Bioagrofarmaci, Ibma, Copa e Cogeca: "Aumenta la domanda, ma sistema normativo troppo lento"

Ieri, all'evento organizzato da Giovanni La Via e Pavel Poc, è intervenuto il presidente Ibma, Willem Ravensberg: "Sviluppare un sistema rapido e diretto, che comprenda un processo di approvazione preliminare"

Questo articolo è stato pubblicato oltre 4 anni fa

Scopri tutte le notizie aggiornate sull'agricoltura, puoi trovarle con la ricerca articoli.

ibma-copa-cogeca.jpg

Un momento dell'evento

Insieme all'Ibma, il Copa e la Cogeca hanno sottolineato i benefici legati all'uso di bioagrofarmaci sulle colture in occasione di un evento organizzato da Giovanni La Via e Pavel Poc ieri, ma hanno avvertito che il sistema normativo per l'approvazione dei prodotti è troppo lento, mettendo alcune importanti derrate alimentari a rischio.
 
Prendendo la parola all'evento, il presidente dell'Ibma (Associazione mondiale dei produttori di mezzi tecnici per il controllo biologico) Willem Ravensberg ha affermato: "La domanda per l'utilizzo di bioagrofarmaci sta crescendo notevolmente, in quanto si tratta di prodotti più rispettosi dell'ambiente, a più basso rischio e più sostenibili di qualsiasi altro prodotto fitosanitario. Tutte le società attive nell'industria fitosanitaria europea producono bioagrofarmaci. Ma il grosso problema che ne ostacola la diffusione è il sistema di regolamentazione eccessivamente burocratico a livello europeo e la lunga procedura di approvazione. C'è anche una lista di attesa di quasi due anni per la registrazione dei prodotti. Bisogna sviluppare un sistema rapido e diretto, che comprenda un processo di approvazione preliminare, cosicché i prodotti possano accedere più velocemente al mercato".
 
Luc Peeters, presidente del gruppo di lavoro "Questioni fitosanitarie" del Copa-Cogeca ha segnalato: "Senza trattamenti, il 30-40% delle derrate alimentari andrà perduto. Considerato che la domanda alimentare dovrebbe aumentare finanche del 60% entro il 2050, è essenziale che gli agricoltori abbiano una gamma di strumenti efficaci e sostenibili, con agrofarmaci a basso rischio, per potersi occupare in maniera efficace di organismi nocivi e fitopatie. Occorre che tali strumenti siano in grado di combattere nel contempo gli attuali organismi nocivi, le malattie e le altre problematiche emergenti".
 
"Al momento, sono state approvate a livello europeo solo 3 sostanze attive a basso rischio e 4 sostanze di base. Il che non è ancora abbastanza. La situazione è particolarmente inquietante per alcune colture come ortofrutticoli, cereali, semi, fiori e piante la cui produzione è minacciata, a meno che non si trovino soluzioni ad hoc. Di conseguenza esortiamo i decisori politici dell'Ue a introdurre una procedura di approvazione rapida per le nuove sostanze attive a basso rischio, al fine di garantire derrate alimentari di qualità, sufficienti a nutrire una popolazione in crescita", ha affermato.  
 
Nella stessa occasione, Rio Praaning Prawira Adiningrat, segretario generale della Public advice international foundation, ha presentato i risultati di un'inchiesta secondo la quale la maggior parte dei consumatori sarebbe a favore degli agrofarmaci a basso rischio
 
In conclusione, Giovanni La Via, presidente della Commissione per l'ambiente del Parlamento ha affermato: "Abbiamo bisogno di un procedimento più semplice e più breve per l'autorizzazione degli agrofarmaci a basso rischio, il cui utilizzo va incrementato". Pavel Poc ha promesso di aggiungere l'argomento all'ordine del giorno della riunione di ottobre/novembre dell'intergruppo Cambiamento climatico, sviluppo sostenibile e biodiversità, di cui è il presidente.

Ti è piaciuto questo articolo?

Registrati gratis

alla newsletter di AgroNotizie
e ricevine altri

Unisciti ad altre 196.419 persone iscritte!

Leggi gratuitamente AgroNotizie grazie ai Partner