va effettuato entro il 31 luglio), non dovrebbe essere un problema insormontabile l'attuale limite massimo di residui sulle uve, che per il fosforganico il regolamento 2020/1085 ha fissato al limite inferiore di determinazione analitica (0,01 mg/kg), anche se l'impresa coinvolta nell'istanza dovrà sicuramente presentare apposita documentazione per dimostrare il rispetto di questi drastici limiti.

 

In realtà la procedura Ue per l'autorizzazione degli impieghi di emergenza prevede anche la possibilità di innalzamenti temporanei del limite di residuo, qualora si riesca a dimostrare che ciò non comporta rischi per il consumatore, ma probabilmente non ce ne sarà bisogno.


Antigermoglio patate, ma si può?

Il mancato rinnovo dell'approvazione UE del chlorpropham, avvenuta nel 2019, ha lasciato un vuoto importante nel segmento dei trattamenti antigermoglio patate, tale che il Servizio Fitosanitario Nazionale ha proposto la sostanza attiva 1,4-dimethylnaphthalene per la risoluzione dell'emergenza, che normalmente ai fitoregolatori viene concessa solo dietro presentazione di solide motivazioni da parte del portatore di interesse.

 

La sostanza in questione è approvata nella Ue, con autorizzazioni in Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Repubblica Ceca, Germania, Danimarca, Spagna, Francia, Croazia, Irlanda, Lituania, Lussemburgo, Lettonia, Olanda, Polonia, Romania e Svezia ma non in Italia. In questo caso l'approvazione non dovrebbe incontrare troppi problemi, essendo da tempo fissato un congruo limite massimo di residuo (15 mg/kg) per la sostanza.


Consueto avviso per i lettori

Affinché queste soluzioni di emergenza possano essere utilizzate in campo si dovrà aspettare la pubblicazione di un decreto del Ministero della Salute che le autorizza per un periodo di 120 giorni, come previsto dall'articolo 53 del citato regolamento 1107/2009. Ricordiamo che il confronto delle soluzioni disponibili per la risoluzione delle emergenze fitosanitarie deve in primis tenere conto dell'eventuale disponibilità di prodotti autorizzati e della percorribilità di alternative non chimiche.


Non sempre la segnalazione di un'emergenza porta automaticamente all'autorizzazione: le aziende produttrici devono infatti presentare domanda di autorizzazione per emergenza fitosanitaria, corredata dai dati sperimentali per dimostrare l'efficacia e la sicurezza del prodotto per l'uomo e l'ambiente.


Approfondimenti per studiosi, addetti ai lavori o semplicemente curiosi