Confcooperative FedAgriPesca, Giorgio Mercuri alla guida

Il presidente nazionale di Confcooperative Gardini: "Le cooperative sono una filiera tre volte italiana. Produciamo in Italia, paghiamo le tasse in Italia, lavoriamo prodotto italiano"

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Da sinistra: Paolo Tiozzo e Giorgio Mercuri, rispettivamente vicepresidente con delega alla pesca e presidente di Confcooperative FedAgriPesca

E' nata ieri, 27 giugno 2018, Confcooperative FedAgriPesca, che sarà guidata dal presidente Giorgio Mercuri e dal vicepresidente con delega alla pesca Paolo Tiozzo.

"Nei prossimi anni si dovranno sfamare 9.700 milioni di persone, affrontando nuove sfide come cambiamento climatico, aumento della popolazione, riduzione delle superfici coltivabili – ha spiegato Antonio Villafuerte Martin, dell’Instituto internacional San Telmo all'assemblea di ieri a Roma di Confcooperative –. Stanno anche cambiando i consumatori e gli stili di consumo: il 60% dei millenials compra online, e tra questi il 52% acquista prodotti biologici. Attenzione alla sostenibilità e alla salute sono le direttrici del nuovo consumo".

Mercuri ha aggiunto: "Dobbiamo rispondere alle esigenze di consumatori sempre più attenti alla sostenibilità. Per farlo occorre innovare e investire in tutta la filiera a livello europeo: in Europa sono 30 milioni gli operatori del settore". "Se non si cambia entro il 2050 in mare ci sarà più plastica che pesci ha spiegato Tiozzo –. I primi dieci oggetti utilizzati in Europa sono monouso: occorre intervenire sui comportamenti quotidiani, trovare norme e strumenti che ci aiutino a invertire questa tendenza".
 

La comunicazione online

In occasione dell'assemblea si è parlato dei nuovi modi di comunicare, specialmente online: "Oggi le imprese hanno la possibilità di presentarsi sul mercato con modalità di comunicazione totalmente nuove – ha detto Cris Nulli, Head of Fmcg-Food Facebook –. L’85% del traffico di Facebook è mobile, con un utilizzo costante. Ciò dà la possibilità alle aziende di raccontarsi e avere un rapporto diretto con il consumatore". "Ci sono comunque alcune abitudini che non cambiano – ha aggiunto Nicolay Yanev, head of Prime now marketplace di Amazon.it –. C’è ancora chi ha necessità di recarsi fisicamente in negozio al contrario di chi vuole avere i prodotti a casa. L’e-commerce in Italia è ancora poco sviluppato, specie nel food, anche se in crescita".
"In Italia, nel settore food, meno dell’1% è online: c'è ancora bisogno di negozi fisici e di centri di distribuzione – ha detto il presidente di Coop Italia, Marco Pedroni – anche per valorizzare le tradizioni del territorio, senza limitarle alla zona di produzione insistendo con la retorica del km 0".
 

Sostenibilità

La sostenibilità e i nuovi stili di consumo sono al centro anche della seconda tavola rotonda della mattinata, che ha visto confrontarsi il ministro delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio, il vicepresidente della commissione Agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro, il presidente Aidepi e vicepresidente del gruppo Barilla, Paolo Barilla e il presidente di Fedagripesca Giorgio Mercuri.
"Vanno bene i concetti di flessibilità e di sussidiarietà inseriti nella nuova Pac, ma non si deve virare verso un nuovo sovranismo nel settore che lascia troppo spazio ai singoli Stati, con il pericolo di creare distorsioni del mercato" ha dichiarato De Castro.

"L’Europa deve dare un quadro di norme comuni, ma i singoli Stati devono avere la possibilità di agire con una certa autonomiaha risposto il ministro Centinaio –. Stiamo lavorando in Europa sul tema dell’etichettatura dei prodotti ittici, che deve essere chiara e trasparente, con l'indicazione della data di pesca. È un tema su cui continueremo a impegnarci. Qualità e attenzione alla salute devono essere elementi imprescindibili dei prodotti italiani e del made in Italy, per questo abbiamo stanziato 22 milioni di euro per intensificare i controlli su prodotti come la carne".

Paolo Barilla ha poi precisato: "Da trent’anni produciamo sempre lo stesso prodotto, ma tutto ciò che c’è dietro è cambiato. Bisogna concentrarsi sulla sostenibilità e sull'attenzione al territorio, all’innovazione, e puntare su un made in Italy che non sia vuota etichetta ma contenuto".
 

Le cooperative

In chiusura della giornata Gardini ha concluso: "Il 70% del latte, il 60% del vino, il 50% dell’ortofrutta del Belpaese è rappresentato dalle cooperative radicate sul territorio e che costruiscono filiere per i soci produttori. Produciamo in Italia, paghiamo le tasse in Italia, lavoriamo prodotto italiano. Le cooperative sono una filiera tre volte italiana. Questa è la nostra specificità, queste le nostre radici, questa è la nostra forza. Chiediamo al governo di mettere al centro le filiere e i produttori per lo sviluppo dell’agroalimentare made in Italy che ha bisogno di reciprocità verso i competitor europei, stesse regole per tutti. Sul fronte della legalità chiediamo e offriamo al governo collaborazione per combattere le false cooperative e le false imprese. Sui migranti occorre un’operazione verità: migliorare procedure e qualità nell’accoglienza".

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