Prosegue su AgroNotizie la rubrica dedicata a migliorare la conoscenza delle pratiche di uso sicuro e sostenibile degli agrofarmaci, obiettivo dell'iniziativa Bayer AgriCampus.

 

Per un uso consapevole degli agrofarmaci


La quasi totalità degli alimenti che possiamo comprare al supermercato è frutto di miglioramento genetico e probabilmente non esisteva appena cinquant'anni fa. Dal riso al grano duro, dai pomodori alle zucchine, le varietà oggi in commercio sono frutto di un sofisticato lavoro di miglioramento genetico portato avanti a livello internazionale.

 

Un settore che oggi è in fermento per le prospettive aperte dalle Tea, le Tecnologie di Evoluzione Assistita (in inglese Nbt, New Breeding Techniques). Dietro questa sigla sono racchiuse diverse tecniche di miglioramento genetico messe a punto negli ultimi anni e che sono valse il premio Nobel a Emmanuelle Charpentier e Jennifer A. Doudna. Stiamo parlando in particolare della cisgenesi e del genome editing (all'interno del quale troviamo il famoso Crispr/Cas9).

 

Due tecniche che permettono di modificare in maniera estremamente precisa e sicura il Dna delle piante per ottenere nuove varietà. In particolare il lavoro dei genetisti si muove su quattro direttrici: selezionare varietà resistenti ai patogeni, resilienti agli effetti dei cambiamenti climatici, più efficienti nel gestire gli input produttivi ed infine in grado di rispondere alle esigenze del consumatore moderno.

 

Quali sono i vantaggi delle Tecnologie di Evoluzione Assistita?

 

"Le Tea sono una tecnologia biotech semplice, economica, accessibile a tutti e che ha trovato largo consenso anche da parte delle associazioni di settore, e proprio per queste caratteristiche sembra fatta su misura per fare apprezzare ancor di più la nostra agricoltura: ricca di varietà tipiche, colture di nicchia e piccole imprese", spiega Elena Sgaravatti, vicepresidente di Assobiotec, l'Associazione di categoria che rappresenta le imprese attive nel settore.

 

"E` un'opportunità straordinaria per riuscire a produrre di più con meno, per valorizzare la biodiversità, un patrimonio che caratterizza fortemente il nostro territorio, per difendere le nostre colture dai cambiamenti climatici e dalle malattie, ma e` anche una strada ben delineata per il miglioramento qualitativo, nutrizionale e organolettico dei prodotti made in Italy".

 

Le Tea in poche parole

Come anticipato, sotto il cappello delle Tea ci sono diverse tecnologie disponibili, ma due sono quelle più promettenti: il genome editing e la cisgenesi.

 

"Con il genome editing siamo in grado di indurre mutazioni sito-specifiche nel Dna delle piante che possono portare le stesse ad acquisire tratti di interesse", spiega Luigi Cattivelli, direttore del Centro Crea di Genomica e Bioinformatica di Fiorenzuola d'Arda (Pc).

 

Nel caso della vite sarebbe ad esempio possibile "spegnere" quel gene che è necessario alla peronospora (Plasmopara viticola) per infettare la pianta. In questo modo la vite, pur in presenza del patogeno e di condizioni ambientali favorevoli allo stesso, non si ammalerebbe.

 

"L'altra grande tecnologia è la cisgenesi, che invece permette di trasferire tra due specie sessualmente compatibili uno o più geni. Il tutto in maniera estremamente precisa, veloce e sicura", conclude Cattivelli.

 

Restando sull'esempio della vite sarebbe ad esempio possibile inserire nelle varietà tipiche italiane (Sangiovese, Nebbiolo, Glera, eccetera) quei geni di tolleranza alla peronospora che sono presenti nei vitigni americani e asiatici. Geni che permettono alla pianta di individuare l'infezione e di far morire le cellule coinvolte per fare terreno bruciato intorno al fungo ed evitarne la diffusione.

 

"Punto fondamentale è il fatto che queste tecnologie ricalcano in tutto e per tutto meccanismi naturali. Le mutazioni, che siano indotte da fattori esterni o che avvengano durante la riproduzione, sono il fondamento della biodiversità sulla Terra", precisa Cattivelli.

 

"Le Tea non fanno altro che imitare tali meccanismi, solamente in maniera molto più precisa e veloce. Per questo si tratta di tecnologie assolutamente sicure, che producono organismi che nulla hanno a che fare con gli Ogm transgenici".

 

Oggi la normativa sulle Tea è ancora in fase di definizione, ma mentre il legislatore valuta come regolare queste nuove tecnologie, che sono radicalmente diverse rispetto a quelle di vent'anni fa, è bene concentrarci sui vantaggi che possono apportare.

 

Vantaggio uno: piante resistenti ai patogeni

Oggi l'Unione Europea e il consumatore chiedono con insistenza che in agricoltura si faccia minor uso di agrofarmaci. La sfida dell'agricoltore è quella di continuare a produrre reddito avendo però meno strumenti a disposizione e al contempo dovendo gestire nuovi patogeni e un contesto ambientale in continuo mutamento.

 

Le Tea, potendo generare piante resistenti ai patogeni, permetterebbero in linea di principio di garantire la produttività dei campi limitando considerevolmente l'impiego di agrofarmaci. Un esempio riguarda i patogeni fungini da serra, che rappresentano un vero flagello per gli orticoltori. Ebbene, si sta già lavorando a piante di basilico che sono immuni alla peronospora.

 

Basilico

Basilico

(Fonte foto: © thetravelnook - Pixabay)

 

Vantaggio due: resilienza ai cambiamenti climatici

Negli ultimi anni le temperature medie in Italia sono aumentate: abbiamo avuto inverni miti ed estati torride. Le precipitazioni hanno mutato la loro regolarità e spesso abbiamo assistito a fenomeni intensi, come le bombe d'acqua. Queste nuove condizioni ambientali pongono sotto stress le attuali varietà coltivate, selezionate nel corso dei decenni per adattarsi ad un ambiente che oggi non esiste più.

 

Attraverso le Tea è possibile proteggere tali varietà rendendole maggiormente resistenti ai cambiamenti climatici, senza tuttavia perdere quelle caratteristiche che ai breeder sono costate anni di lavoro.

 

Un esempio potrebbero essere le ciliegie non più soggette al cracking. Oppure varietà di frumento con un apparato radicale più profondo e quindi in grado di intercettare l'acqua anche in strati meno superficiali del terreno.

 

Grano

Grano

(Fonte foto: © Hans - Pixabay)

 

O ancora piante che hanno una regolazione più sofisticata dell'apertura e della chiusura degli stomi e riescono quindi a limitare la traspirazione e dunque la perdita di acqua, resistendo meglio ai periodi di siccità. Ma anche piante che imitando meccanismi di sopravvivenza tipici delle varietà di riso asiatiche sopravvivono anche quando il terreno rimane allagato per giorni.

 

Vantaggio tre: efficienza d'uso degli input produttivi

Le varietà moderne hanno performance estremamente elevate in termini di produttività e caratteristiche tecnologiche. D'altro canto richiedono ingenti input produttivi, ad esempio sotto forma di acqua e fertilizzanti. Anche in questo caso l'Unione Europea e i consumatori chiedono che il settore primario faccia meno ricorso ai concimi di sintesi. Anche le tensioni internazionali e il prezzo dei fertilizzanti in ascesa hanno spinto la ricerca ad identificare nuove alternative.

 

Il mais si presta bene a comprendere l'importanza delle Tea da questo punto di vista. Una Ditta americana, Pivot Bio, ha selezionato dei ceppi particolari di batteri azotofissatori comunemente presenti in natura, aumentandone l'efficienza e rendendoli adatti ad entrare in simbiosi con il mais.

 

Mais

Mais

(Fonte foto: © fietzfotos - Pixabay)

 

Vantaggio quattro: soddisfare le esigenze dei consumatori

Una parte importante del lavoro dei genetisti è quella di selezionare nuove varietà che siano maggiormente corrispondenti alle richieste del mercato. Gli esempi sono infiniti: varietà di grano con un colore più tendente al giallo, rispetto al naturale bianco, o con migliori caratteristiche per la trasformazione. L'uva senza semi. I meloni baby, di piccola taglia. Le mele o i kiwi a polpa rossa.

 

Attraverso le Tea i genetisti sarebbero in grado di rispondere in maniera più puntuale e veloce ai gusti del consumatore e alle necessità costantemente in evoluzione da parte dell'industria.


Guardando al futuro l'unico limite è l'immaginazione. Pensiamo ad esempio all'aumento delle caratteristiche nutritive, utile nei Paesi in via di sviluppo. Si potrebbero selezionare varietà arricchite in micronutrienti, oppure, rimanendo in Italia, prive di metalli pesanti o più sicure ed appetibili per i bambini.

 

Uva

Uva

(Fonte foto: © Pexels - Pixabay)

 

Tea, il treno da non perdere

Sfortunatamente in Italia le Tea sono relegate ai laboratori, in quanto la legislazione attuale le equipara ai vecchi Ogm. Una situazione che sta già minando la competitività del Paese per il futuro. "È ora il momento di operare una scelta per il Paese: vogliamo un'agricoltura innovativa, sostenibile e redditizia, capace di rispondere in pieno alle esigenze dell'industria alimentare, capace di migliorare, nella catena distributiva, il valore del produttore primario oppure, pur nella necessità di sostenere anche forme agricole più marginali, un'agricoltura obsoleta?", conclude Elena Sgaravatti.

 

Le Tea consentono di avere una agricoltura più produttiva e sostenibile, sia sotto il profilo economico che ambientale. Per questo è l'agricoltore il primo a dire #iocitengo, l'hashtag scelto da Bayer per la rubrica AgriCampus.

 


 

Bayer AgriCampus è un'iniziativa lanciata da Bayer Crop Science Italia con l'obiettivo di promuovere l'uso consapevole degli agrofarmaci.
Image Line è partner e su AgroNotizie ha creato una rubrica per ospitare i contributi provenienti da Bayer e dai partner di AgriCampus.
Consigli tecnici che se seguiti si traducono in vantaggi sia per l'agricoltore che per l'ambiente e i consumatori. Perché per tutti gli attori della filiera vale l'hashtag #iocitengo

Appuntamento a novembre per la nuova puntata di Bayer AgriCampus dedicata all'evento per i 35 anni di Agrofarma-Federchimica




 
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