Le aziende alimentari scalano la piramide del digitale

Tra le aziende alimentari italiane la diffusione di soluzioni 4.0 è piuttosto diffusa. E se ormai quasi tutte hanno implementato software gestionali e dispositivi portatili, nei prossimi anni gli investimenti coinvolgeranno tecnologie più innovative

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

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Le aziende alimentari puntano molto sul paradigma 4.0 (Foto di archivio)
Fonte foto: © 279photo - Fotolia

Quanto sono innovative le aziende agroalimentari italiane e quali sono le tecnologie adottate o in fase di implementazione? A dare una risposta a queste domande ci ha pensato un report dell'Osservatorio Smart AgriFood (School of management del Politecnico di Milano e Laboratorio Rise - Research & innovation for smart enterprises dell'Università degli studi di Brescia) che ha sondato il rapporto tra le imprese alimentari nostrane e il paradigma 4.0.

Per Alimentare 4.0 si intende l'innovazione nella supply chain alimentare, guidata dalle tecnologie It e digitali, che fa leva sulla valorizzazione dei dati per migliorare l'efficienza dei processi, la sostenibilità, la qualità dei prodotti, la trasparenza e la rispondenza ai requisiti di legge. Con l'obiettivo ultimo di aumentare la competitività dell'impresa.


La diffusione del paradigma 4.0

L'87% delle 134 aziende intervistate usa o sta sperimentando una o più soluzioni 4.0 (con il 27% che ne impiega due, a fronte di un 25% che invece ne utilizza solo una). A farla da padrone sono le tecnologie considerate "base", come i software gestionali, adottati nel complesso dal 75% del campione. Seguono i dispositivi portatili (57%), gli Erp (34%), i big data analytics (28%), il cloud (28%), l'IoT (26%) e la robotica (16%). Sono molto poco diffuse la blockchain, la realtà aumentata, l'intelligenza artificiale e la stampa 3D.

Le soluzioni di 'Alimentare 4.0' sono supportate principalmente da tecnologie 'di base'
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Ma quali sono le ragioni che spingono le aziende ad investire in soluzioni 4.0? Secondo il report dell'Osservatorio Smart AgriFood il driver principale è il miglioramento dei processi produttivi (52%), il miglioramento del rapporto con i clienti (47%) e la logistica (45%). Seguono poi con il 32% la sostenibilità, con il 30% i rapporti con enti di certificazione e Pa. Al 28% c'è la food safety e al 19% lo sviluppo e il miglioramento del prodotto.

Gli obiettivi tuttavia variano a seconda delle filiere. Ad esempio in quella della carne o nel lattiero caseario la food safety è una priorità importante, mentre nel campo della trasformazione ortofrutticola si guarda di più al tema della sostenibilità e del rapporto con i clienti.


I benefici e le criticità del paradigma 4.0

Le aziende del campione hanno ottenuto i maggiori benefici dall'adozione di tecnologie 4.0 nell'area della gestione della tracciabilità alimentare, settore in cui il digitale viene molto sperimentato. Segue la gestione dei rapporti con certificatori e Pa, dove i benefici della digitalizzazione sono elevati, anche se la funzione non è prioritaria per le imprese.

I benefici nelle aree della produzione e del controllo qualità e della valorizzazione commerciale del prodotto sono evidenziati in misura minore. Si tratta di settori in cui molte aziende hanno investito senza però che sia stato misurato un vantaggio elevato.

Le criticità che frenano gli investimenti nel paradigma 4.0 riguardano principalmente i costi elevati (60% del campione), anche se solo il 19% teme di non rientrare degli investimenti fatti. Per il 38% delle aziende un freno è la mancanza di competenze in azienda, segue poi con il 37% chi ritiene che la tecnologia non si adatti al contesto aziendale. Al 21% c'è la criticità rappresentata da infrastrutture interne limitate e al 19% la mancata collaborazione interna all'azienda e la difficoltà ad apprezzare i benefici dell'innovazione.


Uno sguardo al futuro

Nonostante le criticità sopra elencate le aziende alimentari pensano nella stragrande maggioranza dei casi (85%) di investire in innovazione nei prossimi tre anni. Il 54% lo vuole fare in dispositivi portatili, il 43% in software gestionali, il 33% in data analytics, il 29% in IoT, il 26% in Erp, il 18% in blockchain, il 16% in automazione, l'8% in realtà aumentata (stessa percentuale del cloud). Al 7% si ferma l'intelligenza artificiale, mentre al 3% l'additive manufacturing.

Si riscontra una certa coerenza tra tecnologie utilizzate e priorità di investimento. Salta però agli occhi come il cloud, oggi diffuso tra circa il 30% delle imprese, veda intenzioni di investimento basse. Mentre la blockchain, oggi poco diffusa (intorno all'8%) attira investimenti in circa il 20% del campione.

Fra le tecnologie più innovative spiccano i data analytics e l'Internet of Things che sono anche fra le priorità di investimento di quasi un terzo delle aziende del campione.

Image Line è partner dell'osservatorio Smart AgriFood

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