Agrofarmaci, nel 2017 dieci nuovi prodotti Syngenta

Nel 2017 Syngenta lancerà sul mercato dieci nuovi agrofarmaci, frutto degli investimenti massicci in ricerca. Ma l'innovazione non passa solo da nuovi prodotti. Guarda i video

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

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Syngenta offre agrofarmaci, sementi e soluzioni integrate
Fonte foto: Syngenta

Fare l'agricoltore è sempre più complicato e lo sarà sempre di più in futuro. Il clima che cambia, i margini ridotti, l'arrivo di nuovi parassiti e il quadro normativo sempre più complesso, rendono la gestione di una azienda agricola una vera impresa.
Per venire incontro alle esigenze degli agricoltori, Syngenta lancerà sul mercato il prossimo anno dieci nuovi agrofarmaci.

"Parliamo di cinque fungicidi, tre erbicidi e due insetticidi. Sono nuove sostanze attive, miscele o formulazioni che ci consentiranno di confermare la nostra leadership di mercato", anticipa ad AgroNotizie Riccardo Vanelli, territory marketing head per l'Italia.

Alcuni prodotti sono in corso di registrazione, altri invece hanno già concluso l'iter burocratico. E' il caso di Force Ultra. "Si tratta di un geoinsetticida pensato per il controllo della diabrotica e degli elateridi nella coltura del mais. Parlando di vite abbiamo invece Quartet, un prodotto partner a base di fosfonato bisodico, che dà il massimo con i prodotti associati. Ha un elevato livello di flessibilità e garantisce una azione anticrittogamica diretta e indiretta, con lo stimolo dell'autodifesa della pianta. Infine Amistar Gold, una formulazione a base di azoxystrobin con difenoconazolo dedicata al girasole".
 

Se il lavoro dell'agricoltore è sempre più complesso, lo è anche quello di chi fa ricerca. Se nel 1995 per selezionare una nuova molecola servivano 150 milioni di euro, nel quadriennio 2010-2014 ne sono serviti in media 286.
Nel 1995 da 50mila molecole in screening se ne portavano quattro in sviluppo e una in registrazione. Nel 2010-2014 da 156mila molecole 1,3 vanno in sviluppo e una viene registrata.
Il motivo di questa complessità? I processi autorizzativi più gravosi e la necessità di migliorare continuamente molecole già sul mercato.

"Ma noi non ci fermiamo perché l'innovazione è la nostra ragione di vita", spiega ad AgroNotizie Andrea Gualco, capo della Ricerca e sviluppo di Syngenta in Italia.
"I numeri del nostro impegno sono significativi: investiamo in R&D quasi il 10% del fatturato, circa 1,4 miliardi di dollari l'anno. Impieghiamo più di 5mila persone sparse in 141 siti. In Italia abbiamo più di 50 ricercatori con a disposizione un budget che quest'anno è stato di 9,5 milioni di euro".
Syngenta ha tre centri di ricerca. Uno a Cremona per il mais, uno a Bologna per il frumento e a Foggia si studiano gli stress abiotici.
 

Syngenta investe in chimica, ma anche in altri ambiti di ricerca promettenti. "Parliamo della messa a punto di mezzi di protezione biologici, come sostanze naturali o microrganismi. In questo senso abbiamo una partnership con l'olandese Dsm", spiega Gualco.
"Nel miglioramento genetico ci focalizziamo su due filoni: gestione degli stress abiotici, come la carenza d'acqua, la salinità del terreno o le temperature troppo alte o basse. E la messa a punto di una tecnologia innovativa per la produzione di frumento ibrido".

Agrofarmaci dunque e sementi sempre più efficienti. Ma anche soluzioni integrate per dare agli agricoltori non solo gli strumenti, ma anche il know how per gestire al meglio la propria azienda agricola.
"Nel 2017 lanceremo Mais in Italy, un piano di sviluppo della coltura maidicola che Syngenta vuole sostenere attraverso quattro direttrici", racconta Vanelli. "Primo, migliorare l'efficienza idrica delle piante. Secondo, la produttività della stalla. Terzo, la qualità della granella, soprattutto in relazione alle micotossine. E infine la gestione sostenibile degli agrofarmaci".

Il mais è solo l'ultima delle colture a cui Syngenta ha dedicato programmi ad hoc. PastaSolution mette insieme il meglio della genetica Psb - Società produttori sementi con agrofarmaci e servizi specifici dedicati a chi produce frumento, soprattutto duro.
Grape quality agreement è invece il programma, che interessa ormai 17mila ettari di vigneto, dedicato alla viticoltura. Gqa consente al viticoltore di avere la certezza di poter esportare garantendo residui minimi nel vino al di sotto dei livelli fissati dalle catene di distribuzione.
E infine per le orticole c'è Sinergie, il programma che unisce il meglio della genetica con i protocolli di lotta integrata, combinando agrofarmaci e insetti utili.