Positivo l'inizio di un negoziato che attraverso un lungo percorso, coinvolgendo Parlamento e Consiglio dei ministri dell'Unione europea deciderà il futuro della nostra agricoltura”.
Questo il commento del ministro delle Politiche agricole, Saverio Romano, al termine della riunione congiunta dei membri della Commissione Agricoltura del Parlamento Ue e del Consiglio dei ministri dell'Agricoltura, tenutasi lunedì a Bruxelles.

Pensiamo” ha detto Romano, “che sugli aiuti diretti e sulla distribuzione delle risorse non potrà non essere considerata la specificità italiana; su questo tema, torneremo a confrontarci con il Parlamento che riveste un ruolo imprescindibile nel negoziato” ha dichiarato Romano ribadendo la necessità di una Pac capace di rispondere alle esigenze degli agricoltori attraverso una normativa più semplice e sgravata dalla burocrazia.
“La proposta attuale della Commissione, purtroppo, procede nella direzione opposta” ha sintetizzato il ministro, “delineando un sistema più complesso e lontano dalle esigenze delle aziende”.

La riforma della Pac è stata il tema della riunione che per la prima volta ha visto riuniti il Consiglio dei ministri dell'agricoltura e la Commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale del Parlamento europeo.

Per l'Italia” ha spiegato Roberto Rosso, sottosegretario alle Politiche agricole, “tutto l'impianto riguardante i pagamenti diretti deve essere semplificato e reso più flessibile”; incomprensibile per Rosso la rigidità della proposta di convergenza degli aiuti diretti. Rosso ha definito "inaccettabile" la scelta del solo criterio della superficie agricola per la definizione del pagamento di base.

 

La riforma e l'Italia: il Gruppo 2013
Interessanti analisi sul futuro dell'agricoltura italiana in relazione alle Politiche agricole, sono state presentate nella sede Coldiretti dal Gruppo 2013 coordinato da Fabrizio De Filippis dell'Università degli studi Roma Tre e promosso dalla confederazione.

“L'impianto generale della proposta” ha spiegato De Filippis “vede alcune importanti novità tra cui la 'convergenza' dei pagamenti diretti tra stati membri. Il criterio su cui è basata però - la Sau ammissibile a titoli Pac al 2009” ha proseguito il docente, “è squilibrato e danneggia l'Italia, che avrebbe preferito l'uso di criteri quali plv o lavoro e che non vede inclusa la superficie storicamente destinata a colture quali vite, frutta e patate.

l'Italia vede ridursi per l'intero periodo 2014-20 la dotazione al I pilastro di quasi 1milione e 400mila euro; in percentuale” ha proseguito l'esperto, “perde meno rispetto a Malta, Olanda e Belgio, ma molto di più rispetto a Francia, Germania ed al resto dell'Ue-15 trovandosi a pagare, in valori assoluti, da sola quasi un terzo dell'intero ammontare delle risorse spostate dalla convergenza tra i paesi Ue”.

Abbastanza positivo per De Filippis il nuovo regolamento di Sviluppo rurale.
Per l'Italia sarà cruciale” spiega “il coordinamento tra le Regioni per gestire misure che non avrebbe senso applicare in ordine sparso. Un esempio su tutti, gli interventi per l'organizzazione delle filiere alimentari e la gestione del rischio”.

Nuova solo per i nove Paesi che ancora applicano un modello storico tra cui l'Italia, la 'regionalizzazione' che prevede il passaggio ad un tasso uniforme di aiuto a livello nazionale o regionale e sarà per De Filippis, “una partita difficile da gestire sia che si scelga un pagamento uniforme a livello nazionale che regionale”.

Respingendo le critiche e rivendicando l'equilibrio e la coerenza della proposta della Commissione europea in considerazione della necessità di conciliare gli interessi di ventisette Stati membri, il commissario Ciolos definisce comprensibile la delusione degli uni e degli altri, ma inevitabile “quando si hanno risorse limitate e si è in una famiglia numerosa”.
Il Commissario ha infine ricordato che la “proposta è una base di discussione che dovrà portare ad una decisione prima della fine del 2013”.

Invito a discutere accolto da Romano che rimarca l'impegno necessario per introdurre le necessarie modifiche al documento e che fissa un primo appuntamento per lunedì 14 novembre in occasione del Consiglio dei ministri europei in cui spiega “torneremo a ribadire la nostra posizione, che mira ad incoraggiare e a sostenere la produzione”.