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La resistenza che nasce dai lieviti

Innovazioni fitoiatriche: cerevisane è un induttore di resistenza alle patologie derivato dalle pareti cellulari di Saccharomyces cerevisiae ceppo LAS117

Donatello Sandroni di Donatello Sandroni

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Innovazioni fitoiatriche: cerevisane

Anche le piante saprebbero difendersi in qualche modo dalle patologie, ma nelle normali realtà di campo, con pressioni elevate di malattia, prima che le difese si inneschino la gara è persa. Anche perché vi sono pure limiti quantitativi nella produzione delle molecole che ostacolano l'avanzata del patogeno.

Le colture non hanno infatti un vero e proprio sistema immunitario come avviene nel Regno animale, ove esistono cellule appositamente concepite per aggredire virus e batteri. Nel Regno vegetale si può parlare cioè di difese naturali di tipo molecolare. Ad esempio, sono noti gli effetti delle fitoalessine nei confronti specialmente delle peronosporacee.

Tali difese beneficiano però di un qualche aiuto esterno. Vanno cioè per così dire "stimolate".
In tal modo la reazione non solo è più pronta, ma anche più energica. Tra le nuove frontiere della difesa delle colture vi sono proprio i prodotti atti a stimolare tali difese, come per esempio cerevisane, inserito fra le sostanze a basso rischio, come da Reg. Ue 540/2011.

Trattasi di un estratto da Saccharomyces cerevisiae ceppo LAS117 e risulta attivo nell'indurre resistenze contro oidio, peronospora, botrite e oidio di numerose colture agrarie. 

Al momento sulla banca dati Fitogest.com esiste un solo formulato a base di cerevisane, ovvero Romeo di Sumitomo Chemical Italia, registrato il 16 aprile 2018.

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Fonte: Agronotizie

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Tag: biologico difesa biostimolanti

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