Corpo 8, danni collaterali

Vincoli all'export, problemi con l'import, le conseguenze inattese dell'emergenza Covid-19. Tante le fiere rinviate. La fuga dei braccianti stagionali. Al vaglio i primi aiuti. Gli anticipi Pac. Questi alcuni degli argomenti affrontati da quotidiani e periodici sui temi dell'agroalimentare dal 28 febbraio al 5 marzo

Angelo Gamberini di Angelo Gamberini

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Corpo 8 è la dimensione del carattere di stampa che con maggiore frequenza si incontra sui quotidiani

In breve

  • Fra le conseguenze dell'epidemia da coronavirus, un po' a sorpresa, c'è anche quella della fuga dei braccianti stagionali provenienti da paesi del Nord Europa.
  • C'è chi chiede che i prodotti made in Italy abbiano una certificazione che attesti l'assenza del virus. Un decreto stabilisce che la richiesta è illecita, tanto da prevedere multe salate.
  • I primi a confrontarsi con le conseguenze dell'emergenza sanitaria sono gli agriturismi, dove arrivano disdette a valanga. Danneggiati anche i vivaisti.
  • Annullamenti e rinvii per molti appuntamenti fieristici e fra questi il Vinitaly di Verona e il Cibus di Parma.
  • I mercati segnano il passo, ma ci si consola con i buoni risultati ottenuti nell'export lo scorso anno.
  • Si studia come arginare le criticità per il settore agricolo e fra i primi provvedimenti spunta l'anticipo delle risorse Pac.
  • Si torna a parlare della cimice asiatica per lamentare l'esiguità degli aiuti previsti per assorbire i danni subiti dalle colture.

Questi sono solo alcuni degli argomenti incontrati sui quotidiani in edicola in questi ultimi giorni. Vediamoli più in dettaglio di seguito.
 

Stranezze virali

Che la diffusione del Covid-19 avrebbe comportato pesanti conseguenze anche per l'agricoltura già se ne aveva avuto un assaggio con il blocco delle attività nella "zona rossa".
Alcuni altri effetti "collaterali" non erano altrettanto prevedibili, come ad esempio la "fuga" dei braccianti stranieri della quale si parla il 28 febbraio su “L'Arena”.

Si teme infatti che la manodopera proveniente dall'Est Europa, tradizionalmente impiegata per la raccolta delle fragole, rinuncerà a venire in Italia per il timore del Covid-19.
Lo stesso problema si percepisce per l'agricoltura del Mezzogiorno e il “Mattino di Puglia” del 29 febbraio lamenta la mancata presenza dei braccianti di Romania e Polonia, che negli anni passati si rendevano disponibili per le raccolte stagionali.

La carenza di manodopera rischia di diventare un problema serio e il “Giornale di Vicenza” del 4 marzo lancia un appello affinché siano ripristinati i voucher per gli stagionali.
Una richiesta che però non trova tutti d'accordo e solleva alcune perplessità da parte dei sindacati, che dalle pagine de "Il Gazzettino" del 5 marzo si dicono contrari a queste proposte.


Un disastro per gli agriturismi

I primi a subire gli effetti negativi di questa emergenza sanitaria sono però gli agriturismi, sui quali sono piovute disdette a valanga, delle quali già si parla il 28 febbraio sulla “Gazzetta di Modena”.

Disdette, come denuncia “L'Arena” del primo marzo, che arrivano sino all'80% e da Agriturist e Terra Nostra è partito un appello al Governo affinché disponga interventi per il settore.
 

L'export ai tempi del virus

Gli effetti collaterali del Covid-19 continuano sul fronte dell'export, con surreali richieste di certificazioni sanitarie attestanti l'assenza del virus da prodotti come il Grana padano, notizia della quale si parla il 29 febbraio sul quotidiano piacentino “La Libertà”.

In seguito si metterà in dubbio la veridicità di queste richieste, ma sul fronte delle esportazioni i problemi si allargano intanto al mondo del vivaismo e nel pistoiese, territorio dove questa attività è diffusa, gli operatori lamentano dalle pagine de “Il Tirreno” del primo marzo le difficoltà incontrate per le spedizioni.

Per fronteggiare le richieste di "virus free" interviene anche il Governo con un decreto nel quale si stabilisce che si tratta di pretese illegittime, tanto da far scattare multe sino a 60mila euro, come si apprende il 4 marzo da “Il Sole 24 Ore”.


Fiere nella tempesta

Nemmeno gli eventi fieristici sfuggono alle conseguenze del Covid-19 e anche il Vinitaly, alla fine, si è arreso.
In un primo momento il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani, aveva confermato nell'intervista rilasciata al “Corriere del Veneto” del 29 febbraio la decisione di lasciare immutate le date di svolgimento del Vinitaly, in calendario dal 19 al 22 aprile.
Poi, con l'aumentare dei casi di infezione, ecco arrivare il 4 marzo la decisione, confermata dal “Gazzettino”, di spostare a giugno lo svolgimento della manifestazione.

Stessa sorte, come ricorda “Italia Oggi” nello stesso giorno, era già toccata al Salone del mobile di Milano e al Cibus di Parma, mentre al momento restano confermate le date del Macfrut, che si svolgerà a Rimini.
 

Le conseguenze sui mercati

Nel frattempo sui mercati si registra la caduta del prezzo del Parmigiano reggiano del quale riferisce “Il Resto del Carlino” del 28 febbraio, auspicando che vengano presi provvedimenti per ridare tonicità a questo mercato.

In difficoltà, scrive “La Nazione” del 29 febbraio, ci sono anche i floricoltori, a causa della caduta delle esportazioni verso il Nord Europa.

Chi sembra non avere problemi, guardando i dati a conclusione del 2019, è il settore del vino, che insieme a tutto il comparto alimentare ha segnato un sensibile progresso sul fronte dell'export, come si apprende da il “Secolo XIX” del 2 marzo.
Non c'è allora da stupirsi della nota pubblicata da “Il Resto del Carlino” del primo marzo, dove si parla dell'aumento del valore dei terreni a vigneto.

Numeri complessivamente positivi per le produzioni a marchio di origine, come Dop e Igp.
Lo conferma "Il Sole 24 Ore" del 5 marzo nel riportare i dati emersi dal 17esimo rapporto Ismea-Qualivita relativo al 2018.
Nell'insieme il valore del comparto supera i 16 miliardi di euro, 5,4 dei quali giungono dai vini.


Si corre ai ripari

Per fronteggiare le conseguenze economiche del Covid-19 è in dirittura di arrivo un mix di strumenti, che vanno dall'estensione della cassa integrazione in deroga a un ampio utilizzo del Fondo di integrazione salariale anche oltre il perimetro della "zona gialla". I dettagli si possono leggere il 5 marzo su "Il Sole 24 Ore".
Misure emergenziali, sottolinea una breve nota su "Il Resto del Carlino" del 5 marzo, che dovrebbero comprendere una tutela del made in Italy da pratiche sleali.

Un ulteriore aiuto giunge dagli anticipi dei sostegni previsti dalla Pac, il cui arrivo è confermato da “Italia Oggi” del 29 febbraio.
Ancora su “Italia Oggi”, del 2 marzo in questo caso, si legge che nelle pieghe della legge di Bilancio c'è la conferma per l'azzeramento dei contributi dovuti dai giovani sotto i 35 anni che si dedicano all'agricoltura.

Invece gli agricoltori pensionati, come precisa “Il Sole 24 Ore”, non possono usufruire delle agevolazioni previste per l'Imu dovuta sui terreni.

Il “Giornale di Vicenza” del 3 marzo conferma per il Veneto la proroga per accedere ai bandi previsti dai Piani di sviluppo regionali.

C'è tempo sino al 19 aprile, scrive il primo marzo “Il Resto del Carlino”, per le domande di accesso alla "Banca delle terre", con i suoi 10mila ettari da mettere a disposizione dei giovani.


C'è la cimice

Non si arrestano i timori per i danni causati dalla cimice asiatica, che nel solo Piemonte, come si apprende da il “Secolo XIX” del 2 marzo, avrebbe provocato perdite per oltre 180 milioni di euro.

Non va meglio in Emilia Romagna e dalle pagine dedicate alla provincia di Modena da “Il Resto del Carlino” del 3 marzo, si conferma che gli aiuti destinati agli agricoltori si dimostrano insufficienti a coprire i danni subiti dagli agricoltori.
Situazione pesante per circa 500 comuni del Veneto dove le cimici asiatiche sono molto presenti, come denuncia il 4 marzo la “Nuova Venezia”.
 

Ricerca e innovazione

La lotta alla cimice asiatica e agli altri insetti nocivi si arricchisce di un nuovo strumento.
Ne parla “Italia Oggi” del 4 marzo descrivendo i risultati ottenuti da una startup toscana, che ha messo a punto una tecnologia per monitorare le colture.

Ancora nello stesso giorno “Italia Oggi” si occupa dei risultati ottenuti da una ricerca condotta presso l'Università Cattolica di Piacenza, dove si è scoperto che un particolare fungo potrebbe impedire la produzione delle pericolose micotossine.

Tutte notizie che possono essere ricomprese nel grande capitolo delle innovazioni in agricoltura, un business che, come scrive “Il Sole 24 Ore” del 29 febbraio, è cresciuto del 22% e che ora vale 450 milioni di euro.

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