Abbacchiatore olive, dieci consigli per scegliere quello giusto

Gli abbacchiatori sono strumenti indispensabili nella raccolta delle olive. Ma nella scelta dell'attrezzatura più adatta alle proprie esigenze è bene prestare attenzione a queste dieci cose

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

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Gli abbacchiatori possono essere elettrici, pneumatici o a motore endotermico
Fonte foto: Pellenc

Sul finire dell'estate molti olivicoltori sono alle prese con la scelta dell'abbacchiatore (o scuotitore) in vista della raccolta delle olive. La scelta non è semplice, non solo perché sul mercato ci sono moltissimi modelli in una forbice di prezzo molto ampia, ma anche perché è difficile valutare quale tipo di macchina è più adatta alle proprie esigenze.

Tra scuotitori elettrici, pneumatici e a motore, con pettini fissi in plastica o estraibili in carbonio è facile perdersi. Eppure bisogna fare molta attenzione nella scelta dell'abbacchiatore più adatto alle proprie esigenze, perché si dovranno trascorrere lunghe giornate con l'attrezzo in mano.

L'ideale è provare diversi scuotitori, magari facendoseli prestare dai vicini o da un rivenditore particolarmente gentile, per capire quale abbacchiatore risponde meglio alle proprie esigenze. "Avere un attrezzo affidabile a disposizione è importante per poter procedere alla raccolta delle olive in maniera tempestiva, quando le drupe sono nelle migliori condizioni per essere molite", spiega Francesco Zaffina, tecnico del Centro di ricerca olivicoltura di Rende del Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria).

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Dieci consigli per scegliere l'abbacchiatore perfetto

Ecco dunque le dieci cose da tenere in considerazione quando si deve scegliere un abbacchiatore.

L'alimentazione. La maggior parte degli abbacchiatori oggi sul mercato è alimentata elettricamente. È una soluzione molto conveniente perché poco costosa, facile da manutenere e versatile. Sul mercato esistono motori di varie potenze, si va dai 12 volt, per chi ha poche piante da raccogliere (o molto tempo a disposizione) a salire fino a 36 volt, che invece permettono un lavoro più veloce.

L'alimentazione può essere fornita da una batteria 'a spalla', che l'operatore si porta dietro sulla schiena, oppure con un cavo collegato ad una normale batteria di automobile. Nel primo caso si è molto più liberi di muoversi nel campo, ma la schiena a fine giornata ne risente. Nel secondo caso invece ci si stanca meno ma il cavo (solitamente tra i 10 e i 15 metri) può rallentare i movimenti, soprattutto se in campo c'è più di un operaio.
 
Un abbacchiatore elettrico alimentato da una batteria da 12 volt
Un abbacchiatore elettrico alimentato da una batteria da 12 volt
(Fonte foto: Campagnola)

Esistono anche abbacchiatori a motore, che sono estremamente potenti ed efficienti. Di contro producono un rumore piuttosto elevato, sono pesanti e il motore, scaldandosi, è poco confortevole se le giornate sono miti.

Infine ci sono in commercio abbacchiatori pneumatici, in cui la potenza viene trasmessa dall'aria in pressione prodotta da un compressore (alimentato a benzina oppure dalla pto del trattore). In questo caso si coniugano potenze elevate alla libertà di movimento, ma il sistema di alimentazione è sicuramente più complesso rispetto ad una batteria elettrica o ad un motore a scoppio.

Potenza. Gli abbacchiatori elettrici hanno una 'velocità' di 800-1.100 battute al minuto mentre quelli pneumatici o a motore possono arrivare anche a 2mila. Velocità più elevate consentono un ritmo di lavoro più intenso, che ben si coniuga ad impianti con molte piante da lavorare.

Autonomia. Un buon abbacchiatore elettrico con batteria a spalla consente di lavorare quasi una giornata intera senza interruzioni, anche se poi molto dipende dal ritmo di lavoro e dalla temperatura dell'aria. Nella scelta dell'attrezzatura bisogna comunque sempre valutare il carico di lavoro che si deve affrontare e considerare l'acquisto di una batteria supplementare.

Peso. "Quando si raccolgono le olive si trascorrono lunghe ore in campo e quindi è giusto valutare anche il peso dell'attrezzatura", sottolinea Zaffina. Per gli abbacchiatori elettrici i range di peso vanno dai 2 chili scarsi fino agli oltre 3, mentre per gli scuotitori a motore si va ancora più su (5-6 chilogrammi). Ovviamente più il peso è elevato più le braccia e la schiena ne risentono.

Bilanciamento. Pochi prestano attenzione al bilanciamento dell'abbacchiatore che invece rappresenta una caratteristica fondamentale. I modelli elettrici più economici hanno infatti il motore in testa, questa caratteristica rende lo scuotitore sbilanciato e soprattutto quando si lavora la parte superiore della chioma le braccia devono compiere uno sforzo elevato per mantenere in posizione l'attrezzo.

Per lavorare in maniera più agevole bisogna scegliere invece gli abbacchiatori con il motore posto in coda, che permette di bilanciare meglio lo strumento. Gli abbacchiatori a motore hanno tutti il motore in basso.

Vibrazioni. Tutti i modelli di scuotitori sul mercato hanno un buon isolamento, ma i modelli più a buon mercato possono trasmettere alla mano dell'operatore le vibrazioni prodotte dal motore dell'abbacchiatore. Questo a lungo andare può creare stanchezza e veri e propri dolori alle articolazioni.

Lunghezza. Gli abbacchiatori possono essere venduti con aste fisse o telescopiche. Queste ultime vanno dai 2 ai 3 metri e devono essere scelte in base all'altezza dell'operatore e delle chiome. Inoltre bisogna considerare il peso: quelli in fibra di carbonio sono più leggeri dell'alluminio (ma più costosi).

Pettini. I rebbi di cui è costituito il pettine sono di vari materiali, forme e lunghezze e si muovono con movimenti differenti. In generale bisogna considerare che le bacchette in plastica, sicuramente a buon mercato, sono meno resistenti di quelle in carbonio o in tecnopolimeri. Inoltre bisogna considerare che pettini monolitici, in cui cioè le singole bacchette non sono sostituibili singolarmente, richiedono di cambiare tutto il pezzo in caso di rotture.
Un esempio di pettine
Un esempio di pettine
(Fonte foto: Castellari)

Per scegliere il movimento e la lunghezza delle bacchette occorre valutare la tipologia di forma di allevamento e di cura nella potatura che caratterizza l'impianto. Olivi a vaso policonico ben potati sono più facili da abbacchiare, mentre piante 'cespugliose' hanno bisogno di attrezzi più resistenti, con rebbi più lunghi, che possano entrare nella chioma senza il rischio di rompersi.

Delicatezza. In origine l'abbacchiatura veniva eseguita con delle aste di legno con le quali si percuoteva la chioma dell'olivo, creando danni anche consistenti alle piante. Inutile dire che la raccolta delle olive è una operazione che va eseguita con delicatezza. "Ormai le attrezzature che si trovano in commercio hanno raggiunto un ottimo livello di progettazione e sono rispettose della pianta", assicura Zaffina.

Alcuni abbacchiatori disegnano geometrie complesse nel movimento. Questo aiuta il distacco delle olive ed evita che le drupe siano 'lanciate' lontano, al di fuori delle reti. Bisogna poi orientare la scelta di acquisto sulla resistenza delle drupe agli urti meccanici. Frutti resistenti possono sopportare anche scuotitori potenti, mentre per quelli più delicati servono attrezzature adeguate.

Garanzia e ricambi. Tutti i prodotti venduti sono coperti da garanzia del costruttore che varia dai due anni (per i privati) all'anno (per i professionisti). Bisogna però considerare che alcune ditte possono offrire estensioni di garanzia o assistenza in caso di problemi. Bisogna infine valutare la disponibilità e soprattutto il costo dei pezzi di ricambio. I rebbi infatti si possono rompere con una certa facilità.

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Fonte: Agronotizie

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Tag: olivicoltura attrezzature

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