Collect Earth, un clic per guardare i propri campi dal satellite

Grazie alla partnership tra Google e Fao, ogni agricoltore può avere accesso ad immagini satellitari dettagliate dei propri terreni e strumenti per visualizzarne l'evoluzione. AgroNotizie ha intervistato Giulio Marchi, forestry officer della Fao

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

Questo articolo è stato pubblicato oltre 3 anni fa

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Il satellite Sentinel fotografa uno stesso punto della Terra ogni 5 giorni
Fonte foto: Fao

Fino a dieci anni fa gli agricoltori conoscevano i propri campi solo da un punto di vista orizzontale, terra a terra. Poi è arrivato Google Earth e ognuno di noi si è divertito a guardare dall'alto la propria abitazione, i propri terreni (e quelli dei vicini), il percorso di torrenti e canali. Oggi la tecnologia ha fatto un passo avanti e grazie ad una partnership tra Google e Fao, l'organizzazione Onu per l'alimentazione e l'agricoltura, ogni agricoltore del mondo ha potenzialmente a disposizione uno strumento per controllare dall'alto i propri terreni, visualizzarne l'evoluzione storica e avere tante altre informazioni. 

La Fao ha infatti sviluppato un software, completamente gratuito e open source, che utilizza lo sterminato archivio di immagini satellitari e la capacità di calcolo di Google, oltre a fonti quali Bing Maps per foto ad alta risoluzione. Lo strumento si chiama Collect Earth e sfrutta i database di Google Earth Engine, il portale grazie al quale si può accedere a milioni di immagini scattate dai satelliti statunitensi ed europei.

 

"Per la prima volta informazioni complesse sono facilmente fruibili anche ad utenti non esperti", spiega ad AgroNotizie Giulio Marchi, forestry officer della Fao. "Prima che sviluppassimo Collect Earth non esistevano strumenti così completi e gratuiti per monitorare il territorio".

Ma come funziona Collect Earth? Scaricando il software e dopo l’opportuna personalizzazione, è possibile passare a volo d'uccello su campi e città, andando ad individuare la propria azienda agricola. "Quella che sembra un'operazione semplice nasconde un complesso lavoro di calcolo", spiega Marchi. "Le immagini provenienti dai satelliti sono estremamente pesanti e non collegate le une alle altre, devono essere dunque 'cucite' assieme e rese utilizzabili anche da chi ha una connessione internet precaria".

Ogni agricoltore può così vedere i propri appezzamenti, ma la cosa più interessante è che sono disponibili anche le foto storiche. I satelliti Modis e Landsat passano su uno stesso punto più volte al mese e aggiornano in continuazione i database. I Landsat 7 e 8 ad esempio hanno una frequenza di 16 giorni ed il Sentinel addirittura di 5.

Per un agricoltore è dunque utile seguire l'evoluzione del territorio. Guardando le immagini è possibile sapere se all'interno di un area ci sono zone prive di vegetazione o ristagni di acqua (compatibilmente con la risoluzione spaziale delle immagini). Si può monitorare il movimento di una frana oppure il disboscamento di una zona boschiva. È possibile osservare i mutamenti di un corso d'acqua, magari dopo una pioggia torrenziale. 

"Fino a tre anni fa era impensabile avere uno strumento del genere", spiega Marchi. "Le immagini meno dettagliate sono quelle del satellite Modis, con una risoluzione di 250 metri per 250. Sono dunque poco utili per il singolo agricoltore ma possono essere usate benissimo da consorzi, oppure a livello di provincia o regione. Le immagini di Landsat sono invece più dettagliate, con una risoluzione di 30 metri per 30 e disponibili dal 1972, con una copertura globale dal 2001. Ma il salto di qualità lo stiamo avendo in questi giorni, visto che il satellite Sentinel 2, dell'Agenzia spaziale europea, ha iniziato ad inviare immagini con una risoluzione 10 metri per 10".

Agli utenti che si registrano gratuitamente alla piattaforma sono dati degli strumenti per 'catalogare' il territorio ettaro per ettaro, individuando zone coltivate, boschi, corsi d'acqua o zone paludose. In questo modo è possibile seguire l'evolversi nel tempo di una data area. Ma c'è di più, perché gli esperti della Fao hanno sviluppato, per ora solo a fini interni, uno strumento per misurare il vigore vegetale e mostrare, tramite dei grafici, il suo andamento nel tempo. In futuro dunque ogni agricoltore sarà potenzialmente in grado di monitorare costantemente lo stato di salute di una piantagione.

Ma come si fa ad iniziare? Noi di AgroNotizie abbiamo provato a scaricare il software (basta andare sulla pagina di Collect Earth), ma lo strumento non è immediatamente comprensibile.
I nostri esperti tengono corsi di circa una settimana per i tecnici dei paesi che devono utilizzare Collect Earth”, spiega Marchi. Per chi ha un'azienda agricola di pochi ettari forse il gioco non vale la candela, ma per consorzi o enti pubblici lo strumento é certamente potente. “Bisogna sempre ricordare che Earth Engine prima e Collect Earth poi sono strumenti che facilitano enormemente l’accesso e la fruizione di una gigantesca mole di dati ma al tempo stesso rimane comunque necessaria una base teorica di conoscenze per poterne derivare informazioni corrette ed attendibili”.

Il progetto Collect Earth, finanziato principalmente dalla International Climate Initiative del ministero per l’Ambiente tedesco, è uno strumento utile per tutti gli agricoltori e i governi del mondo. Soprattutto per i Paesi in via di sviluppo, dove l'accesso alla tecnologia è ancora limitato e dove le reti di comunicazione sono precarie. Le agenzie specializzate in land monitoring di ogni Stato potranno sorvegliare lo stato di salute di boschi e pascoli. Ma potenzialmente anche il piccolo contadino potrà osservare dall'alto, sul suo smartphone, la propria casa e il proprio campo.
 

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