Corpo 8, il gioco del Ceta

L'Italia dice no e si torna alla casella di partenza. La "prima" del ministro Centinaio a Lussemburgo. Quote latte, riso e tagli alla Pac fra i dossier aperti. Dazi e mercati internazionali. Questi alcuni degli argomenti affrontati da quotidiani e periodici sui temi dell'agroalimentare dal 15 al 21 giugno

Angelo Gamberini di Angelo Gamberini

Questo articolo è stato pubblicato oltre 2 anni fa

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Corpo 8 è la dimensione del carattere di stampa che con maggiore frequenza si incontra sui quotidiani

Insufficienti le garanzie che l'accordo commerciale fra Unione europea e Canada (Ceta) offre alle nostre produzioni protette. Così dall'Italia arriva un possibile stop che rimette tutto al punto di partenza.

Al suo primo Consiglio dei ministri agricoli dell'Unione, il ministro Centinaio ribadisce la sua opposizione al taglio delle risorse per la Pac.

Fra i dossier aperti sul tavolo del dicastero agricolo, le importazioni agevolate di riso e rispuntano anche le quote latte.

Prime indiscrezioni sulle ipotesi al vaglio del ministero per lo Sviluppo economico. In vista una possibile eliminazione dell'Iva agevolata per i fertilizzanti.

Sui mercati internazionali tengono banco le scaramucce a suon di dazi, ritorsioni ed embarghi vari.

Prende il via sotto buoni auspici la stagione della frutta estiva. Ma bisogna prestare attenzione alla concorrenza straniera.

Dalla ricerca arrivano nuove promesse per ottenere piante sempre più resistenti agli stress climatici.

Questi sono solo alcuni degli argomenti incontrati sui quotidiani in edicola in questi ultimi giorni. Vediamoli più in dettaglio di seguito.


Quel Ceta non piace

Sembrava cosa fatta, invece l'accordo commerciale fra Ue e Canada (Ceta) è tornato al punto di partenza, come nel classico gioco dell'oca. A mettere in discussione il compromesso sin qui raggiunto è il ministro per le Politiche agricole Gian Marco Centinaio, che si dice convinto dell'insufficiente tutela alle nostre Dop, tema già emerso peraltro in passato.

La novità sta nella ferma presa di posizione dell'Italia, apparentemente senza via di uscita. La notizia fa il giro dei mercati internazionali e il 15 giugno approda sulle pagine del "Financial Times", la cui severità di giudizio sulle politiche italiane è nota.

L'importanza della notizia non sfugge ai giornali italiani, dove rimbalza da “Italia Oggi” a “Repubblica”, per citarne solo alcuni.
Il Sole 24 Ore” del 16 giugno sottolinea nel frattempo le conseguenze del no dell'Italia, che porterebbe all'abbandono dell'intero accordo e alla contestuale revoca dell'applicazione provvisoria, scattata il 21 settembre dello scorso anno.

Se ne torna a parlare il 19 giugno, questa volta sulle pagine di “Avvenire”, che pone l'accento sulle possibili ripercussioni negative che potrebbe avere per l'Italia una mancata intesa con il Canada.
Nello stesso giorno “Il Sole24 Oremette in discussione la possibilità che un eventuale accordo possa mettere in difficoltà le nostre Dop e Igp, sostenendo semmai la tesi opposta.
 

I dossier aperti

Sul tavolo del nuovo ministro ci sono altri dossier da esaminare oltre a quello del Ceta. Fra i più importanti quello della nuova Pac, quella che va dal 2021 al 2027.
Lo conferma la “Gazzetta del Mezzogiorno” del 18 giugno commentando la posizione assunta dal ministro Centinaio in occasione della sua prima seduta al Consiglio dei ministri della Ue.
Il 19 giugno “Italia Oggi” riporta la cronaca della giornata, con le dichiarazioni del ministro, che reputa insufficienti le risorse che la Pac intende destinare all'agricoltura dopo i tagli al budget comunitario.

Fra le partite ancora aperte quella del riso, compromesso dalle importazioni a dazio agevolato da alcuni paesi asiatici. In Italia, si legge su “La Stampa” del 19 giugno, la crisi del settore ha comportato una riduzione del 5% delle superfici destinate a questa coltura.
Ora si preannuncia la visita degli ispettori della Ue, incaricati di analizzare la profondità della crisi.

Altro dossier sul tavolo del ministro, scrive “Italia Oggi”, del 20 giugno, è quello delle quote latte, anche se questo quotidiano ancora non ci dice quali siano le decisioni che su questa materia si intendano prendere.
 

Tagli ai concimi, soldi all'agrifood

Oltre alle scelte del dicastero dell'Agricoltura, gli imprenditori agricoli devono prestare attenzione alle strategie che saranno adottate dal nuovo ministro dell'Economia, Giovanni Tria, che ha allo studio interventi che vanno dai trasporti all'energia, con una serie di tagli agli sconti fiscali.
Sotto la scure di Tria, scrive “Il Messaggero” del 18 giugno, rischiano di finire anche le agevolazioni Iva sui fertilizzanti.

Nel frattempo arriva la conferma dello sblocco da parte dello stesso ministero delle risorse per la ricerca industriale. Ad essere interessato, si apprende da “Italia Oggi” del 19 giugno, è anche il settore dell'agrifood, al quale sono destinati 560 milioni di euro.
 

Un dazio tira l'altro

Le tensioni sui mercati internazionali, combattute a suon di dazi, ritorsioni ed embarghi, coinvolgono anche il settore agricolo. Se ne discute il 15 giugno su “Italia Oggi” che prende in esame le diverse posizioni sullo scacchiere internazionale, dagli Usa all'Europa passando per la Russia.

Dalle tensioni sui mercati internazionali può trarre qualche vantaggio l'export agroalimentare. Lo scrive “Libero” del 17 giugno commentando la possibile evoluzione della "guerra" dei dazi fra Usa e Cina, che potrebbe favorire la penetrazione dei formaggi italiani sul mercato cinese.

Vantaggi per i formaggi, ma non per i nostri salumi, che al contrario potrebbero incontrare ostacoli alle esportazioni dall'aumento dei dazi statunitensi, come evidenzia “Il Messaggero” del 17 giugno.
Un primo effetto delle tensioni innescate dalle politiche di inasprimento dei dazi lo si riscontra nel prezzo della soia. Le quotazioni, scrive “Il Sole 24 Ore” del 19 giugno, non scendevano così in basso dal 2016.

Nel frattempo, si apprende da "Avvenire" del 21 giugno, le autorità europee hanno deciso di rispondere all'aumento dei dazi statunitensi con una analoga manovra che riguarda varie provenienze Usa e fra queste figurano anche i succhi di arancia. Il timore è ora che l'escalation di queste guerre commerciali possano colpire pesantemente il comparto agroalimentare.
 

Frutta estiva, buon inizio

Sul mercato interno prosegue la raccolta della frutta estiva e “L'Arena” del 18 giugno si dice ottimista per l'andamento delle contrattazioni nel veronese per le pesche.
Attenti però alle iniziative di un temibile concorrente come la Spagna, che si appresta, stando alle anticipazioni di “Libero” del 17 giugno, a lanciare per le pesche un marchio unico con il quale imprimere un'accelerazione all'export.

Del melone si occupa “Il Resto del Carlino” del 16 giugno, annunciando l'iniziativa promossa da Ortofrutta Italia, organizzazione interprofessionale del settore ortofrutticolo nazionale, per una campagna di promozione presso i punti vendita.

Da "La Sicilia" del 21 giugno si saluta con favore la spinta impressa alle rotte aeree che dall'aeroporto di Catania si dirigono verso Russia, Medio ed Estremo Oriente. Se ne potranno avvantaggiare le esportazioni di ortofrutticoli prodotti nell'isola, che in poche ore potranno essere sui mercati di destinazione.
 

Ricerche e risultati

Infine alcune notizie dal mondo della ricerca, come quella riportata da “QN” del 20 giugno a proposito dei risultati ottenuti da un'Università australiana, che avrebbe evidenziato la presenza nel vino di particelle magnetiche capaci di mantenere in equilibrio l'aroma dei vini.

Un'altra ricerca, questa volta Italo-Saudita, si occupa della messa a punto di endofiti, batteri capaci di favorire la crescita radicale e di conferire alle piante maggiore resistenza agli stress idrici. I dettagli si possono leggere su “Italia Oggi” del 20 giugno.

La ricerca non ha invece dato al momento alcuna risposta nei confronti dell'attacco di un "misterioso" fungo che colpisce gli ulivi dell'asolano. L'argomento è affrontato dalla “Tribuna di Treviso” del 16 giugno, che esclude tuttavia che possa trattarsi di Xylella.

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