Borsa, apertura con maiali che razzolano in Piazza Affari

Blitz della Coldiretti per denunciare che l’economa di carta uccide quella reale

Questo articolo è stato pubblicato oltre 9 anni fa

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Dall’apertura della Borsa di questa mattina ci sono i maiali a razzolare davanti a Piazza Affari a Milano dove sono già quasi un migliaio gli allevatori della Coldiretti arrivati dalla Lombardia, dal Veneto, dall’Emilia Romagna, dal Piemonte, dalla Toscana, dalle Marche e dal Friuli per denunciare le speculazioni internazionali sulle materie prime, dall’oro al petrolio fino ai mangimi, che hanno fatto impennare i costi per l'alimentazione degli animali e messo in ginocchio migliaia di allevamenti e la vera salumeria Made in Italy. 

"Le speculazioni su materie prime ed energia - stima la Coldiretti - sono costate in un anno almeno 300 milioni agli allevatori di maiali italiani con migliaia di aziende che hanno chiuso o stanno per farlo. Gli allevatori vogliono consegnare piccoli maiali con coccarda tricolore agli operatori della borsa perché dicono  di non essere più in grado di farli crescere anche per la concorrenza sleale dei prodotti stranieri che vengono spacciati come Made in Italy". 

"La speculazione è servita a tavola", “Voi controllate le borse noi il cibo”, “Meno finanza e più stalle”, “Globalizzazione senza regole tratta il cibo come i frigoriferi”, “Giù le mani dal Made in Italy”, “Più trasparenza in borsa e al mercato”: sono alcuni degli slogan urlati dai manifestanti “armati” di cartelli e colorate bandiere gialle.

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