Mosca dell'olivo, dieci trucchi per usare correttamente Spintor fly

Dopo l'addio al dimetoato, l'impiego dell'insetticida spinosad abbinato ad una esca attrattiva risulta una delle migliori armi di difesa contro la mosca dell'olivo. Sul suo utilizzo tuttavia gli agricoltori hanno molti dubbi. Ecco allora dieci consigli per non sbagliare

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

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Esemplare femmina di Bactrocera oleae
Fonte foto: Antonio Belcari

Dall'ottobre dello scorso anno l'impiego del dimetoato per il controllo della mosca dell'olivo (Bactrocera oleae) è vietato. Per gli olivicoltori italiani si tratta di una perdita importante in quanto su questa sostanza attiva si basava la strategia di difesa delle aziende convenzionali.
 
Difendere efficacemente gli impianti dalla mosca è comunque possibile. In questo articolo abbiamo fatto una carrellata dei metodi oggi disponibili, che vanno dall'impiego di altre sostanze attive larvicide (acetamiprid e fosmet), all'uso di trappole massali, passando per l'applicazione di polveri di roccia (come il caolino) e di prodotti rameici.
 
Una delle tecniche maggiormente utilizzate è l'impiego di spinosad, un insetticida di origine biologica, unito ad esche attrattive per la mosca. L'insetto viene attirato dall'esca ed ingerendola assume la sostanza attiva che devitalizza l'esemplare in poco tempo. In commercio esistono oggi due prodotti a base di spinosad autorizzati anche in biologico su olivo contro B. oleae: Spintor fly di Corteva (detentore del brevetto) e Syneis fly, distribuito da Chimiberg.

Spinosad è una sostanza attiva scoperta più di venti anni fa nei laboratori della Ely Lilly ad Indianapolis che viene sintetizzata dal batterio Saccharopolyspora spinosa. Spinosad agisce sul sistema nervoso della maggior parte degli insetti dannosi (lepidotteri, coleotteri, ditteri, imenotteri, etc.) determinando uno stato di costante sovreccitazione che porta l'insetto alla morte.

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Il ruolo del timing nelle applicazioni

Se con l'impiego del dimetoato la strategia di difesa dell'oliveto era di tipo curativo (o larvicida), si interveniva cioè dopo l'ovideposizione per uccidere le larve, con la sua revoca si è passati forzatamente ad un approccio preventivo. Si deve cioè impedire l'ovideposizione scoraggiando la femmina dal deporre l'uovo nella drupa (usando ad esempio le polveri di roccia) oppure eliminando gli esemplari adulti (approccio adulticida).

A) Femmina. Si noti la tipica colorazione grigio plumbea del torace con lo scutello biancastro, le ali con la maculatura scura nella parte apicale, le altrettanto tipiche maculature brunastre dell'addome, nonché il caratteristico ovopositore. B) Maschio. In evidenza la differente conformazione dell'addome
A) Femmina. Si noti la tipica colorazione grigio plumbea del torace con lo scutello biancastro, le ali con la maculatura scura nella parte apicale, le altrettanto tipiche maculature brunastre dell'addome, nonché il caratteristico ovopositore. B) Maschio. In evidenza la differente conformazione dell'addome
(Fonte foto: "La mosca delle olive" di Antonio Belcari)

Nell'approccio preventivo devono essere predisposte in campo delle trappole cromotropiche di colore giallo. Sulla colla andranno a posarsi prima gli esemplari maschi (che in questa specie sfarfallano per primi) e poi le femmine. Quando avviene la cattura delle femmine (riconoscibili dalla presenza dell'ovidepositore, vedi foto) occorre iniziare a trattare con il prodotto in modo da intervenire prima che avvenga l'accoppiamento e l'ovideposizione.


Dieci consigli sull'impiego di spinosad

L'impiego di agrofarmaci a base di spinosad richiede una tecnica e delle cure che differiscono dall'impiego tradizionale degli insetticidi. Per trattare 1 ettaro di oliveto occorre diluire 1-1,2 litri di prodotto in 4 litri di acqua (come da etichetta). La miscela fitoiatrica deve poi essere applicata o con irroratori a spalla oppure tramite l'impiego di particolari attrezzature montabili su trattori, quod o altri mezzi.

L'applicazione deve avvenire a "macchie" e non in maniera continua. Non è insomma la classica nebulizzazione. Le gocce devono essere grosse, di diametro di circa 4 millimetri e la "macchia" deve essere di circa 30-40 centimetri di diametro. L'applicazione, a file alterne, deve essere effettuata sulla parte alta della chioma (indicativamente tra 1,5 e 2,5 metri dal suolo). Come riportato in etichetta "gli ugelli a cono con orifizi D2- D5, senza piastrina vorticatrice interna e gli ugelli regolabili sono in grado di ottenere il tipo di applicazione desiderata".

Molti olivicoltori hanno però ancora dei dubbi riguardo l'impiego di spinosad nel contrasto della mosca dell'olivo. Diamo dunque dieci semplici consigli per effettuare un trattamento a regola d'arte.

Timing. Come ricordato occorre procedere all'applicazione dei prodotti a base di spinosad quando sulle trappole cromotropiche viene rilevata la presenza di esemplari femmine in numero crescente nel tempo. Dopo la prima cattura è bene monitorare la trappola e nel caso vi sia un incremento consistente in poco tempo è necessario intervenire. Non basta insomma la presenza di una femmina, ma ci deve essere una curva crescente nell'arco di pochi giorni.

Femmine (cerchi rossi) e maschio privo di capo (cerchio azzurro) catturati sulla trappola cromotropica
Femmine (cerchi rossi) e maschio privo di capo (cerchio azzurro) catturati sulla trappola cromotropica
(Fonte foto: "La mosca delle olive" di Antonio Belcari)

Oltre alle trappole dentro l'oliveto è bene posizionarne qualcuna anche all'esterno, ad esempio nel corpo aziendale. Queste trappole servono a conoscere lo stato di efficacia del prodotto in campo. Se nell'oliveto non ci sono catture mentre al di fuori ce ne sono significa che l'esca è attiva e protegge l'oliveto. Se invece non ci sono catture né dentro né fuori significa che la pressione della mosca nell'areale è bassa e si può non trattare. Infine se avvengono catture sia dentro che fuori l'oliveto significa che l'esca non è più attrattiva e occorre rinnovarla.

Pressione dell'insetto. È falso il luogo comune che i prodotti a base di spinosad vadano utilizzati quando la pressione della mosca è bassa, mentre sono inefficaci in situazioni di alte popolazioni. Il metodo è efficace anche con pressioni elevate, ma in questi casi occorre che l'applicazione avvenga a regola d'arte e che il prodotto venga rinnovato spesso, non appena la sua efficacia diminuisce.

La mosca del vicino. Le esche attirano gli adulti di B. oleae anche dalle immediate vicinanze dell'oliveto. Se ne consiglia dunque l'uso su impianti estesi, oppure su oliveti piccoli purché l'applicazione avvenga in maniera corretta e senza lasciare vuoti di difesa tra un trattamento e l'altro. Per i piccoli produttori di una stessa area l'ideale sarebbe coordinarsi per effettuare una lotta di comprensorio.

Piogge. La pioggia è nemica dello spinosad. Primo perché il prodotto viene dilavato con pochi millimetri di acqua, in secondo luogo perché quando l'esca si bagna si innescano processi di degradazione che ne annullano in poco tempo (specie se con temperature elevate) l'attrattività.

Dunque se il meteo prevede imminenti piovaschi è meglio rimandare l'applicazione a quando le foglie si saranno asciugate. Nel caso in cui invece il prodotto sia stato dilavato occorre procedere con una nuova applicazione. Nel dubbio è sempre bene guardare le trappole per capire se la copertura è ancora efficace.

Adesivanti. Non si devono impiegare prodotti adesivanti in miscela con Spintor fly. Inoltre è bene che il prodotto sia applicato sulle foglie verdi, anche non di olivo (ad esempio su alberi nelle immediate vicinanze), poiché la mosca si alimenta solo sul fogliame verde. Quindi niente applicazioni su tronchi, pali, rami secchi, muretti e simili.


Sesto d'impianto. I prodotti devono essere applicati "a macchia" e a file alterne, avendo cura di irrorare anche tutte le piante del perimetro. Nei sesti d'impianto non regolari va invece applicato a scacchiera, una pianta sì e una no. In oliveti superintensivi invece occorre applicarlo in maniera continua su una banda della parete fogliare, una fila sì e una no. Il trattamento successivo dovrebbe essere fatto sulle piante non trattate precedentemente.

Precauzioni. Il prodotto ha otto giorni di carenza e deve essere usato a sette-dieci giorni di distanza tra una applicazione e l'altra, per un massimo di otto trattamenti l'anno (si contano anche i trattamenti che non sono andati a buon fine a causa del dilavamento causato da piogge). Si deve usare l'intervallo di tempo più basso (sette giorni) e la dose maggiore (1,2 litri/ettaro) quando la pressione dell'insetto è maggiore o le drupe si trovano in uno stadio di particolare suscettibilità (fasi finali di maturazione).

Temperature. L'azione di spinosad non viene influenzata dalle temperature atmosferiche, tuttavia il caldo intenso velocizza la degradazione della sostanza attrattiva (composta da proteine e zuccheri). Se ne consiglia l'impiego la sera, quando fa fresco e la mosca è maggiormente attiva.

Selettività. I prodotti a base di spinosad hanno una selettività elevata, non sono quindi dannosi per l'entomofauna utile né per gli insetti pronubi, come api e bombi. Possono dunque essere impiegati nelle vicinanze di frutteti o campi di orticole.

Miscibilità. Spinosad non deve essere miscelato ad altri agrofarmaci. Primo perché la metodologia di applicazione è unica nel suo genere. Secondo perché altri agrofarmaci, come quelli a base di rame, hanno una azione repellente nei confronti di B. oleae che scoraggia la mosca dall'alimentarsi della miscela insetticida.

A questi consigli aggiungiamo una curiosità. Per il tipo di applicazione particolare i prodotti a base di spinosad troverebbero nell'impiego del drone uno strumento ideale. I velivoli senza pilota riescono infatti a portare in aria con facilità carichi ridotti (come i 5 litri della miscela), inoltre possono applicare il prodotto con precisione e in maniera automatica, seguendo piani di volo prestabiliti. Il tutto senza causare deriva e dosando la miscela con estrema precisione. Tuttavia la normativa italiana vieta ancora l'impiego di velivoli (era in origine pensata per gli elicotteri).
 
Questo articolo è stato modificato dopo la publicazione nella parte riguardante l'applicazione a "macchie" e il sesto d'impianto

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Fonte: Agronotizie

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Tag: difesa olivicoltura insetticidi video Trappole mosca delle olive

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