Falsa soia bio, Cia: 'Aumentare le ispezioni e lavorare sulla trasparenza'

Il commento della Confederazione che plaude al maxi-sequestro della Guardia di Finanza di Ravenna

Questo articolo è stato pubblicato oltre 7 anni fa

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Il 75% degli italiani dichiara di acquistare prodotti biologici almeno una volta al mese

"Proprio a causa della sua crescita milionaria, il biologico è diventato particolarmente appetibile per gli 'agro-pirati' e quindi più facilmente oggetto di frodi e sofisticazioni. Ecco perché operazioni come quella della Guardia di finanza di Ravenna sono importantissime. Ora più che mai è necessario mantenere alta l'attenzione sul settore, intensificando i controlli". Lo afferma la Cia, Confederazione italiana agricoltori, che plaude al maxi-sequestro da parte della Gdf di Ravenna di oltre 1.700 tonnellate di falsa soia biologica geneticamente modificata proveniente dall'Est Europa e venduta in Italia.

"Nel nostro Paese la spesa per il 'bio' è aumentata nel 2011 dell'8,9 per cento, mettendo a segno il sesto incremento annuo consecutivo - sottolinea la Cia - e oggi il 75 per cento degli italiani dichiara di acquistare prodotti biologici almeno una volta al mese. Alimentando così un business che in Italia vale 3 miliardi di euro, ma che a livello mondiale ha raggiunto la quota di ben 55 miliardi di dollari l'anno".

"Ma proprio perché si tratta di un mercato in continua espansione - osserva la Cia - il settore del biologico ha cominciato a fare gola alle mafie e ai 'professionisti della truffa agroalimentare', pronti a falsificare carte e certificati pur di accaparrarsene una fetta. Per questo, oggi bisogna lavorare sulle regole e prevedere politiche agricole 'ad hoc' che controllino i mercati. E' indispensabile aumentare le ispezioni, inasprire sanzioni e pene - continua la Cia - ma soprattutto lavorare sulla trasparenza in tutti i passaggi della filiera. Solo così si possono proteggere sia le aziende sane che fanno grande il settore sia le famiglie consumatrici, che non devono smettere di fidarsi del 'bio' a causa di fatti come questo, in cui si voleva spacciare per biologica soia con presenza di Ogm in quantità superiore a quasi il doppio del limite consentito. E gli italiani sono stati chiari sui prodotti transgenici a tavola - conclude la Cia - bocciandoli in maniera inequivocabile con percentuali vicine all'80 per cento".

 

 

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