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Revisione, forse ci siamo

Duecento agricoltori muoiono ogni anno a causa (anche) di trattori obsoleti. FederUnacoma chiede che i decreti attuativi relativi alla revisione siano approvati il prima possibile e Centinaio assicura: "Firmerò entro l'anno"

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

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Il ministro Centinaio ha annunciato la firma dei decreti attuativi entro fine anno
Fonte foto: © Waring D - Fotolia

Nelle imprese agricole italiane ci sono circa 1,75 milioni di trattori. Un numero impressionante, che ci pone terzi nella classifica globale (dopo Usa e Giappone). Ma abbiamo anche un altro record, quello delle macchine più vecchie. L'età media delle trattrici è di trenta anni, mentre quelle ancora più longeve sono circa 680mila (Fonte Unacma). E non è raro vedere in campagna trattrici con quaranta o cinquanta anni sulle spalle. "Chi di noi andrebbe in giro con una automobile così vecchia?", si è chiesto Alessandro Malavolti, presidente di FederUnacoma, durante il convegno interno ad Eima dedicato al lancio del Progetto Sicurezza voluto della Federazione.

Sicurezza che fa rima con revisione. Firmato il decreto ministeriale del 20 maggio 2015 che impone la revisione obbligatoria dei trattori (per verificarne l'idoneità a circolare e la sicurezza per l'operatore), il secondo decreto attuativo non è mai arrivato. Tre anni e mezzo in cui gli agricoltori hanno vissuto il paradosso di trovarsi fuorilegge, ma nell'impossibilità di mettersi in regola.
 

Revisione, scontro Centinaio-Malavolti

In visita ad Eima il ministro Gian Marco Centinaio ha rassicurato tutti: "Sul fronte della revisione contiamo di arrivare in tempi brevi ai decreti attuativi. Spero si possa chiudere entro l'anno". Parole importanti, che però arrivano alla fine di uno scontro senza precedenti tra il ministro e Malavolti. Il presidente di FederUnacoma aveva infatti stigmatizzato il titolare del Mipaaft per non essere presente ad Eima. Critiche rispedite al mittente da Centinaio che è arrivato giovedì 8 novembre, ma solo perché il suo viaggio in Cina era stato cancellato a causa del voto di fiducia in Senato sul decreto Sicurezza.

Tutto è bene quel che finisce bene? Non proprio, perché superate le frizioni tra Mipaaft e FederUnacoma c'è da capire come effettuare concretamente le centinaia di migliaia di revisioni necessarie a mettere in sicurezza il parco trattori italiano.

Il ministero dell'Agricoltura, insieme a quello dei Trasporti, della Salute e all'Inail, dovranno necessariamente trovare la quadra per identificare sul territorio le officine in grado di verificare i requisiti minimi per la circolazione dei mezzi (presenza di luci e segnaletica, freni e sterzo funzionanti, etc.) e per la sicurezza dell'operatore (innanzitutto cinture di sicurezza e roll bar).
 

Emergenza infortuni in campo

Il numero di morti in campagna è da emergenza. "Ogni anno si contano duecento morti e quattrocento feriti gravi. La metà degli incidenti mortali avviene su un trattore, e di questi tre quarti sono dovuti al ribaltamento del mezzo", ha snocciolato i numeri Malavolti. "Dobbiamo lavorare sulla cultura della sicurezza e far capire agli agricoltori che semplici accorgimenti, come il roll bar, ti salvano la vita".

Il punto di riferimento in termini di revisione e sicurezza deve essere la Germania. "Lì i morti per ribaltamento ogni anno sono una decina, questo perché ormai da anni la revisione è obbligatoria", ha spiegato Vincenzo Laurendi dell'Inail. "Ogni anno controlliamo oltre 10mila aziende agricole, ma con oltre un milione di imprese il lavoro è arduo".

Un parco macchine enorme e vecchio, sommato ad un basso turnover (solo 19mila trattori immatricolati nel 2017) rendono la revisione necessaria. Certo, per molte aziende agricole questo significa rottamare dei mezzi, ma è l'intero settore che sta andando verso una maggiore efficienza e sicurezza dei mezzi. Basti pensare che la Mother Regulation europea prevede la revisione delle macchine nuove dopo quattro anni dall'immatricolazione (per i veicoli con velocità di progettazione superiore a 40 chilometri orari).
 

La campagna di FederUnacoma per la sicurezza

Gli incidenti sul lavoro sono causati in gran parte dalla presenza di trattori vecchi, inefficienti e poco sicuri. Ma anche dall'imperizia degli agricoltori stessi e dalle modifiche che vengono apportate alle trattrici in maniera artigianale in azienda. Per sensibilizzare gli agricoltori sul tema della sicurezza FederUnacoma ha lanciato la campagna 'Sicurezza in agricoltura. Amore per la vita'.
 

Progetto Sicurezza FederUnacoma Eima 2018
Il progetto sulla sicurezza di FederUnacoma ad Eima


"Le indagini sulle cause di infortuni rivelano come spesso la distrazione, la sottovalutazione dei rischi e l'eccessiva disinvoltura nelle operazioni siano fatali nel determinare gli eventi", si legge nell'opuscolo distribuito ad Eima. "E' da rilevare come gli agricoltori più esperti e più avanti con gli anni, risultino particolarmente esposti agli incidenti proprio a causa di una eccessiva familiarità con il mezzo e disinvoltura di utilizzo".

FederUnacoma ha in programma attività di sensibilizzazione, oltre ad aver aperto degli sportelli informativi dove gli agricoltori possono richiedere informazioni sulle procedure di revisione delle trattrici, sulle agevolazioni per l'acquisto di macchine nuove e il conseguimento del patentino.

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