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Il cruccio del contoterzista: come rientro degli investimenti in innovazione?

Contoterzisti a raccolta a Bologna per parlare di innovazione, Pac e sostenibilità. E soprattutto di come rendere gli investimenti in nuove macchine remunerativi

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

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I contoterzisti italiani si sono riuniti a Bologna per parlare di innovazione e sostenibilità
Fonte foto: © Creaturart - Fotolia

I contoterzisti sono di fondamentale importanza per lo sviluppo di un'agricoltura innovativa e sostenibile, ma l'attuale crisi dei prezzi in cui versa gran parte del settore agricolo rende l'investimento in agricoltura 4.0 difficilmente ripagabile. E' questo l'elemento principale emerso dal convegno organizzato da Uncai a Fico dal titolo 'Contoterzisti e agricoltori: una nuova era tecnologica per fare impresa'.

"Dispiace che ad un evento come questo, in cui si delinea il futuro dell'agricoltura italiana, nessuno al ministero dell'Agricoltura abbia trovato il tempo per partecipare, nonostante i nostri numerosi inviti. Prendiamo atto dell'interesse". Con una frecciatina al nuovo inquilino del Mipaaft Aproniano Tassinari, presidente Uncai, ha aperto l'evento.

"In un contesto di sviluppo tecnologico velocissimo, in cui le soluzioni disponibili sono sempre più varie, al contoterzista è riconosciuto da tutti l'importante ruolo di portare nelle piccole aziende agricole le innovazioni. E' altrettanto vero però che questa innovazione deve essere remunerata per essere sostenibile”.


Dall'Europa sempre meno risorse

Se da un lato dunque gli attori della filiera riconoscono ai contoterzisti un importante ruolo, dall'altro lato i conti faticato a tornare a fine mese. Ad esempio per il fatto che le società contoterzi non possono accedere ai bandi del Psr. "E' una situazione che non penso sia destinata a cambiare nel breve periodo. A Bruxelles si ritiene che i destinatari degli aiuti Pac debbano essere solo le aziende agricole, mentre i contoterzisti ne beneficiano solo in via indiretta essendo pagati dagli agricoltori stessi", spiega Simona Caselli, assessore all'Agricoltura dell'Emilia Romagna.

"In tutta onestà le prospettive del settore non sono rosee. La proposta di bilancio presentata dalla Commissione europea prevede un taglio pesante dei contributi Pac. Si va dal 5-10% del Primo pilastro, cioè gli aiuti diretti, fino al 17-25% del Secondo pilastro, i Piani di sviluppo rurale".

Insomma, da Bruxelles nel breve periodo non ci si possono aspettare risorse. Mentre qualcosa potrebbe delinearsi a livello nazionale. L'iper-ammortamento ha infatti dato una boccata di ossigeno a molte aziende e, suggerisce l'assessore, le associazioni di categoria dovrebbero far sentire la propria voce a Roma affinché le società contoterzi agricole siano mantenute tra i destinatari di questo tipo di aiuti.


Contoterzista sempre più centrale nell'agricoltura 4.0

Oggi l'agricoltura sta vivendo una fase di profondo mutamento. Da un lato c'è una domanda sempre maggiore di prodotti agricoli, dall'altro lato però i prezzi di molte derrate alimentari lasciano poco margine agli agricoltori. A questo va a aggiunta la forte spinta verso un agricoltura sostenibile avanzata da Unione europea e consumatori. L'agricoltura 4.0, intesa come l'utilizzo di strumenti digitali e di attrezzature a rateo variabile, è la chiave per risolvere il rompicapo di produrre di più, meglio e abbattendo i costi. Ma mentre negli Stati Uniti o nel Nord dell'Europa il precision farming è ormai decollato, in Italia stenta a partire.

Il problema (o il punto di forza) e che la nostra è una agricoltura altamente specializzata, in cui le tecnologie sviluppate al di là dell'Atlantico mal si adattano ai nostri areali. Inoltre abbiamo un tessuto imprenditoriale fatto di piccole aziende condotte da agricoltori ormai attempati. In questo scenario il contoterzista è probabilmente l'unico a poter affrontare l'acquisto di macchine sempre più costose e complesse sfruttando l'economia di scala.

Giuliano Oldani, consigliere Uncai, lancia la proposta di prevedere che i fondi dei Psr possano essere utilizzati dagli agricoltori per pagare i contoterzisti che applicano soluzioni innovative. "Una cosa è certa, i dati sono la vera ricchezza dell'agricoltura moderna. Presto o tardi anche gli agricoltori lo capiranno e noi dobbiamo essere pronti ad offrire servizi innovativi per continuare a lavorare proficuamente a fianco degli agricoltori".

All'evento ha preso parte anche Angelo Frascarelli, dell'Università di Perugia, che ha illustrato i vantaggi che anche le piccole aziende agricole possono trarre dall'utilizzo dell'agricoltura di precisione. Mentre Paolo De Castro, primo vicepresidente della Commissione Agricoltura al Parlamento europeo, ha illustrato le prospettive del settore da un punto di vista europeo.
 

Parola chiave: valorizzare il made in Italy

Una cosa su cui tutti si sono trovati d'accordo è il fatto che le produzioni agroalimentari italiane sono tra le migliori al mondo in termini di qualità e sicurezza. L'obiettivo deve essere dunque non puntare su commodities, il cui prezzo è determinato da logiche di mercato globali, quanto puntare su prodotti di qualità per soddisfare le esigenze della classe media mondiale. "I cinesi hanno fatto passi avanti incredibili dal punto di vista tecnologico, ma i nostri prodotti continuano ad essere migliori. Dobbiamo solo trovare il modo di soddisfare le esigenze di questi nuovi consumatori", ha raccontato dal palco Carlo Lambro, brand president di New Holland, che proprio pochi giorni fa ha presentato un nuovo concept di motore, in grado di auto diagnosticare malfunzionamenti e di avvertire l'operatore della necessità di manutenzione.

E proprio per valorizzare le eccellenze italiane, rese possibili anche dal contributo dei contoterzisti, l'Accademia nazionale di agricoltura ha lanciato la proposta di una sorta di bollino di qualità per quelle aziende agricole e agroalimentari che valorizzano i prodotti nazionali nel rispetto dei lavoratori e della sostenibilità ambientale.

"Offrendo servizi contoterzi, un'impresa agromeccanica ha una responsabilità sociale e deve adottare un comportamento etico", ha dichiarato Giorgio Cantelli Forti, presidente dell'Accademia nazionale di agricoltura. "Sulla base di questo e sulla base del necessario rispetto di tutte le norme in materia di sicurezza e di lavoro, è necessario instaurare un rapporto corretto con l'ambiente e con le persone e, più in generale, essere un soggetto positivo per il contesto economico e sociale dove si trova a operare".
 

La revisione al centro delle preoccupazioni dei contoterzisti

In una conferenza che ha avuto al centro della discussione trattori e macchine agricole non si poteva non parlare della revisione. Durante Eima 2018 il ministro dell'Agricoltura ha confermato che entro fine anno i decreti attuativi relativi a questa materia saranno approvati. E dunque a partire dal 2019 potrebbe iniziare quel percorso di revisione che ha come obiettivo principale quello di ridurre le morti e gli infortuni nelle aziende agricole, come sottolineato da Alessandro Malavolti, presidente di FederUnacoma.

"Ogni anno in Italia muoiono cento agricoltori mentre lavorano sul trattore ed altri ancora rimangono gravemente feriti. E' una situazione a cui dobbiamo dire basta. In Germania, dove il numero dei decessi era simile a quello italiano, sono stati ridotti drasticamente dopo l'introduzione della revisione obbligatoria", ha spiegato Vincenzo Laurendi dell'Inail.

A conclusione della giornata l'Unione nazionale contoterzisti (Uncai) e l'Unione nazionale dei commercianti di macchine agricole (Unacma) hanno siglato un protocollo d'intesa per il riconoscimento delle officine certificate della rete Unacma Roc (Rete officine certificate). "L'obiettivo è farsi trovare pronti al momento dell'emanazione dei decreti attuativi che dovrebbero dare il via alla revisione delle macchine agricole e offrire in questo modo ai contoterzisti indirizzi sicuri ai quali rivolgersi", ha detto il presidente Tassinari al momento della forma del protocollo.


Il momento della firma
(Fonte foto: Uncai)

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