Topps, contro l'inquinamento delle acque da agrofarmaci

Progetto europeo - Prima parte

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L’Unione europea ha finanziato, nell’ambito dei progetti Life Ambiente, insieme all’Associazione europea dei produttori di Agrofarmaci (Ecpa), il progetto triennale Topps - Train the operator to prevent pollution to point sources, che coinvolge numerosi stakeholders (operatori agricoli, tecnici di campo, distributori di agrofarmaci, costruttori di macchine irroratrici, compagnie di distribuzione dell’acqua potabile, Arpa regionali) e che si propone di sensibilizzare e di formare gli agricoltori e i tecnici del settore al fine di ridurre in misura consistente l’inquinamento puntiforme delle acque da agrofarmaci (www.topps-life.org).
Il progetto si basa sui principi della lotta integrata (Integrated crop management, integrated pest management) e interessa un vasto gruppo di tematiche legate all’impiego degli agrofarmaci: uso, manutenzione e regolazione delle macchine irroratrici; trasporto, stoccaggio e manipolazione degli agrofarmaci nell’azienda agricola; preparazione delle miscele fitoiatriche (vedi Foto); smaltimento dei reflui del trattamento; pulizia delle attrezzature impiegate per la distribuzione.
Si intende indirizzare un messaggio forte e chiaro a tutti gli utilizzatori di agrofarmaci, attraverso la formazione e l’attività dimostrativa rivolta sia agli utilizzatori di tali prodotti, sia ai tecnici ed agli operatori del settore che possono influenzare il comportamento degli agricoltori circa la corretta gestione e manipolazione degli agrofarmaci in azienda.
Esso, infine, anticipa la riforma della Pac, che prevedrà incentivi per l’adozione su vasta scala delle pratiche agricole mirate a garantire la salvaguardia dell’ambiente.

Il problema dell’inquinamento puntiforme da agrofarmaci
La salvaguardia dell’ambiente è un tema di sempre maggiore attualità nel contesto della distribuzione degli agrofarmaci in agricoltura.
In particolare, l’impatto ambientale dei prodotti fitosanitari sulle acque superficiali e sulle falde acquifere è oggetto di una Direttiva europea (“Water Framework Directive”, 2000/60/EC). Vi sono, infatti, preoccupazioni circa i possibili effetti negativi legati alla distribuzione dei fitofarmaci, sia sulla qualità delle acque destinate all’impiego domestico, sia sulla salute degli organismi acquatici.
L’impiego di prodotti chimici caratterizzati da un elevato livello di tossicità per gli animali e per l’uomo comporta la necessità di gestire correttamente ed in maniera accurata tutte le fasi operative legate ai trattamenti fitosanitari, dalla preparazione della miscela allo smaltimento dei residui al termine della distribuzione (Drummond, 1998; Mc Allan, 1998; Balsari e Marucco, 2001).
Alcuni studi effettuati in Gran Bretagna e pubblicati dalla Crop protection association, hanno evidenziato che quasi il 50% della contaminazione delle acque superficiali è dovuta ad un non corretto utilizzo dei prodotti reflui del trattamento fitoiatrico. In particolare, da tale studio è emerso che partendo da una dose di principio attivo di 2.5 kg/ha, in media 7 grammi di p.a. finiscono nelle acque di falda e che circa il 30% di tale quantitativo proviene dal lavaggio delle irroratrici. Tutto ciò a seguito del fatto che l’area adibita a questa operazione è, generalmente, sempre la medesima e risulta caratterizzata da una ridotta superficie (10-20 m2).
Le possibili fonti di inquinamento puntiformi riguardano tutte le attività che prevedono la manipolazione degli agrofarmaci da parte degli operatori (le perdite durante il trasporto, lo stoccaggio,la preparazione della miscela, lo smaltimento della miscela residua nell’irroratrice a fine trattamento, quello delle acque per il lavaggio interno ed esterno delle macchine e dei contenitori vuoti degli agrofarmaci).
Tali fonti di inquinamento puntiforme derivano, generalmente, da una gestione poco rispettosa dell’ambiente e possono, quindi, essere limitate con una presa di coscienza del problema da parte degli agricoltori e con alcune modifiche alle attuali pratiche adottate in azienda (Fait et al., 2004).

(continua)

Per informazioni:
Università degli Studi di Torino
Via Verdi, 8 - 10124 Torino - Tel. 011 6706111 www.unito.itwww.deiafa.unito.it/croppt/topps_ita.pdf

Fonte: Agronotizie

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