Akis, il volano per raggiungere gli obiettivi della nuova Pac

L'obiettivo di questo sistema è quello di individuare strategie e strumenti per la realizzazione di sistemi basati sull'analisi dei bisogni di imprese e territori e su un approccio interattivo

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Gli incontri sono incentrati sulle scatole delle conoscenze (Foto di archivio)
Fonte foto: © altro - Adobe Stock

Grande attesa per un'assistenza tecnica evoluta ed avanzata da mettere a disposizione alle aziende agricole nei prossimi anni. Questo quanto emerso nel corso di un convegno che è stato organizzato da Crea Pb lo scorso 28 maggio. In particolare, l'assistenza tecnica, fondamentale per l'accesso alle conoscenze e alle innovazioni, definito a livello comunitario con l'acronimo Akis (Agricultural knowledge and innovation systems), è stato identificato come il volano per il raggiungimento degli obiettivi strategici previsti dalla nuova Pac 2022-2027.

Nella considerazione che nella precedente programmazione si è riscontrata un'applicazione contenuta, e in parte deludente, di interventi per sostenere l'assistenza tecnica, ora è in corso un acceso dibattito tra le componenti interessate al settore per mettere il nostro paese nella condizione di migliorare la propria capacità di avvalersi funzionalmente delle conoscenze e applicare conseguente le innovazioni che vengono proposte dal mondo scientifico e dalle nuove tecnologie.
Per questo, Crea Pb ha organizzato un ciclo di incontri con l'obiettivo di individuare strategie e strumenti per la realizzazione di sistemi basati sull'analisi dei bisogni di imprese e territori e da realizzare attraverso un approccio interattivo. Gli incontri incentrati sulle "scatole delle conoscenze" hanno riguardato: l'analisi delle conoscenze, il ruolo dei servizi di consulenza in relazione alla nuova Pac e la digitalizzazione in agricoltura nella competitività, la sostenibilità e lo sviluppo rurale. L'ultimo incontro è stato invece incentrato sulla verifica delle esperienze che sono state realizzate nel corso dell'ultimo piano di sviluppo rurale in materia di consulenza, formazione e nella progettazione e applicazione di strumenti interattivi.

L'incontro è iniziato con un intervento molto interessate e ricco di spunti di Angelo Frascarelli dell'Università di Perugia che ha declinato la strategia della Ue tesa a transitare dagli obiettivi della fase precedente, orientati all'intensificazione delle produzioni attraverso lo sviluppo di un'agricoltura sostenibile, a un'agricoltura smart impegnata nel fronteggiare le sfide emergenti che si possono sintetizzare in: sfide economiche, attraverso un'agricoltura resiliente e diversificata, sfide sulla salvaguardia dell'ambiente e sull'adattamento al cambiamento climatico, e sfide su come fare evolvere il tessuto socio-economico delle zone rurali.
In relazione a queste sfide sono quindi stati individuati dalla Politica comune nove obiettivi specifici a cui viene aggiunto un decimo obiettivo fondamentale e strumentale alla loro realizzazione: l'Akis (Agricultural knowledge and innovation systems) che deve essere applicato per favorire l'accesso alle conoscenze e alle innovazioni. Frascarelli ritiene quindi fondamentale che un'agricoltura smart sia in grado di portare "più conoscenze per ettaro coltivato" per rispondere meglio alle aspettative dei cittadini e dare equilibrio tra i molteplici e complessi legami esistenti tra la dimensione tecniche delle pratiche agricole e i cambiamenti socio, economici e politici.

L'incontro si è poi sviluppato con tre sessioni in cui sono state presentate esperienze nell'attuazione di interventi, attuati nella precedente programmazione comunitaria per favorire la consulenza e la divulgazione, la formazione e gli strumenti utilizzati.


Consulenza e divulgazione

(interventi moderati da Assunta D'Oronzio Crea-Pb)
Nicola Ciarleglio, dell'Associazione degli olivicoltori sanniti, ha presentato un'interessante esperienza, condotta in collaborazione con la Cia, su "La digitalizzazione nell'olivicoltura sannita". L'esperienza, anche grazie all'impiego di droni per il monitoraggio delle avversità e alla tempestiva diffusione delle informazioni con strumenti informatici, si è concretizzata nel dare assistenza tecnica a 120 aziende olivicole che operano in un bacino di circa 3mila ettari, di cui il 95% nel beneventano, in grado di produrre 11mila quintali di olio. Il piano triennale è stato realizzato attraverso un contributo di 1.500 euro/anno per azienda.

Sergio Gallo dell'Agenzia lucana di sviluppo e innovazione in agricoltura (Alsia) ha presentato l'esperienza condotta in Regione Basilicata dove, attraverso una rete di aziende dimostrative, 44 stazioni meteorologiche automatiche e la gestione di alcuni modelli previsionali sullo sviluppo dei parassiti hanno fornito assistenza tecnica fitoiatrica a circa 400 aziende agricole. Un'esperienza di assistenza tecnica quindi interamente pubblica.

Marcello Cannellini e Marina Arias hanno presentato l'esperienza del Catalogo verde in Regione Emilia-Romagna, attivo dal 2007, e che nell'ultimo Psr ha registrato una spesa di 3 milioni di euro e che prevede un impegno ulteriore di altri 2 milioni di euro nei prossimi anni. Al momento sono stati finanziati 119 progetti a 20 diverse organizzazioni private. In sede di conclusioni, i relatori hanno evidenziato la criticità nella selezione dei progetti da finanziare e l'esigenza che nei prossimi anni vengano definiti criteri condivisi a livello nazionale per la valutazione qualitativa dei servizi forniti. Un approccio quindi di assistenza tecnica interamente privata, finanziata dall'ente pubblico.


Formazione professionale

(interventi moderati da Andrea Arzeni di Crea-Pb)
Silvia Gazzoni del Centro assistenza imprese Coldiretti Toscana ha presentato un'esperienza formativa, in varie aree della Toscana che ha riguardato tre progetti e che si è concretizzata in 42 corsi di formazione, 10 coaching e 12 visite ed eventi. Il progetto, realizzato nel corso del 2020, prevedeva il coinvolgimento 700 agricoltori, ma, nonostante la pandemia, è riuscita a raggiungere 830 utenti. Il risultato è stato molto interessante e testimonia che anche nel settore agricolo la formazione a distanza, in un anno terribile come il 2020, ha trovato il consenso degli utenti che non sono stati fermi, si sono organizzati e sono stati in grado essere molto rapidi nell'adattarsi al nuovo contesto che si era venuto a creare.

Stefano Barbieri di Veneto Agricoltura ha portato "L'esperienza veneta al servizio dei consulenti". Il programma ha consentito la formazione e l'aggiornamento dei consulenti con risultati molto interessanti: 72 corsi per 655 ore complessive, 1400 attestati per i partecipanti con valutazioni medie molto alte (8,53/10). Gli utenti sono stati circa 800, dei quali solo il 76% in Veneto. Anche in questo caso la Fad (Formazione a distanza) ha fornito risultati molto interessanti ed ha consentito di allargare il bacino di utenza dei corsi anche a tecnici che operano fuori dalla regione Veneto e lontano dalla sede da cui provenivano i corsi. Il relatore ha infine riferito che il corso ha evidenziato che i consulenti, oltre al bisogno di ricevere formazione sugli aspetti tecnici, hanno evidenziato l'esigenza di ricevere formazione sulle modalità attraverso le quale fornire la consulenza alle aziende agricole. Emerge quindi sempre più l'esigenza che i tecnici hanno bisogno di ricevere formazione su come organizzare il proprio lavoro e portare l'assistenza tecnica alle aziende agricole.

Claudia Galetto di Ires Piemonte ha parlato di "App Ver: Apprendere per produrre verde in Piemonte". Un'esperienza transfrontaliera di grande valore metodologico, ma anche di grande concretezza. Il progetto ha favorito la sinergia di una rete di soggetti impegnati nella progettazione e nella realizzazione di interventi green da realizzare nei diversi territori e sulle conseguenti iniziative di formazione.


Gli strumenti

(interventi moderati da Anna Vagnozzi di Crea-Pb)
Federico Spanna della Regione Piemonte ha presentato le "Informazioni a supporto della produzione integrata in Piemonte" che si stanno realizzando attraverso un articolato sistema di supporto che prevede una rete di monitoraggio in aziende pilota, stazioni meteorologiche automatiche e una serie di modelli previsionali sullo sviluppo dei parassiti. Questi strumenti consentono di realizzare bollettini territoriali periodici che vengono messi a disposizione delle aziende agricole impegnate nell'applicazione della difesa integrata. A questo proposito il relatore ha auspicato che si concretizzi una fattiva collaborazione a livello nazionale tra tutte le regioni e gli altri soggetti coinvolti per condividere e valorizzare i diversi supporti che sono stati realizzati.

Ivano Valmori, ceo di Image Line, ha presentato una relazione dal titolo "Informazione e divulgazione online" sull'esperienza, del tutto privatistica, della sua azienda che da 33 anni fornisce servizi per il mondo agricolo. Il cuore pulsante dell'attività dell'azienda sono tre banche dati (Fitogest, Fertilgest e Plantgest), una testata giornalistica generalista (AgroNotizie) e alcuni software funzionali alla gestione tecniche delle attività delle aziende agricole. Sono 261.313 gli utenti di Image Line, di cui 90.561 agricoltori, a testimonianza di come l'azienda sia un effettivo punto di riferimento per il mondo produttivo, con una età media di 52 anni di età. Annualmente vengono erogate e messe a disposizione degli utenti 239.151.880 pagine di informazione. Infine, segnala che il QdC® (Quaderno di campagna® sul registro dei trattamenti fitosanitari) registra i dati sui trattamenti fitosanitari di 605.248 ettari coltivati, pari al 4,11% dell'intera Sau nazionale (14.708.554 ettari). Nel concludere il suo intervento Valmori ha evidenziato che l'agricoltura è in piena trasformazione e che i servizi telematici saranno un fattore determinante di questo processo evolutivo e in questo senso ha auspicato che nel breve periodo gli operatori del settore digitale si impegnino nel produrre un "Dizionario comune” che, attraverso l'utilizzo di un unico linguaggio, consenta una piena condivisione ed utilizzo di tutti i dati che sono disponibili e che vengono prodotti.
Per concludere ha infine auspicato che nel futuro si sviluppi non solo una "agricoltura digitante", ma una vera e propria agricoltura digitale.

Ugo Testa, dell'Agenzia servizi settore agroalimentare delle Marche (Assam), ha presentato un progetto sul tema "Innovation brookering nelle Marche" che coinvolge le Università di Macerata e di Ancona e una serie di startup. In tale contesto il relatore ha auspicato che si concretizzi la messa in comune delle iniziative che si stanno realizzando attraverso i Goi nelle diverse regioni e che quindi si vada a realizzare un network che potrebbe concettualmente ricondursi alla positiva esperienza di Innovarurale della rete rurale nazionale.

A conclusione dei lavori è intervenuta Francesca Giarè, del Crea politiche e bioeconomia, che ha presentato il Piano strategico nazionale e il contesto abilitante del sistema delle conoscenze da attuare nella prossima programmazione comunitaria. Il piano è disponibile sul sito della rete rurale ed ora è necessario lavorare affinché trovi una piena applicazione nella prossima programmazione comunitaria. Allo stesso tempo è necessario che tra tutte le amministrazioni regionali si discuta e si stabilisca come gestire il prossimo biennio, caratterizzato da una fase di transizione, e poi si individuino regole e procedure condivise su come gestire la spesa delle risorse che saranno a disposizione negli anni successivi.

Fitogest+® è un marchio registrato da Image Line Srl Unipersonale
QdC® e Quaderno di Campagna® sono marchi registrati da Image Line Srl Unipersonale

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