La crisi, che fino ad ora ha lasciato indenne l’agroalimentare e l’ortofrutticoltura, sta creando gravissime difficoltà anche in questo settore schiacciato tra contrazione dei consumi e surplus produttivo derivato da accavallamenti tra le diverse aree di produzione europee.
L'ortofrutta estiva, in particolare pesche e nettarine, stanno subendo l’effetto della diminuzione dei consumi.  
Si è aggiunta una produzione più abbondante rispetto allo scorso anno: l’offerta attuale è superiore del 10-15%. A questo si aggiungono i prezzi dell’industria di trasformazione, cui è indirizzata la produzione non idonea al fresco: nel 2008 i prezzi sono stati di 15-18 centesimi, quest’anno si aggirano sui 7 - 8.  La deperibilità di pesche e nettarine impedisce che il prodotto sia stoccato per troppo tempo in frigorifero. Tutto ciò, unito alla mancanza di tutela per i produttori agricoli, ha provocato una crisi che si riflette in termini di prezzo liquidato ai produttori, il cui ricavo si aggira sui 20 centesimi (meno del 50% dei costi di produzione) e mette a rischio la sopravvivenza di migliaia di aziende agricole.
 
Apofruit Italia, che rappresenta oltre 4.000 aziende agricole, ritiene necessario che la produzione affronti in modo coordinato il mercato per poter uscire da questa situazione.
Obiettivo delle proposte  avanzate non è la distorsione del mercato né il mantenimento di surplus produttivi strutturali, ma di assicurare un minimo di protezione ad una categoria, quella dei produttori di ortofrutta estiva, che trovandosi alla base di una filiera così deperibile pagano costi pesantissimi al minimo surplus congiunturale.
 
Le proposte
Realizzazione di un fondo per la gestione delle crisi e innalzamento dei quantitativi ritirabili dal mercato;
Creazione di un tavolo di filiera;
Armonizzazione degli oneri sul lavoro in agricoltura ;
Valorizzazione della immagine del produttore e dell’origine. 
 

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