Fem: piccole vespe per combattere la Drosophila

Allevare i nemici naturali per poi usarli contro il moscerino dei piccoli frutti. E' questo lo scopo del progetto di lotta biologica della Fondazione Mach, in collaborazione con Sant’Orsola e Bioplanet, finanziato dalla Fondazione Caritro

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Le piccole vespe sono in grado di attaccare la Drosophila suzukii deponendo le loro uova all’interno degli stadi giovanili del moscerino

i., sta lavorando a un progetto di controllo biologico finanziato dalla Fondazione Caritro con il bando per i giovani ricercatori. L’obiettivo è quello di ridurre l’impatto della Drosophila sulle coltivazioni trentine e, contemporaneamente, diminuire il numero di trattamenti chimici.
 
La Fondazione Mach da anni è attiva nello sviluppo di strategie innovative per il controllo biologico della Drosophila suzukii, il moscerino dei piccoli frutti che sta letteralmente flagellando le coltivazioni di ciliegie, fragole, lamponi e mirtilli. Grazie al finanziamento della Fondazione Caritro, da dicembre il ricercatore del Centro trasferimento tecnologico, Valerio Rossi Stacconi, sarà impegnato nello studio dei parassitoidi indigeni nemici dell’insetto asiatico.

Già nel 2012 la Fondazione Mach, in collaborazione con l’Istituto agronomico mediterraneo di Bari, Iamb, e con l’Oregon State University, Osu, aveva identificato come possibile insetto utile il Pachycrepoideus vindemiae. L’anno successivo erano state selezionate altre due specie dall’efficacia promettente: la Leptopilina heterotoma e la Trichopria drosophilae. Tutte e tre le specie di parassitoidi, delle piccole vespe, sono in grado di attaccare la Drosophila suzukii deponendo le loro uova all’interno degli stadi giovanili del moscerino.

Per il progetto finanziato dalla Fondazione Caritro, Fem collaborerà con la cooperativa agricola Sant’Orsola, realtà italiana di riferimento nella produzione e vendita di piccoli frutti, e con Bioplanet sca, azienda di Cesena leader nell’allevamento di insetti e acari utili alla difesa biologica delle colture.

Il raggiungimento degli obiettivi permetterà una riduzione dell’impatto della Drosophila sulle coltivazioni e, contemporaneamente, una diminuzione del numero di trattamenti chimici e dei conseguenti residui di fitofarmaci. 
 

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