Sud, cronache da una stagione irrigua non facile

I territori dello Ionio crotonese rischiano di rimanere senza acqua, in quelli dell'Alta Val d'Agri arriva lo sconto perché le colture sono meno idroesigenti, mentre nel casertano si riaprono le manichette in sinistra Garigliano

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Nella valle del fiume Peccia si attende invece la riparazione degli impianti da parte di Regione Campania (Foto di archivio)
Fonte foto: © Igor Kolos - Fotolia

Prosegue la stagione irrigua nel Mezzogiorno d'Italia, seppur tra i timori per la siccità, ma anche con qualche buona notizia. Se in Calabria c'è apprensione per la possibilità di utilizzare le acque dei laghi della Sila, in Basilicata si tagliano le tariffe irrigue in alcune zone, mentre in Campania è al via - dopo due anni di fermo - l'irrigazione nei comprensori in sinistra del fiume Garigliano.
 

Calabria, Ionio crotonese presto all'asciutto

Entro il 13 agosto il Consorzio di bonifica dello Ionio crotonese finirà le riserve d'acqua e si rischia pertanto una crisi del settore agricolo nella provincia di Crotone. L'allarme è stato lanciato ieri dal presidente dell'ente Roberto Torchia che ha chiesto l'aiuto della Regione Calabria per trovare una soluzione della vicenda con la società elettrica A2A, che gestisce le risorse idriche dei laghi della Sila.

Due giorni fa il presidente Torchia ha incontrato una delegazione di agricoltori di Cutro e li ha informati sulle modalità di effettiva distribuzione della risorsa per uso irriguo. I serbatoi dell'ente sono ormai vuoti e occorre derivare l'acqua dei laghi silani, già impegnata per scopi idroelettrici in base a concessioni vecchie di oltre 50 anni e che non tengono conto dei mutati assetti normativi che danno precedenza agli usi irrigui rispetto a quelli industriali. Anche se, una certa disponibilità sarebbe stata manifestata da A2A verso il Consorzio, viste le condizioni meteo. La situazione attuale è di particolare gravità, poiché potrebbe compromettere le colture estive in fase di raccolta e le semine delle ortive autunnali e vernine. A fine maggio, l'assessore all'Agricoltura della Regione Calabria, Gianluca Gallo, era stato già informato del prospettarsi di una situazione difficile per l'estate. Ora dal Consorzio si attende una risposta della politica regionale per attivare un tavolo di confronto con la A2A.
 

Basilicata, acqua con meno cara per le utenze ex Consorzio Alta Val d'Agri

"Il provvedimento adottato dal Consorzio di bonifica della Basilicata per la riformulazione del consumo minimo della risorsa acqua, che si traduce poi in un minor onere economico per le utenze, è il risultato di un lavoro di concertazione e di attenzione ai fabbisogni reali delle aziende". E' questo il commento dell'assessore regionale alle Politiche agricole e forestali della Regione Basilicata, Francesco Fanelli che ha valutato positivamente la delibera di aggiornamento dei canoni irrigui relativa ai comprensori già gestiti dal disciolto Consorzio di bonifica Alta Val d'Agri, compresi quelli ricadenti nei comuni di San Giorgio e Noepoli.

L'aggiornamento è stato operato a seguito di uno studio agrotecnico, che ha riguardato l'intero comprensorio consortile e, quindi, le aree attualmente servite dal Consorzio di bonifica della Basilicata, finalizzato all'analisi del fabbisogno idrico specifico dei comprensori dal quale è emerso che l'esigenza di supporto irriguo nei comprensori interessati dalla delibera è inferiore rispetto ai restanti comprensori.

"Con il provvedimento - ha continuato Fanelli - le microutenze avranno un abbattimento dei costi in bolletta e si calcola una riduzione del costo del 30%, mentre per quanto riguarda le utenze con tariffe a consumo, il consumo minimo scende da 2.000 a 1.400 mc ad ettaro". Inoltre, agli utenti morosi impossibilitati a regolarizzare la propria posizione contributiva a causa dell'emergenza sanitaria è data la possibilità in via eccezionale di sottoscrivere nuove domande irrigue.

Campania, torna l'acqua nelle campagne aurunche

Il Consorzio generale di bonifica del Bacino inferiore del Volturno dal 1° giugno è operativo sul territorio del soppresso Consorzio Aurunco di bonifica ricadente nel territorio amministrativo della Regione Campania.

Il Consorzio di bonifica Volturno, oltre ad aver avviato le attività di manutenzione dei canali di bonifica per la difesa idraulica del territorio, sta ripristinando le funzioni irrigue nei comprensori in sinistra del fiume Garigliano già del soppresso Consorzio di bonifica Aurunco e ne ha nel frattempo riassunto il personale, tenendo fede agli impegni presi con le rappresentanze sindacali e con la Regione.

In particolare, il commissario dell'ente di Caserta, Carlo Maisto ha assunto i 22 dipendenti a tempo indeterminato ed i 61 stagionali già nella pianta organica dell'ente di Sessa Aurunca e le 3 unità del soppresso Consorzio della Valle Telesina, predisponendo opportunamente i turni di lavoro per la stagione irrigua.

"Attualmente viene regolarmente derivata l'acqua dalla diga sul Garigliano, ed è in via di riattivazione il servizio irriguo nei comuni di Cellole e Sessa Aurunca che sta già raggiungendo il 60% delle utenze, e che era rimasto inoperante per due anni" ha affermato la scorsa settimana il commissario Maisto.
Nella scorsa settimana, su circa 6mila ettari dei 9mila complessivamente coperti dal servizio, l'irrigazione era già in corso, nei prossimi giorni il servizio raggiungerà anche i restanti 3mila ettari di competenza del Consorzio.

Per quanto riguarda invece l'impianto di irrigazione delle utenze localizzate nella valle del fiume Peccia, circa 500 ettari nei comuni di Rocca d'Evandro, Mignano Montelungo e San Pietro Infine, questo potrà attivarsi solo con un intervento straordinario della Regione Campania, avendo gli impianti di derivazione subito furti e danneggiamenti. L'onere stimato dal Consorzio di bonifica Volturno per la riattivazione dell'impianto irriguo del fiume Peccia è di circa 700mila euro.

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Fonte: AgroNotizie

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Tag: ambiente irrigazione siccità acqua consorzi di bonifica

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