Grano duro, Terrepadane: scelta varietale strategica contro la Volpatura

Il convegno per analizzare le difficoltà della stagione con Università Cattolica e Barilla. Presentati i contratti di coltivazione

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Un evento dedicato alla filiera del grano duro per analizzarne criticità e opportunità

"Per il grano duro ci sono tutti i presupposti per avere una situazione migliore rispetto agli scorsi anni".
Guarda al futuro con fiducia Emilio Ferrari, responsabile acquisti per grano duro e semola di Barilla, tra i relatori del convegno organizzato a Piacenza martedì primo ottobre dal Consorzio agrario Terrepadane. Un evento dedicato alla filiera del grano duro per analizzarne criticità e opportunità, che ha posto l'accento su temi attuali quali la problematica della volpatura, con cui il territorio piacentino ha dovuto fare i conti soprattutto nell'ultimo anno.

"Si tratta - ha spiegato Vittorio Rossi, docente di Scienze agrarie, alimentari e ambientali dell'Università Cattolica - di un problema che avevamo già affrontato una ventina di anni fa e che purtroppo si è ripresentato. La principale causa è l'andamento stagionale: tra i fattori predisponenti allo sviluppo di questi funghi che provocano un'alterazione della granella del frumento ci sono infatti l'umidità elevata e persistente, le precipitazioni frequenti e le temperature fresche nei periodi successivi alla spigatura".
Rossi si è quindi soffermato sulle strategie per contenere il problema: "in questo momento la più efficace è la scelta varietale, in quanto alcune varietà sono molto meno suscettibili".
Un concetto ripreso da Giorgio Mazzoni, responsabile agronomico e filiere di Terrepadane: "la tecnica che conoscevamo va adattata". Mazzoni ha presentato alcune delle varietà più resistenti e tolleranti alla volpatura e si è soffermato anche sull'importanza delle buone pratiche colturali, come l'adeguata successione varietale e la corretta concimazione. In aiuto al lavoro degli agricoltori ci sono sicuramente i contratti di coltivazione di Terrepadane, che nel 2019 hanno fatto registrare un'ulteriore crescita del 20% rispetto allo scorso anno, con il conferimento oltre 50mila tonnellate di cereali, tra convenzionale e biologico.

Marco Cappelli, responsabile cereali e mangimi del Consorzio, è intervenuto proprio per illustrare nel dettaglio i vantaggi dei contratti di coltivazione. "Consentono sbocchi commerciali sicuri con industrie - come Barilla - di primaria importanza, prezzi chiari da listini ufficiali e condizioni di ritiro trasparenti. Rappresentano inoltre per le aziende una maggiore remunerazione e offrono un disciplinare di coltivazione con indicazioni tecniche accurate e l'assistenza di un agronomo qualificato del Consorzio agrario già dalla semina, fondamentale supporto quindi nella strategia della scelta varietale".

Nel bio, con i contratti di coltivazione biologica per il grano - duro e tenero - il prezzo minimo è garantito, con la possibilità di avere un acconto alla consegna e il ritiro di altri prodotti (orzo, pisello e farro) con filiere remunerative.

Nel suo intervento Emilio Ferrari di Barilla ha rimarcato anche la crescente attenzione all'origine dei prodotti da parte dei consumatori: "Il made in Italy - ha dichiarato - è e sarà sempre più ricercato anche nella materia prima e questo è un fattore che sicuramente valorizza il lavoro dei nostri agricoltori".
Ad aprire i lavori era stato il presidente di Terrepadane Marco Crotti, ribadendo l'importanza del convegno: "Vogliamo individuare le soluzioni alle difficoltà riscontrate nell'ultimo anno, per valorizzare il grano duro e quindi il lavoro delle nostre aziende agricole. Questa coltura è molto importante nel piacentino, dove se ne coltivano oltre 5mila ettari".

"In questi anni Terrepadane - ha quindi concluso il direttore generale Dante Pattini - ha sviluppato rapporti importanti di filiera e la filiera si aggiorna e si mantiene attiva grazie alla ricerca".
 

Grano duro, le varietà resistenti alla Volpatura

Ha aperto il suo intervento con un raffronto sulla piovosità a Piacenza negli ultimi anni Giorgio Mazzoni, responsabile agronomico e filiere di Terrepadane, mettendo in luce come se nel 2014 i giorni di pioggia erano stati nove, nel 2018 e nel 2019 se ne sono registrati rispettivamente 19 e 17. Ed è proprio all'andamento climatico che si attribuisce la principale causa del problema della volpatura del grano duro. "Alcune varietà - ha spiegato Mazzoni - vantano una resistenza all'alterazione decisamente maggiore".

In particolare Mazzoni ha indicato le varietà "Tito Flavio", "Ovidio", e "Cesare" della Sis (Società italiana sementi) con cui Terrepadane collabora da anni. Buoni risultati anche da "Minosse" (Agroservice) e "Athoris" (Semia).


I prossimi eventi

Dal 3 ottobre, Terrepadane avvia un ciclo di incontri rivolti alle aziende biologiche con Coldiretti Piacenza.
Il calendario:
  • 3 ottobre doppio appuntamento ad Agazzano (alle 10 nella sala albergo del Cervo in piazza Europa) e a Bobbio (alle 14.30 nella sala riunioni dell'Unione montana in via Garibaldi);
  • 4 ottobre alle 10 a Lugagnano (sala comunale di via Bersani);
  • 7 ottobre con gli ultimi due eventi, alle 10 a Bettola (sala consiglio in piazza Colombo) e alle 14.30 nella sala riunioni di Coldiretti a Piacenza (primo piano del Palazzo dell'Agricoltura in via Colombo, 35).

In collaborazione con Coldiretti Pavia, si terrà invece l'incontro di mercoledì 9 ottobre alle 15.00 nella Biblioteca comunale di via Indipendenza, 14 a Rivanazzano Terme (PV).

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