Colture da reddito, ecco le più interessanti per il 2019

Grazie all'uso dell'intelligenza artificiale è possibile prevedere quali saranno i prodotti che i consumatori chiederanno nel 2019. Dalla spirulina al monkfruit, i sei trend da non perdere

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

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I semi di ninfea soffiati sono uno dei trend per il 2019
Fonte foto: Bohana

Sono i mesi invernali quelli in cui la maggior parte degli agricoltori pensa a cosa coltivare nei propri campi. E ognuno vorrebbe avere la sfera di cristallo per conoscere quali saranno i prezzi a cui i prodotti verranno venduti a fine stagione. Se prevedere le quotazioni è impresa ardua, farlo con i gusti dei consumatori è invece possibile, grazie all'uso dell'intelligenza artificiale.

LatentView Analytics, società americana che sviluppa tecnologie esponenziali, ha scandagliato le conversazioni online per capire di quali nuovi prodotti le persone parlano in rete. Si sono poi focalizzati sugli influencer, quelle persone cioè che hanno un grande seguito sui social, e sui brevetti depositati, così come sugli investimenti fatti dai fondi di venture capital. L'obiettivo? Prevedere con un anno di anticipo quali saranno le mode alimentari che scoppieranno negli Stati Uniti.

Anche se la ricerca è stata fatta tra i consumatori statunitensi, è di estremo interesse anche per il mercato europeo ed italiano. Non è un mistero infatti che molte delle mode alimentari che hanno preso piede in Italia sono state importate con qualche anno di ritardo dagli Usa. Le bacche di Goji sono forse l'esempio più recente, ma anche la passione per l'avocado o per i piccoli frutti come i mirtilli proviene dall'altra sponda dell'Atlantico.

Per l'agricoltore che vuole differenziarsi avere degli inside di come si sta muovendo il mercato è un'ottima opportunità per anticiparlo e ottenerne un ragionevole profitto.
 

Sei prodotti di cui sentiremo parlare nel 2019

Ecco allora quali sono i risultati della ricerca condotta da LatentView Analytics. Di seguito i sei prodotti che il mercato europeo potrebbe richiedere in questo 2019.
 
Popped Water Lily Seed
Popped Water Lily Seed
(Fonte foto: Bohana)

Popped Water Lily Seed. Abituati a vedere le ninfee negli stagni di parchi e giardini, non abbiamo mai pensato che i semi di questa pianta originaria dell'Asia potessero essere commestibili. E invece tra la popolazione indiana sono un gustoso snack ricco di proteine e senza glutine.

Come per il riso, anche i semi di ninfea possono essere soffiati e diventano delle croccanti palline dal sapore delizioso, almeno a detta di chi le ha provate. La moda di mangiare semi di ninfea soffiati sta prendendo piede negli Usa dove vengono visti come una alternativa salutare alle patatine fritte.
 
La pianta di avena
La pianta di avena
(Fonte foto: Hans - Pixabay)

Latte di avena. I consumi di latte vaccino in Europa stanno calando costantemente. Molti consumatori ritengono infatti, a torto, che il latte non faccia bene alla salute. Complice anche l'aumento delle allergie e intolleranze al lattosio, molti consumatori si sono buttati sui surrogati vegetali. Se il latte di soia ha visto un boom dei consumi negli scorsi anni, quello di avena potrebbe seguirne le orme.

Le big corp del food a stelle a strisce hanno fiutato l'affare e stanno lanciando sul mercato diversi prodotti a base di latte di avena, dal semplice liquido da aggiungere al caffè fino a 'yogurt' e budini.
 
L'alga spirulina
L'alga spirulina
(Fonte foto: Laurent Dambies - Fotolia)

Spirulina. Molti consumatori che seguono regimi alimentari privi di proteine animali hanno il problema di assumere gli amminoacidi essenziali al corretto metabolismo del nostro corpo. Se i legumi e la soia hanno fino ad oggi sopperito alla mancanza di prodotti di origine animale, le alghe potrebbero guadagnarsi una interessante nicchia di mercato.

La spirulina è infatti una micro-alga dall'alto contenuto proteico che una volta essiccata può essere aggiunta a molti alimenti, dai biscotti fino ai beveroni diffusi in palestre e Spa. Produrre spirulina non è semplice perché prevede la costruzione di vasche nelle quali coltivare l'alga, che necessita temperature e nutrienti specifici. Nel mondo le coltivazioni si stanno moltiplicando e anche in Italia ci sono alcune aziende che hanno provato a cimentarsi in questa pratica.
 
Il vino rosa di Gik Live!
Il vino rosa di Gik Live!
(Fonte foto: Gik Live!)

Vino rosa e blu. Per i consumatori tradizionali il vino può avere due o al massimo tre colori: rosso, bianco oppure rosé. Ci sono però alcune aziende vitivinicole che producono vini rosa e blu. Sfruttano infatti la presenza dei pigmenti all'interno delle bucce degli acini per dare colorazioni insolite alle bottiglie.

In questo articolo avevamo parlato del vino blu, ma gli esempi sono diversi e rispondono alla richiesta di una fetta di mercato, composta soprattutto da Millennials, di avere prodotti nuovi e maggiormente in linea con lo stile di vita moderno.

Nella patria del vino parlare di bottiglie rosa o blu potrebbe sembrare un'eresia. Ma per quelle aziende aperte alle nuove esigenze del mercato potrebbe essere una interessante idea di business.

La canapa è di moda anche in Italia
La canapa è di moda anche in Italia
(Fonte: Studio023 - Fotolia)

Cbd. In molti consumatori è passata l'idea che all'interno delle infiorescenze della canapa sativa ci siano due molecole, una buona e l'altra cattiva. La molecola buona è il cannabidiolo (Cbd), una sostanza con effetti rilassanti, antinfiammatori e anticonvulsivi. Quella cattiva è invece il tetraidrocannabinolo (Thc), la sostanza psicoattiva che provoca effetti euforici in chi la assume.

Negli Stati Uniti si moltiplicano le aziende che offrono prodotti a base di Cbd. Si tratta di snack e cibi pronti, ma anche spray e creme. C'è, è il caso di dirlo, una euforia per questa sostanza 'buona' che non sembra avere effetti collaterali.

Su AgroNotizie abbiamo parlato più volte della normativa riguardo alla coltivazione della canapa che, nonostante per legge non possa avere concentrazioni di Thc superiori allo 0,6% (considerando anche il limite di tolleranza), non si è espressa invece per quanto riguarda il cannabidiolo.

Il monkfruit è originario del Sud della Cina
Il monkfruit è originario del Sud della Cina
(Fonte foto: The Food Navigator)

Monkfruit. La ricerca di dolcificanti di origine naturale è un grande business che nel corso del tempo ha visto l'avvento di soluzioni considerate miracolose. L'ultima in ordine di tempo è la stevia, una pianta erbacea da cui si estrae una sostanza dal potere edulcorante. Se per alcuni quello della stevia è un business destinato al declino, negli Usa si sta già parlando del suo successore: il monkfruit.

Si tratta di un frutto che è tradizionalmente coltivato nella regione meridionale della Cina e nella cui polpa c'è una sostanza con un potere dolcificante 300 volte superiore rispetto a quello del saccarosio. Se la buccia del monkfruit viene utilizzata per preparare infusi, la polpa viene fatta disidratare e sfarinata e può essere utilizzata al posto dello zucchero.

Negli Stati Uniti la Food and drug administration (Fda) ha dato da poco il suo via libera alla commercializzazione di questo frutto e dei suoi derivati, mentre l'Unione europea non si è ancora espressa. Nel nostro paese non è quindi legale commercializzare lo zucchero di monkfruit, ma potrebbe presto esserlo. La pianta ama i climi caldi e umidi, soffre la luce diretta del sole e ha una biologia piuttosto delicata che la porta ad avere una presenza molto rara in natura.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: vino latte innovazione ricerca mercati alghe nutraceutica consumi canapa

Rubrica: AgroInnovAzione

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