Forte slancio in agosto alla redditività della suinicoltura grazie al rialzo dei mercati dei suini da macello e del contemporaneo ribasso dei costi per le materie prime alimentari.
E' quanto emerge dalle analisi del Crefis, il Centro di ricerche economiche sulle filiere sostenibili dell'Università Cattolica di Piacenza diretto da Gabriele Canali.

Stando a queste analisi, l'indice per misurare la redditività del comparto mostra un incremento del 14,6% rispetto a luglio (variazione congiunturale); ma anche il confronto a livello tendenziale (cioè rispetto allo stesso mese dell'anno scorso) è decisamente positivo: +8,4%.


I prezzi all'origine dei suini

D'altro canto, in agosto, il prezzo medio mensile dei suini pesanti da macello destinati al circuito tutelato è stato pari a 1,578 euro/kg, in aumento del 14,3% rispetto a luglio e del 2,7% rispetto ad agosto 2018.
Dinamica simile l'hanno mostrata i suini pesanti da macello destinati al circuito non tutelato: il prezzo medio mensile ad agosto è stato pari a 1,491 euro/kg, ovvero +13,7% su base congiunturale e +6,2% su base tendenziale.

"Si è così trasferito anche al mercato italiano il forte aumento dei prezzi registrato sui principali mercati europei a partire dallo scorso marzo", sottolinea Gabriele Canali.
In discesa invece (-7,8%) le quotazioni dei suini da allevamento (capi di 30 kg), con valori pari a 2,783 euro/kg.
 

Peggiorano i macelli

Scende ad agosto la redditività dell'industria di macellazione italiana, tanto che l'indice Crefis segna -3,3% rispetto al mese precedente e soprattutto -6,2% rispetto ad agosto 2018.
La causa di questa perfomance negativa è tutta nell'incremento dei costi per l'approvvigionamento dei suini da macello, perché, al contrario, sul fronte dei ricavi, ad agosto i prezzi dei tagli freschi sono stati registrati in aumento.
A cominciare dalla coscia pesante destinata a produzioni tipiche, il cui prezzo ad agosto è salito a 3,715 euro/kg, che si traduce in +2,1% su luglio. In ascesa, seppur contenuta, anche le quotazioni delle cosce fresche destinate a produzioni non tipiche: 3,298 euro/kg per un +0,5% su luglio.

Si tratta peraltro di prezzi non soddisfacenti, e questo ce lo mostrano i confronti tendenziali negativi: -18,9% per le cosce destinate a circuito Dop, -14,2% per quelle destinate a prosciutti generici.
In aumento anche i prezzi dei lombi freschi e in particolare del "taglio Padova" la cui quotazione media mensile è risultata pari a 3,600 euro/kg: +2,1% su base congiunturale, ma -3,7% su base tendenziale.


In recupero la stagionatura

Ad agosto la redditività della stagionatura dei prosciutti crudi ha mostrato qualche primo timido segnale di recupero.
A livello congiunturale, il Parma Dop di 9,5 kg e oltre ha segnato un pur lieve incremento (+0,1%), mentre per i prosciutti non tipici l'indice Crefis registra +1,6%.

Rispetto allo stesso mese dello scorso anno, tuttavia, la redditività dei prosciutti è ancora a un livello inferiore per il prodotto Dop (-0,6%) mentre è sensibilmente più elevata per il prodotto generico (+8%).
Ciò ha ampliato il gap negativo di redditività tra produzioni tipiche e non tipiche a -7,3%.

Sul fronte dei mercati, ad agosto il prezzo del Prosciutto di Parma di peso 9,5 kg e oltre è salito a 7,969 euro/kg: +0,2% la variazione congiunturale ma -15,2% quella tendenziale. Invariati invece a 6,000 euro/kg le quotazioni dei prosciutti stagionati destinati a produzioni non tipiche.