Tenuta Mariani, fare spumanti in Versilia

Abbiamo incontrato Ido Mariani, il titolare, che da alcuni anni ha iniziato l'avventura di produrre spumante in Versilia ottenendo un notevole successo

Matteo Giusti di Matteo Giusti

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Bottiglie di Segreto Brut, lo spumante metodo classico della Tenuta Mariani in Versilia
Fonte foto: Tenuta Mariani

Quando si dice Versilia la mente è facile che corra ad un immaginario vacanziero fatto di bella vita, barche, stabilimenti eleganti, bar e ristornati sul mare che servono buon cibo e buoni vini, magari bianchi, freschi e ovviamente anche spumanti.

E ora, da alcuni anni, una azienda della zona gli spumanti ha iniziato a farli da sé, con vigne che vanno praticamente dalla spiaggia alle colline che si affacciano sul mare.

E' la Tenuta Mariani, nel comune di Massarosa in provincia di Lucca, al limite meridionale della Versilia, incastonata tra il mare di Viareggio e il lago costiero di Massaciuccoli.

E noi abbiamo incontrato il titolare, Ido Mariani, per farci raccontare di come è nata questa idea e che successo sta avendo.

Ido Mariani, lei è nato su queste colline tra Lucca e il mare, ma non è nato agricoltore. Da dove viene l'idea di dedicarsi alla agricoltura e in particolare alla viticoltura, in una delle poche zone della Toscana che tra l'altro non è coperta nemmeno da una Doc?
"Non nasco agricoltore, ma i miei nonni erano tutti coltivatori diretti, negli anni '50 e '60 erano gli ultimi esponenti della produzione di riso, nelle risaie fra Bozzano e Massarosa continuando poi la coltivazione di terreni seminativi e degli oliveti fino agli anni '80.  Mio padre non ha seguito la tradizione di famiglia.
Io quindici anni fa ho rimesso in produzione gli oliveti e cominciato a impiantare vigne nei terreni seminativi, fondando l'azienda agricola e agrituristica e ristrutturando la casa colonica di famiglia.
Oggi oltre all'azienda agricola abbiamo sei appartamenti in agriturismo con trenta posti letto.

Le origini della mia famiglia, il fatto di aver passato la mia infanzia nei campi e negli oliveti con i miei nonni, mi hanno portato a ricominciare a fare agricoltura. Inoltre studi e la mia passione per il nostro territorio mi hanno fatto scoprire anche ricerche dell'Università di Firenze sulle origini della vite in Italia, con prime tracce della stessa di oltre 3.500 anni avanti Cristo, nel bacino del lago di Massaciuccoli.
Ho quindi solo ricominciato a fare vino in un territorio dove da sempre si faceva vino"
.

E oltre a questo dove ha imparato a fare spumanti, che non sono certo un prodotto tradizionale dell'enologia toscana?
"Ho avuto la fortuna, circa venti anni fa, di conoscere la famiglia Mondet, produttori di Champagne a Hautvillers. Le costanti frequentazioni mi hanno appassionato alla produzione e mi hanno fatto conoscere il mondo del vino con la bollicina.
Con la loro consulenza e il loro aiuto ho conosciuto i vari terroir francesi dove si producono bollicine, Limoux, vicino ai Pirenei, Augues Morte, in Camarque alla foce del Rodano, Costa di Provenza, eccetera. 
Tutte zone più a Sud della Versilia e con terreni simili ai nostri. Abbiamo da subito piantato vitigni con l'idea di spumantizzare, e con la consulenza dei miei amici francesi oggi continuiamo questa avventura"
.

Attualmente che tipi di spumanti fate?
"Produciamo sia metodi classici che Charmat. Con tutte le varie fasi di produzione realizzate interamente nelle nostre cantine di Massaciuccoli, dal tirage alla mise en bouteilles, dalla spumantizzazione in autoclave, per poi concludere con il dégorgement e l'imbottigliamento".

Fate solo spumanti?
"Facciamo principalmente spumanti che abbiamo chiamato 'Segreto Brut' e 'STILE Segreto Brut', ma produciamo anche vino rosso, bianco e rosato".

Che vitigni usate e con che forma di allevamento per i vari tipi di vino e di spumanti?
"Questi dieci anni di produzione e di impianto di nuovi vitigni ci hanno visto modificare i sistemi di allevamento. Sangiovese, Chardonnay e Vermentino su terreno sabbioso in prossimità del mare hanno un allevamento a guyot, che ci garantisce una costanza produttiva, il Pinot nero, Merlot e Sangiovese a Massaciuccoli, intorno al lago, hanno un allevamento a cordone speronato, mentre Vermentino e Chardonnay a guyot".

Le vostre vigne, oltre a quelle in collina, vanno dal mare, una è praticamente dietro le ultime dune della spiaggia, alle zone intorno al lago di Massaciuccoli. Che vitigni coltivate qui e che caratteristiche ne escono, tra microclima e terreno?
"Nei vigneti su sabbia vicino al mare di Torre del Lago Puccini a Viareggio abbiamo Sangiovese, Vermentino e Chardonnay, a Massaciuccoli Pinot nero, Chardonnay, Vermentino e Merlot, sulle colline fra Massarosa e Lucca Pinot nero, Merlot e Sangiovese. Riusciamo, grazie alla nostra conduzione biologica e biodinamica dei terreni e alle vendemmie precoci con raccolta manuale e mattiniera che garantisce temperature più fresche delle uve, a conferire nei nostri vini la salinità dei terreni sabbiosi e grazie all'influenza del lago e dei boschi delle colline riusciamo a far emergere freschezza e profumi nelle basi dei nostri spumanti".

In queste zone quali sono le problematiche principali delle viti?
"Il microclima ci avvantaggia per le caratteristiche che abbiamo detto, ma a volte la mancanza di ventilazione ci porta a dover combattere in vigna la forte umidità, creata sia dalle pinete sul mare che dal lago. Grazie al lavoro con gli interceppi fra le viti e il continuo lavoro di scopertura dei grappoli, riusciamo ad evitare le malattie tipiche.
Il lavoro biodinamico in vigna degli ultimi due anni ci ha portato ottimi vantaggi nel combattere oidio e peronospora"
.

Ido Mariani nella sua cantina
Ido Mariani nella sua cantina a Massaciuccoli
(Fonte foto: Tenuta Mariani)

Dal punto di vista burocratico e normativo avete avuto delle difficoltà particolari per avviare la produzione di spumanti?
"La burocrazia, in generale, non aiuta noi piccoli produttori. La trasmissione continua dei dati di vendita scarico e operazioni in cantina sul portale Siam e la fatturazione elettronica ci hanno costretto a diventare tecnologici, informaticamente parlando, dotandoci di sistemi di gestione come una grande azienda, con i costi informatici e di personale che sono lievitati.
La produzione di spumanti comporta anche sei-sette fasi della lavorazione da dover registrare e documentare, e trasmetterle puntualmente come richiesto oggi sarebbe impossibile da gestire manualmente. Quindi l'informatizzazione e la gestione informatica del magazzino e delle scorte ci ha aiutato"
.

Quale è attualmente la vostra superficie vitata?
"Dei venti ettari aziendali, di cui sei a oliveti e sei alla produzione di grani antichi, otto sono gli ettari vitati, tutti biologici certificati".

E la produzione in numero di bottiglie?
"Produciamo circa 10mila bottiglie di spumante metodo classico, 15-18mila bottiglie di spumanti metodo Charmat e circa 12-15mila bottiglie di vino fermo tra bianco rosso e rosato".

Dal punto di vista commerciale quali sono i vostri mercati di riferimento?
"Il nostro mercato di riferimento è quello locale e quello rivolto al turismo locale, che grazie alla nostra sala degustazione in cantina abbiamo incrementato notevolmente. Le presenze degli ultimi tre anni alle massime rassegne nazionali, Merano wine festival e Vinitaly, ci stanno permettendo di farci conoscere anche fuori dalla Toscana".

E' stato difficile proporre questi spumanti sul mercato?
"Inizialmente abbiamo dovuto combattere i luoghi comuni e lo scetticismo, ma la tipicità del nostro spumante salino e profumato ci ha aiutato a fare capire il nostro lavoro e a far conoscere la particolarità del nostro territorio. I riconoscimenti ottenuti al Merano wine festival e le guide nazionali che si stanno accorgendo di noi ci hanno resi maggiormente credibili e ci stanno facendo conoscere in tutta Italia".

Il pubblico come ha risposto a questa novità di avere degli spumanti versiliesi?
"Il pubblico ha risposto molto bene, come pure il turista e la ristorazione locale che si occupa di prodotti locali; mi sento dire che nei nostri spumanti si sente profumo della Versilia, di sabbia e mare, e questo è quello che volevamo trasmettere con i nostri vini".

Quindi in definitiva è soddisfatto del lavoro fatto finora? E ci sono progetti per il futuro?
"Abbastanza soddisfatto, ma non siamo ancora arrivati ad ottenere il massimo dai vigneti impiantati, siamo ancora in un percorso che ogni anno si arricchisce anche grazie alla maggiore età dei vigneti, alle nuove attrezzature per la produzione in cantina: presse soffici, impianti di controllo delle temperature in vinificazione, autoclavi per la spumantizzazione.
A tutto questo si unisce il lavoro biologico e biodinamico sui terreni che ci porta benefici costanti anno dopo anno.
Abbiamo inoltre impiantato questo inverno altri due ettari di Pinot nero e Chardonnay a Massaciuccoli per rispondere alle richieste di mercato dei prossimi anni, e stiamo presentando un progetto per la realizzazione di nuove cantine... vedremo"
.

 
Racconti, esperienze e realtà di chi, nella propria azienda agricola, ha riscoperto la tradizione unendola all'innovazione.
Leggi tutte le altre testimonianze nella rubrica AgroInnovatori: le loro storie

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