La Svezia guida la Ue verso l'ambiente

Agricoltura sostenibile e benessere animale fra le politiche del nuovo semestre di presidenza Ue

Angelo Gamberini di Angelo Gamberini

Questo articolo è stato pubblicato oltre 11 anni fa

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La bandiera svedese
Fonte foto: Hakan Dahlstrom's

Economia, Energia, Europa nel mondo. Erano le tre “E” (ne abbiamo parlato anche su Agronotizie) attorno alle quali si imperniava il lavoro del Ceco Mirak Topolanek quando a inizio anno aveva preso in mano le redini della Ue nella sua veste di presidente di turno del sodalizio europeo. Trascorsi sei mesi, come da programma, il testimone passa alla Svezia ed è al suo Primo Ministro Fredrik Reinfeldt che ora tocca il compito di guidare i lavori della Ue sino alla fine dell'anno. Delle tre E del suo predecessore ne resterà probabilmente una sola, quella di energia, declinata però in chiave ambientalista. Perché nel programma presentato da Reinfeldt viene al primo posto la necessità di sviluppare la cooperazione europea per affrontare coralmente la crisi finanziaria e la crescente disoccupazione, senza dimenticare però, come afferma lo stesso Reindfelt, che “è giunto il momento di fare il nostro dovere per affrontare al meglio i cambiamenti climatici”. “Credo che quest’ultima sfida – ha detto il primo ministro svedese in un'intervista pubblicata sul sito del Consiglio - vada affrontata assieme, a livello europeo e mondiale. Grande importanza riveste pertanto la conferenza sul clima, che l’Onu terrà a Copenaghen in dicembre e in cui la Svezia rappresenterà l’Ue.”

 

Gli obiettivi dei sei mesi svedesi

Allargamento della Ue, risposta ai problemi legati all'immigrazione, lotta all'inquinamento del Mar Baltico, sviluppo della cooperazione, dare corpo a nuove strategie nel settore della giustizia e degli affari interni, sono alcuni degli altri problemi che la presidenza svedese vuole affrontare durante il suo semestre. Progetti ambiziosi che cadono in un momento delicato per la politica europea, alle prese con i nuovi assetti del Parlamento dopo le elezioni di giugno e la nomina della nuova Commissione. C'è da fare i conti anche con il referendum dell'Irlanda sul Trattato di Lisbona che potrebbe avere conseguenze importanti sui processi decisionali che governano la Ue.

 

I riflessi sull'agricoltura

Forse non tutti gli obiettivi che Reinfeldt ha in animo di centrare potranno essere effettivamente colpiti, ma è opportuno sapere che nelle pieghe del programma svedese alcuni importanti capitoli riguardano da vicino l'agricoltura. Un punto qualificante riguarda la sicurezza alimentare dei prodotti agroalimentari, certamente salutata con favore dall’Italia già al primo incontro fra i ministri dell’Agricoltura d’Italia e di Svezia che si è svolto nei giorni scorsi. Altro elemento in vista della politica agricola svedese e dunque europea, riguarda l’agricoltura sostenibile. L'obiettivo è quello di ridurre l'influenza dell'agricoltura sui cambiamenti climatici e per conoscere i modi proposti per raggiungere questo risultato bisognerà attendere la riunione dei ministri dell'Agricoltura che si terrà a Växjö il 13-15 settembre, seguita da una conferenza che si terrà in Svezia nell'autunno.

Grande rilievo è dato dalla presidenza svedese al tema del benessere animale, che sarà al centro di incontri per mettere a punto criteri e iniziative da adottare. Già è in programma a Uppsala per il prossimo 8 e 9 ottobre una conferenza scientifica che affronterà questi temi, particolarmente sentiti dai cittadini svedesi, tanto che la Svezia si considera uno tra i Paesi dove maggiore è l'attenzione nei confronti degli animali allevati.

 

Un Paese attento all'ambiente

E’ opportuno ricordare che i cittadini svedesi sono meno di 10 milioni e hanno a disposizione quasi 500mila chilometri quadrati, con una grande presenza di foreste e laghi. In Italia, tanto per fare un confronto, gli abitanti sono 60 milioni e hanno a disposizione una superficie di 300 mila chilometri quadrati, per tre quarti montagne e colline. E facile ipotizzare che esista fra i cittadini che vivono realtà così distanti un diverso modo di interpretare, a livello emotivo, il grande capitolo della natura e dunque dell’agricoltura e degli allevamenti. E’ allora importante che a temi così delicati come il benessere animale e l’agricoltura sostenibile, si giunga avendo come riferimento precise valutazioni scientifiche, evitando che sia l’emotività a dettare le regole del gioco.

 

Teniamoci pronti

Benessere animale e agricoltura sostenibile sono entrambi argomenti importanti ed è fuor di dubbio che vi siano problemi da risolvere, purché i rimedi non siano peggiori dei mali. Alle prossime assise in programma, chi rappresenta l’Italia dell’agricoltura e degli allevamenti farà bene a essere preparato. Sotto il profilo scientifico e politico.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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