L'irrigazione a goccia detta anche "microirrigazione" o "irrigazione localizzata" (in inglese drip irrigation) è un metodo di irrigazione che somministra a dosi ridotte acqua alle piante, sia depositando l'acqua sulla superficie del terreno contigua alla pianta o direttamente alla zona della radice con la subirrigazione. Questo avviene attraverso un sistema di tubi che comprende: filtri, valvole, condotte e vari tipi di gocciolatori. L'obiettivo è quello di massimizzare la produzione e di minimizzare l'utilizzo dell'acqua.

L'irrigazione a goccia utilizza, per distribuire l'acqua sulla superficie del terreno accanto alle piante, delle ali gocciolanti, cioè dei tubi nei quali sono inseriti dei gocciolatori. Le ali o linee gocciolanti possono essere rigide nel caso debbano durare più anni e pertanto destinate alle colture pluriennali come le arboree, o morbide, nel caso di utilizzo per le colture erbacee annuali come il campo di sedano e pomodoro da industria nella due foto.

Un sistema molto avanzato d'irrigazione a goccia, ancora poco diffuso, è la subirrigazione, che prevede l'interramento delle ali gocciolanti in modo che i gocciolatori si possano trovare a diretto contatto con l'apparato radicale e nello stesso tempo evitare l'intralcio dei tubi nel campo alle operazioni colturali.

L'irrigazione a goccia si sta diffondendo sia nelle colture erbacee che nelle coltivazioni arboree. Essa si sta diffondendo molto velocemente sia nelle aree dove la risorsa idrica è limitata perché consente di risparmiare acqua, ma anche in altre zone per il minor impiego energetico necessario al funzionamento delle pompe (a motore termico o elettrico) come anche perché con essa è possibile conseguire migliori risultati produttivi.

Brevi cenni storici
A parte piccole esperienze nel 1913 alla Colorado State University e negli anni venti e trenta con tubature fatte di tessuto poroso, è con l'avvento delle materie plastiche moderne, dopo la Seconda guerra mondiale, che si hanno dei grossi miglioramenti nella irrigazione a goccia. Microtubi costruiti in vari tipi di plastica e vari tipi di emissori gocciolanti cominciarono ad essere usati in Israele e negli Usa.

Materiali e componenti
I principali componenti degli impianti d'irrigazione a goccia sono: una fonte irrigua, una pompa che permettere di spingere l'acqua dalla fonte fino alla coltura da irrigare, una condotta di adduzione che porta l'acqua dalla fonte al campo che deve essere irrigato, un gruppo di regolazione e filtraggio che serve ad aprire chiudere l'impianto e prevenire le occlusioni dei gocciolatori, un tubo di testata che scorre lungo la testata dei campi e infine le ali gocciolanti, tubi su cui sono inseriti i gocciolatori, che trasportano l'acqua nelle immediate vicinanze delle piante. I sistemi di irrigazione a goccia possono essere azionati manualmente oppure da sistemi automatici che implicano un dosatore con valvole a controllo elettronico o idraulico.

Molti gocciolatori in commercio ad uso agricolo hanno al loro interno un micro sistema di filtraggio e di compensazione della pressione, ma questo non esclude automaticamente la necessità di filtraggio dell'acqua con un apposito gruppo di filtraggio posto a monte del tubo di testata. La necessità o meno di effettuare la filtrazione dell'acqua negli impianti a goccia comunque dipende dalla quantità e qualità di particelle sospese nell'acqua d'irrigazione. Tale parametro può essere conosciuto facendo eseguire specifiche analisi di laboratorio sull'acqua irrigua.

Vantaggi
Una corretta progettazione, seguita da un lavoro di montaggio fatto bene, ed infine da una corretta gestione agronomica dell’impianto microirriguo, sono le premesse fondamentali per ottenere risultati eccellenti, con indubbi vantaggi rispetto ad un impianto irriguo a scorrimento e/o a pioggia.

Questo non esclude che ci siano degli impianti fatti male o gestiti male, che si sono dimostrati costosi e spesso fallimentari in passato, tuttavia, un impianto ben progettato e una tecnica irrigua adeguata, sono in grado di massimizzare tutte le potenzialità dell'irrigazione a goccia è in grado di esplicare notevoli vantaggi, come quelli di seguito elencati:

1. maggiore uniformità di distribuzione dell'acqua con una riduzione degli sprechi;

2. migliore predisposizione all'automazione;

3. maggiore facilità operativa;

4. maggiore risparmio energetico;

5. minore compattamento del terreno;

6. possibilità di esplicare la massima potenzialità della distribuzione dei fertilizzanti nell'acqua d'irrigazione (fertirrigazione);

7. possibilità di veicolare alcuni particolari tipi di agrofarmaci nell'acqua irrigua evitando che questi vengano in contatto con le piante o si disperdano nell'aria (chemigation);

8. possibilità di applicare dosi piccole di acqua con turni brevi, andando maggiormente incontro alle esigenze delle piante.

9. maggiore produzione, sia in quantità che in qualità.

In quelle regioni dove le disponibilità d'acqua sono fortemente limitate, è assolutamente indispensabile una microirrigazione, per una massima efficienza di utilizzo della risorsa idrica, e ottenere una produzione massima a parità di utilizzo delle stesse quantità d'acqua. In questi casi si conseguirà un maggiore efficienza di utilizzo dell'acqua (Kg di produzione agricola/metri cubi di acqua consumati) rispetto alla distribuzione a pioggia e ancor maggiore rispetto a quella per infiltrazione da solchi o a scorrimento.

Fertirrigazione
Le colture agrarie hanno necessità di nutrienti, che l’agricoltore fornisce con i fertilizzanti o concimi in diversi interventi distributivi con i concimi solidi durante tutto il ciclo colturale. Spesso la somministrazione del concime alle piante diventa inefficace in quanto il momento in cui questo può essere distribuito non coincide con la fase fenologica precisa in cui le piante ne hanno la massima necessità. Un modo per ovviare a questi inconvenienti è distribuire il concime, opportunamente disciolto in acqua, nell'impianto d'irrigazione a goccia. Questa tecnica permette di assecondare maggiormente le richieste di nutrienti durante tutto il ciclo della pianta. Questa procedura è stata chiamata fertirrigazione (in inglese fertigation) e si basa sull'impiego di apparecchiature di iniezione della soluzione di fertilizzanti idrosolubili già disciolti nell’acqua di irrigazione, con opportuni dispositivi di iniezione.

Possiamo distinguere due tipologie principali di fertirrigazione:
Applicazioni discontinue
: i fertilizzanti (kg/ha) vengono somministrati alla coltura con l'acqua d'irrigazione ma non in tutte le irrigazioni e comunque un numero di volte maggiore rispetto alla concimazione tradizionale (concimi solidi distribuiti al terreno).

Applicazioni continue e proporzionali: in questo caso il concime viene introdotto nell'impianto d'irrigazione a dosi notevolmente più basse (gr/litro) ad ogni irrigazione. La distribuzione del concime dura per la maggior parte della durata dell'irrigazione. Quest'ultimo metodo, un po’ più complesso del precedente, consente notevoli risparmi di concime e minori stress alle piante, con indubbi vantaggi produttivi.

A Bari, dal 20 al 22 gennaio 2016, si terrà un seminario di formazione, organizzato da Silvio Fritegotto, tratterà i criteri tecnici per la progettazione e la gestione di un impianto microirriguo per le colture agrarie, dalla pompa alla goccia:
http://www.fritegotto.it/Formazione-Irrigazione-a-goccia-delle-colture-agrarie-Seminario-2016/